- Dalla pagina sui Whitehouse di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Whitehouse, originariamente un collettivo aperto guidato da William Bennett (un chitarrista di formazione classica che suonÃē anche negli Essential Logic, prima di passare alle tastiere elettroniche), furono protagonisti della musica industriale britannica all'apice della popolarità dopo il successo dei Throbbing Gristle.
L'idea
di partenza non era del tutto scontata: due sintetizzatori analogici
(volutamente anacronistici nell'era del digitale), operati da Jim Goodall e
Peter Sotos, e il canto psicotico di Bennett, a comporre musica
elettronica e vocale estremamente abrasiva e con sovratoni infernali (quando
non nazisti).
In quel genere il trio registrÃē tuttavia una ventina di album fra il 1980 e il 1985 (per la Come Organization),
senza mostrare la benchÃĻ minima padronanza di mezzi nÃĐ la benchÃĻ minima
fantasia:
Birthdeath Experience (1980),
Total Sex (1980),
Buchenwald (1981),
The 150 Murderous Passions (1981), che era una collaborazione con i
Nurse With Wound,
Dedicated To Peter Kurten Sadist And Mass Slayer (1981),
Erector (1981),
New Britain (1982),
Psychopathia Sexualis (1982),
Right To Kill (1983),
Great White Death (1984), probabilmente l'album migliore del mazzo,
ecc.,
Another Crack Of The White Whip (1991),
Twice Is Not Enough (1992),
ecc.
Bisogna aspettare gli anni '90, fino alle quattro mini-suite dell'EP Thank You For Your Lucky Stars (Susan Lawly, 1990), prima di ascoltare della vera musica da partenza loro.
Le mediocri Halogen (1994) e Quality Time (1995) dipingono paesaggi minimali.
1
Mummy and Daddy (1998) ÃĻ un concept sulla violenza sessuale e contiene A Cunt Like You.
Invece Cruise (Susan Lawly, 2001) vira verso una sorta di ballata psichedelica (Princess Disease).
I Whitehouse non hanno mai abbandonato il suono nucleare dei loro inizi.
Bird Seed (2003) conteneva due dei loro brani piÃđ viscerali, Why You Never Became A Dancer e Wriggle Like A Fucking Eel, cosÃŽ come l'"africano" Cut Hands Has The Solution.
Asceticists (2006) vantava Nzambi Ia Lufua.
Nel frattempo, Kevin Tomkins e Paul Taylor formarono i Sutcliffe Jugend, un altro gruppo di power electronics, che hanno pubblicato Pleasure Corpse, Sutcliffe Jugend e Death Mask.
I Sutcliffe Jugend si sono evoluti in Bodychoke, che hanno pubblicato Mindbread (1994), Five Prostitutes (1996) e Cold River Songs (1999 - Relapse, 2009).
Innamoratosi della musica africana, William Bennett dei Whitehouse ha avviato un progetto parallelo, i Cut Hands, dedicato alle percussioni poliritmiche africane senza rinunciare alla rumorosa elettronica, come documentato su Afro Noise I (Very Friendly, 2011), Black Mamba (Very Friendly, 2012), Festival Of The Dead (Blackest Ever Black, 2014), ecc.
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