- Dalla pagina sui Tall Dwarfs di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Il repertorio dei Tall Dwarfs, registrato quasi interamente a casa del cantante Chris Knox, eccelle nelle melodie distorte e senza batteria. Gli EP Three Songs (1981) e Louis Likes His Daily Dip (1982), il mini-album Canned Music (1983) e l'EP Slugbucket Hairybreath Monster (1984) sono specializzati in collage caleidoscopici di idee che raramente si fondono in una canzone regolare, ma spesso "sprecano" una tale bravura da valere un'intera carriera. Il loro mini-album Throw A Sickie (1986) era ancora un manicomio di musica pop improbabile, ma gli album successivi (quando i Tall Dwarfs erano finalmente diventati una band regolare) adottarono un formato più tradizionale.
Bio:
I Tall Dwarfs sono stati uno dei gruppi fondamentali per lo sviluppo del
"lo-fi" rock della New Zealand.
Il loro repertorio, quasi interamente registrato a casa di Chris Knox,
contiene pochi
brani davvero memorabili, ma lo spirito rigorosamente indipendente e
anti-commerciale della loro operazione inebriò un'intera generazione di
musicisti.
La loro storia iniziò a Dunedin, dove il cantante Chris Knox e il chitarrista Alex Bathgate, ispirati dai Sex Pistols, formarono un complesso punk-rock, gli Enemy, nel 1977. Quando si trasferirono a Auckland, acquisirono il bassista Paul Kean e cambiarono nome in Toy Love. Questi fecero in tempo a registrare due singoli (Rebel e Don't Ask Me), fra i più gettonati della new wave locale, e un mini-album, Tall Dwarfs (WEA, 1980), prima di sciogliersi alla fine del 1980. (Kean si sarebbe unito ai Bats).
Nel 1982 Knox e Bathgate varano finalmente i Tall Dwarfs, che in breve tempo conquistarono la palma di protagonisti del "nouveau pop" neozelandese. Privi di un batterista, i Tall Dwarfs eseguivano geniali e gioviali paradossi armonici baricentrati su un ritornello appena fuori misura e caratterizzati da arrangiamenti tanto spartani quanto complessi e insoliti. L'EP di debutto, Three Songs (Furtive, 1981), testimonia tanto la loro eccentricità quanto il loro talento melodico. Nel brano Nothing's Going To Happen, ben venti musicisti si alternano a ogni sorta di strumenti, per quella che inizia come una ballata hawaiana e finisce come un piccolo pittoresco concerto da banda paesana. All My Hollowness To You è invece una delicata ballata folk.
Sul secondo EP, Louis Likes His Daily Dip (Flying Nun, 1982), spiccano Paul's Place, in cui il cantante salmodia in maniera orientaleggiante su una briosa melodia di sintetizzatore, contrappuntato da una voce femminile sgolata, e con il ritmo battuto su oggetti casalinghi, e Song Of The Silents, i cui accordi in crescendo di chitarra definiscono un boogie-trance alla Sister Ray dei Velvet Underground, con una cadenza scandita da tam-tam pellerossa. Il blues in sordina Clover si solleva d'incanto in una melodia circolare da song rinascimentale.
Il gruppo continua a inventare armonie strampalate sul mini-album Canned Music (Flying Nun, 1983): la ballata onirica Turning Brown And Torn In Two il comico inno alla Beauty e Walking Home sono capolavori di arrangiamento spartano e casalingo.
Contemporaneamente viene dato alle stampe il primo lavoro solista di Chris Knox, Songs For Cleaning Guppies (Flying Nun, 1983), ricco di novelty come Sand Fly e Jesus Loves You.
La saga semiseria dei Tall Dwarfs prosegue intanto con l'EP Slugbucket Hairybreath Monster (Flying Nun, 1984) e trovate come The Brain That Wouldn't Die, un boogie spettacolare, tutto giocato su timbriche folli, la cantilena di Phil's Disease, la lunga canzone psichedelica Crush.
Gli ultimi dischi del decennio continuano lo scherzo con invariata serenità,
ma aggiungono via via nuovi elementi.
That's The Short And Long Of It (Flying Nun, 1985) è una raccolta
mediocre di varie ed eventuali.
Throw A Sickie (Flying Nun, 1986) è invece uno dei loro capolavori,
forte di un tris d'assi da manicomio come
Attack of The Munchies,
The Universality Of Neighbourliness e
No Place.
Dogma (FLying Nun, 1988) è forse il più musicale, grazie a
Can't e Waltz Of The Good Husband.
Due antologie compilano tutto il materiale pubblicato fino al 1986: Hello Cruel World (Flying Nun, 1987) e The Short And Sick Of It (Flying Nun, 1992).
Benchè avessero inventato uno dei generi fondamentali del decennio, il "lo-fi pop", i Tall Dwarfs ottennero un minimo di fama soltanto nel decennio successivo. Weeville (Flying Nun, 1990 - Homestead, 1992 - Cloud Recordings, 2005) si spinse verso tematiche sociali e soprattutto dimostrò la maturazione del duo in campo compositivo con canzoni sempre più orecchiabili ed eleganti (Log, Mr Brocoili, Lie).
Un po' meno avvincente, Fork Songs (Flying Nun, 1991 - Cloud Recordings, 2005) offre comunque ancora melodie sublimi (We Bleed Love, LIfe Is Strange).
