- Dalla pagina su Von Lmo di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Senza dubbio, il più selvaggio animale rock'n'roll dell'era new wave era Von Lmo. Purtroppo, era anche uno di quelli meno amichevoli con l'industria discografica. Future Language (1981) e l'album postumo Cosmic Interception, che raccoglie materiale del periodo new wave, presentano feroci jam space rock che prendono in prestito l'energia degli Hawkwind, la potenza dei Blue Cheer, la furia degli MC5 e la libertà espressiva di Albert Ayler, spingendo melodie epiche e chitarre heavy metal distorte.
Bio:
La storia di Von Elmo (all'anagrafe Frankie Cavallo, nato nel 1954 a Brooklyn, con origini italiane) è avvolta in un alone di leggenda. Fu certamente un enfant prodige della
batteria, attivo fin da ragazzino in un numero impressionante di gruppi:
nei Funeral Of Art con l'organista Otto Von Ruggins intorno al
1970, nei Pumpo con il chitarrista Rudolph Grey dal 1972 al 1974, nei
Why You Murder Me in duo (d'improvvisazione libera) con il solo Grey, nei
Kongress con Von Ruggins e un mago australiano intorno dal 1976 al 1978;
infine nei Red Transistor, di nuovo con Grey, ma questa volta all'organo e
alla chitarra. Di questo gruppo uscì il singolo Not Bite/ We're Not Crazy
(Forced Exposure) in pieno boom della new wave.
Poi, nel dicembre del 1978, nacque Von Lmo (lo pseudonimo e il complesso),
che presto divenne
l'attrazione principale del Max's Kansas City di New York,
subentrando ai vari Johnny Thunders, Patty Smith e Talking Heads.
Fu lui a suonare l'ultimo concerto prima che il locale fallisse, il 27 novembre
1981.
Quello stesso gruppo riuscì a registrare un album, sempre nel 1981:
Future Language (Strazar, 1981).
Il loro stile venne da lui stesso definito
“super space-age heavymetal dance rock”.
L'inno arricchito dal sax di Future Language aggiunge un ritornello orecchiabile a una batteria frenetica e al rumore della chitarra, e definisce il modello per il resto dei brani, che spaziano da incursioni rock'n'roll epilettiche come Crash Landing '88 a materiale revival più tradizionale come lo swingante This Is Pop e l'eco Devo-iano di Radio World, passando per il voodoobilly pesantemente distorto di Outside Of Time e il febbricitante Ultraviolent Light. L'apice dell'isteria è Leave your Body, una furiosa locomotiva boogie sepolta tra i lamenti del sassofono mentre il cantante ulula come un predicatore demoniaco. Al secondo posto, a poca distanza, troviamo lo strampalato e galoppante inno interstellare Be Yourself. Il disco è stato suonato con frenetica energia, adempiendo alla vecchia missione di MC5 e Blue Cheer.
Il postumo Tranceformer (Munster, 2002) contiene l'album Future Language più rarità e alcuni brani inediti.
In parallelo Von Lmo conduceva una carriera di musicista d'avanguardia che dava luogo a jam chilometriche (anche oltre l'ora di durata) in cui si usavano soltanto chitarre distorte al massimo del volume.
A causa del suo carattere scontroso e dell'abuso di stupefacenti Von Lmo
si auto-emarginò però dal mondo discografico. Dopo quell'unica prova questo
Sun Ra del rock and roll scomparve così per diversi anni.
La leggenda vuole che
in un impeto di rabbia abbia distrutto tutte le copie rimaste del suo disco e
tutte le fotografie dell'epoca.
Per altro, durante gli anni '80, la sua fama crebbe fino a tal punto da farne uno dei
personaggi di culto della scena underground. Non solo diversi musicisti
(in particolare i Plasmatics) iniziarono a copiare la sua musica e i suoi show,
ma spuntarono fanzine dedicate a ricostruirne la storia.
Per la cronaca, simile sorte toccò a Rudolph Grey, genio non meno incompreso, del
quale soltanto negli anni '90 comparirà un nuovo singolo,
Implosion '73/ Transformation (New Alliance), una sorta di free-jazz per feedback.
Nel luglio del 1991, improvvisamente, l'uomo riapparve in pubblico, per nulla
cambiato. Il suo messaggio "cosmico" era rimasto lo stesso (“we transmit/
you intercept”), la musica era persino più forte.
Nel
febbraio del 1994 uscì finalmente un nuovo disco, Cosmic Interception (Variant, 1994), sul quale compaiono alcuni dei cavalli di battaglia di allora
(registrati nel 1979)
splendidamente aggiornati all'era dei cyberpunk
(solo Cosmic Interception e Inside Shadowland sono del 1994).
Il suo stile è rimasto un rock and roll a perdifiato cantato nel suo ruggito
"nero", corazzato in eccessi degni degli MC5 e calato in strutture ballabili.
La title-track, con gli staccato incalzanti delle tastiere di Otto
Von Ruggins, riporta ai climi infernali dei Suicide, mentre la frase meccanica
del sassofono di Juno Saturn e una ritmica ossessiva (la batteria di Bobby Ryan
e il basso di Craig Coffin) fanno di Radio World un rhythm and blues per
armate di robot.
Anche i brani minori propongono sonorità tanto classiche quanto deliranti:
un altro balletto di sassofono e la chitarra stratosferica di Mike Kross
propellono l'anti-discomusic di Ultraviolet Light;
febbrile rockabilly e truce heavymetal si compenetrano nel
messaggio galattico di Leave Your Body;
l'atmosfera "sinfonica" e magniloquente di Inside Shadowland da` luogo a una
sceneggiata fanta-horror.
Quasi tutti sono brani che potrebbero tranquillamente continuare per delle ore,
essendo basati sulla ripetizione martellante di uno schema elementare.
E' logico, quindi, che l'inno della banda, Be Yourself, sia trascinato
per sei minuti da un galoppo sfrenato senza minime variazioni.
Assordanti e frenetici, questi sabba sono devastati dallo stile pantagruelico
di Saturn al sassofono, che è una specie di onda cosmica di sottofondo,
da ritmiche che sono cariche di tritolo, da riff di chitarra che sono palazzi
di rumore.
Su tanto cataclisma troneggia il canto roco e viscerale del leader, forte da
far crepare le pareti della sua navicella spaziale.
Senza prendere fiato una sola volta, il gruppo compie una delle scorribande più memorabili della new wave.
Di lui erano però passate alla leggenda soprattutto le esibizioni degli anni '80 nei Red Resistor,
all'insegna del rumore più feroce. Non canzoni, ma lunghe jam improvvisate.
Appunto il tipo di musica che Von Lmo esegue nel suo show dal vivo.
Red Resistor (Variant, 1996) condensa quattro di questi show
(e X+Z=0 annovera il suo miglior assolo di chitarra)
Al confine fra Hawkwind e Chrome, Von Lmo ha creato un genere esuberante e rinnovato la tradizione demenziale e sottoculturale dei Devo.
Sfortunatamente Frankie Cavallo finì di nuovo in prigione nel 2007, per una condanna di tre anni e mezzo per rapina.
Uscito di prigione nel 2010, Von Lmo ha formato gli Avant Duel con Otto von Ruggins per pubblicare Beyond Human (2012), il suo primo studio album in oltre 15 anni.
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