- Dalla pagina sui Was Not Was di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
I Was Not Was erano gli eredi delle parodie sarcastiche/istrioniche di George Clinton e del nonsense demenziale di Frank Zappa. Was Not Was (1981) e gli album successivi sono meraviglie di arrangiamento, eleganti puzzle sonori che offrono una frizzante reinterpretazione della musica dance nera in un contesto bianco (e hard rock) high-tech.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
I Was sono un gruppo aperto di Detroit formato da due fratelli (David e Don Fagenson), ai quali si aggiungono suonatori di trombe, corni, sintetizzatori, pianoforte, sassofono, percussioni, chitarra (addirittura Wayne Kramer), mandolino, eccetera. Il loro primo hit, Wheel Me Out (1980), è un concerto per vocine e vocioni tenuto da una mini-orchestra afro-caraibica.

Was Not Was (Ze, 1981) contiene una serie di sceneggiate demenziali e di parodie a ritmo disco, fra cui l'hit di funk allucinogeno Out Come The Freaks, l'heavy-metal/doo-wop esotico Carry Me Back To Old Morocco, il soul feroce e cadenzato di Go Now, il lento rhythm and blues da night club di Where Did Your Heart Go e il balletto-mosaico, rap, latino e dissonante, Tell Me That I'M Dreaming, con vocals dal vero del presidente Reagan, brani che oscillano fra le caricature off di Zappa e l'istrionismo sardonico di Clinton, il soul più melodico e sdolcinato e le orge militanti del Detroit-rock.

Don Was fu fra i primi nell'era disco a rivalutare correttamente la carica eversiva dell'hard-rock. Ma Fagenson (il suo vero cognome), stabilitosi a Los Angeles, divenne presto uno dei produttori più richiesti dai divi del rock e ciò andò a discapito della produzione artistica in proprio.

Passano cinque anni fra il successo di Born To Laugh At Tornadoes (ZE, 1983), che si avvaleva di una galleria straordinaria di ospiti d'onore per il funk pimpante e melodico di Professor Night, Shake Your Head e Smile, e l'album successivo, What Up Dog (Chrysalis, 1988), che, forte di tanti anni di esperimenti come produttore (è accompagnato da un esercito di "side-men"), cesella un sound elettronico cadenzato e sensuale, velatamente parodistico. Le sue sono partiture scorrevoli e cadenzate che però ridefiniscono la musica nera in chiave tecnologica, dal blues (11 Mph) al doo-wop (Boys Gone Crazy), dal rhythm and blues (Spy In The House Of Love) al soul (Out Come The Freaks) e al funk (Walk The Dinosaur). E' un altro disco strepitoso, ma (ancora una volta) dal punto di vista del produttore, non dell'autore. La musica dei Was è sempre più narcissistica, priva di emozioni.

Anche Are You Okay (Chrysalis, 1990) si avvale di un numero sterminato di ospiti di riguardo, benchè accentui il lato comico della faccenda, e pertanto privilegi i testi sulle musiche (David su Don Was). La title-track (un "sweet soul" a ritmo quasi-house) rappresenta lo stato dell'arte in fatto di produzione, ma la filosofia del duo si riconosce soprattutto nel nonsense alla Zappa che pervade brani-puzzle zeppi di trovate armoniche come I Blew Up The United States (recitato blues, coro voodoo, tastiere dissonanti, cadenze "industriali", sassofoni androidi), I Feel Better Than James Brown (rap con coro e percussioni brasiliane) e Elvis' Rolls Royce (una storia surreale raccontata in un'atmosfera da cocktail lounge). Dall'hip-hop di Dressed To Be Killed al pop-soul di Just Another Broken Heart tutti i generi della musica nera vengono riveduti e riciclati in un contesto ultra-moderno. Apice della loro sperimentazione è You You You, un dialogo fra due ubriachi di strada lasciato fluttuare in un marasma jazz con effetti onirico-psichedelici. Talvolta l'arrangiamento occulta la melodia, come in How The Heart Behaves, in cui il tema è sommerso da ben tre tastiere sovrapposte e incrociate, doppie percussioni e un assolo jazz di tromba; ma il più delle volte è l'unica ragione per ascoltare un brano.

Ogni loro disco è stato un evento del pop moderno, forse anche perchè ogni loro disco è la negazione del pop moderno.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Boo (2008), il primo album in sedici anni, è stato impressionante per il fatto che il loro stile e la loro arguzia erano rimasti pressoché invariati.

Pick Of The Litter (2010) è una retrospettiva della loro carriera.

Don Fagenson, aka Don Was, è diventato un importante produttore e occasionalmente anche un bassista deluxe.
Ha anche registrato in un duo, assieme a Bobby Weir, l'album Live in Colorado (2022).


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