L'esuberante follia
degli esordi sembra però essersi inaridita e, come spesso capita invecchiando, il duo finisce per ripetere
all'infinito la stessa barzelletta: chi la sente per la quinta volta non si diverte più.
Le bizzarrie abbondano, ma è come se fosse sempre la stessa bizzarria (la
bizzarria di usare bizzarrie in una canzone pop) ad essere ripetuta.
(Il CD contiene anche Dogma).
Nel frattempo Chris Knox aveva anche registrato un secondo album solista, Seizure (Flying Nun, 1990). Il disco è molto più "normale" dei dischi dei Tall Dwarfs e contiene almeno due classici di Knox: The Face Of Fashion e Not Given Lightly. Altre canzoni a suo nome che passano alla storia sono Not Given Lightly e Song For 1990 (sull'EP omonimo).
Il terzo album solista di Knox, Croaker (Flying Nun, 1991), di nuovo all'insegna di una canzone rock ancor più regolare, lo presenta nei panni di un Robyn Hitchcock tanto prolifico quanto amatoriale, intento a dare freneticamente alle stampe il materiale casalingo ma anche sinceramente occupato a dibattere temi sociali importanti (Liberal Backlash Angst). Briciole di David Bowie (Lapse) e schegge di Lou Reed (A Sonf Of The Only Child) completano la confezione. Questi due album solisti verranno riassunti su Meat (Communion, 1993).
Knox perviene cosi a un'opera-sproloquio (70 minuti) come Polyphoto, Duck Shaped Pain and Gum (Flying Nun, 1993), contenente (rispettivamente) registrazioni di qualche anno prima, un album di materiale nuovo (fra cui l'orecchiabile Under The Influence e la bizzarra Trim Milk) e l'EP Gum.
Le venti e più prove generali di Songs For You And Me (Flying Nun, 1995), altro album solista di Knox, non possono dirsi davvero canzoni, posso soltanto far intuire che canzoni sarebbero diventate Rust e Hubba Hubba Has Been Hoot nelle mani di un vero musicista. Ma in alcuni casi (One Fell Swoop, Young Female Caucasian) ristabiliscono il suo primato personale sul movimento "lo-fi".
In parallelo continuano a uscire anche dischi dei Tall Dwarfs.
L'album 3 EPs (1994) raccoglie A Question Of Medical Ethics, Up The Down Staircase e Sam's Spaniel.
Alcuni sermoni (Postmodern Deconstructivist Blues) e vignette pop (Starry Eyed e Wally Brained) sono degni di nota, ma nel complesso la routine comincia a essere deleteria per la band.
Almost (Dark Beloved Cloud, 1999) raccoglie gli avanzi del periodo 1990-1993.
Yes!! (Flying Nun, 1997), di Chris Knox, è una raccolta piacevole ma non c'è niente che i suoi fan non abbiano già sentito prima.
Le creazioni brillanti includono The Joy Of Sex, Backstab Boogie e Tantamount To Treasury.
Alec Bathgate, l'altra metà dei Tall Dwarf, ha lanciato la propria carriera da solista alla fine del 1996 con uno splendido singolo, poi incluso nel primo album, Gold Lame (Flying Nun, 1997).
Nonostante l'umile registrazione casalinga, Bathgate è riuscito a scolpire e sovrapporre suoni fino a che Happy Hound, così come Your Heavy Dream e Carl's Arrows, suonano come i Church.
Pet Hates, così come Slow Parade e Life Ain't Easy, mostrano un notevole talento per i ritornelli orecchiabili.
I Tall Dwarfs ripresero a pubblicare congiuntamente con Stumpy (Flying Nun, 1997), una parodia di un album composto sulla base di idee inviate loro dai fan di tutto il mondo. Le composizioni originali del duo sono poche ma includono una jam di 20 minuti, Up, che rompe con qualsiasi delle loro convinzioni lo-fi di lunga data.
I due recuperarono terreno con Fifty Flavors Of Glue (Flying Nun, 1999), una raccolta di gemme melodiche come Gluey Gluey. Pur non essendo il loro album rock più profondo, né il meglio suonato, e certamente non quello più originale, ha contribuito a consolidare la fama del duo come antenati del pop lo-fi.
Beat (Thirsty Ear, 2000) mostra l'anziano Chris Knox alla ricerca di pace morale. It's Love e Everyone's Cool cercano di sollevare l'atmosfera, ma Becoming Something Other, The Pulse Below The Ear e Ghost (scritto sotto lo shock della morte di suo padre) scava in profondità nell'animo umano alla ricerca di qualcosa di più che un semplice ritornello. L'arrangiamento è a dir poco strano, soprattutto quando entra in gioco la sezione dei fiati di New Orleans.
The Sky Above The Mud Below (Carrot Top, 2003), la loro prima registrazione digitale, è un lavoro relativamente calmo e snello che difficilmente suona come qualcosa dei classici Tall Dwarfs. Meet the Beatle, Room to Breathe e (soprattutto) Baby It's Over sono orecchiabili e cordiali, ma in un certo senso anche non invadenti, in quel modo suggerito dal mainstream (non lo-fi).
The Indifferent Velvet Void (Lil' Chief, 2005), di Alec Bathgate, esalta sostanzialmente l'aspetto retrò.
Chris Knox ha pubblicato Chris Knox and the Nothing (2006) e A Warm Gun (2008).
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