- Dalla pagina su White Zombie e Rob Zombie di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
I White Zombie avevano iniziato con Soul Crusher (1987) e un suono proto-grunge abominevole e formidabile nella tradizione di MC5 e Blue Cheer, abbracciando poi lo speed metal con il derivativo Make Them Die Slowly (1989), per poi rielaborare il genere e produrre il melodramma horror kitsch La Sexorcisto (1992). Un atteggiamento più serio, unito a una produzione futuristica e a richiami ai cliché alla moda di Soundgarden e Ministry, emerse con Astro-Creep: 2000 (1995).


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Formati nel 1985 dal chitarrista Thomas Neil “Five” Guy (Bridgeport, 1965) e dal cantante Rob “Straker” Cummings (Haverhill, 1965), proveniente dal Massachussetts, gli White Zombie vennero alla ribalta della scena di New York grazie a un sound violento e rumoroso che si ispirava a MC5 e Blue Cheer.
Rob “Zombie” Cummings era un personaggio caricaturale (un nichilista punk senza ritegno), ma la caricatura finì per diventare un oggetto di culto e trasformare l'heavy metal.

Dopo i singoli God's On Voodoo Moon e Pig Heaven e l'EP Psycho-head Blowout (Caroline, 1986), ancora immaturi e orientati a un dadaismo psichedelico, uscì il primo album, Soul Crusher (Silent Explosion, 1987), caratterizzato da un sound ispido e barbaro alla Birthday Party, con Straker nei panni del primo Cave, ma anche dalla sensibilità ossianica dei Black Sabbath. Il pandemonio brutale di Rat Mouth, la danza scomposta di Scum-Kill, la cacofonia continuata di Shack Of Hate hanno in comune il modo demente di suonare e cantare (per non parlare di Future Shock, per urla e colpi da asilo). Nonostante il darkrock magniloquente di Drowning The Colossus mettesse chiaramente in luce i loro debiti verso quella tradizione, i White Zombie sembravano più che altro discepoli del rock anti-estetico di New York, quello che passa per gli Honeymoon Killers e i Pussy Galore. Qualche campionamento faceva presagire sviluppi non ortodossi.

Il nuovo chitarrista John Ricci impresse la svolta decisiva, verso lo speedmetal degli Slayer, sul successivo Make Them Die Slowly (Caroline, 1989) di due anni dopo. I punk molesti del primo disco vennero spazzati via dalla galoppata alla Deep Purple di Demonspeed e dal pow-wow galattico di Disaster Blaster (forse il loro capolavoro), affogando gli ultimi palpiti ribelli nei fremiti d'acciaio di Acid Flesh e nella grandeur omicida di Godslayer.

La Sexorcisto (Geffen, 1992), composto nel 1990 ma pubblicato soltanto due anni dopo, il primo album del complesso ad essere prodotto e suonato in maniera professionale, si ispira all'ondata grunge di Seattle, che a sua volta i White Zombies avevano ispirato. Al nuovo chitarrista Jay Yuenger si deve gran parte della responsabilità della svolta che ha portato il gruppo dalle sue origini di suono lento, oscuro e "grinding" a un grunge ballabile e melodico, ferme restando le prerogative "ossianiche" dovute ai testi di Straker (unico supertiste con la bassista Sean Yseult della formazione originaria). Il disco segna anche la maturazione nell'uso del campionamento, che diventa di fatto il quinto strumento della formazione (naturalmente tutti gli "spezzoni" sono tratti da film dell'orrore).
L'incedere "cingolato" di Welcome To Planet Motherfucker nasconde un riff di buon vecchio rock and roll sotto una patina di alta tecnologia e una serie di trucchi da film di vampiri. Un rombo da panzer ancor più terrificante mette in moto il cerimoniale inquietante di Soul Crusher e il ralentì subsonico di Warp Asylum arriva al limite dei Melvins. Lo spiegamento di potenza heavymetal ha pochi eguali nella storia del genere. Meno sismico ma più trascinante è l'attacco continuato di Black Sunshine. Accanto ai riff fanno bella figura anche alcune melodie da manuale, come il grido epico di I Am Legend, degno dei Pearl Jam. Fuori dal tracciato super-heavy avvengono le cose più sinistre, come la messa nera di Spiderbaby.
Lo show personale di Yuenger inizia in Thunder Kiss '65 con un repertorio impressionante di assoli indemoniati, stilettate fulminee e galoppate mozzafiato, e continua per un'ora.
L'altro protagonista del sound è il basso, un gigantesco ripetitore di istinti bradi sotto forma di riff cupissimi a tutto volume. In questo zoo di "psicolizzati", "schiacciatori di anime", "ragni bebè", "mostri cosmici" e aberrazioni assortite, in questo gran calderone di voodoo, demonismo, fanta-horror e naturalmente sesso, si celebra la quintessenza dell'immaginario malefico di quella generazione.
Ciò che fa di La Sexorcisto un classico del grunge è soprattutto la costruzione accuratissima e articolata dei brani.

Nel frattempo il complesso si era stabilito a Los Angeles.
Nel 1992 il nuovo batterista Phil Buerstatte (dei Last Crack) ha sostituito Ivan de Prume, che era stato con loro fin dal 1986.

Astro-Creep: 2000 (Geffen, 1995) accorcia ulteriormente le distanze dall'industriale di Ministry e Nine Inch Nails, con un sound molto più denso, un atteggiamento meno clownesco e più hardcore, campionamenti meno banali e Johnny Tempesta (ex Exodus e Testament) alla batteria. Ormai abilissimi a manipolare tutti gli stereotipi del genere, i White Zombie rendono ancor più accessibile la loro musica iniettando ritmiche metronomiche nei riff pachidermici delle due parti di Electric Head, raffreddando con un piglio robotico il rock and roll di Super-Charger, sottolineando una ripetitività meccanica nel marasma di schitarrate e tribalismi di I Zombie, scimmiottando il techno nelle progressioni incalzanti di More Human Than Human (il loro massimo hit). Di davvero truculento non c'è più nulla, e due dei numeri migliori hanno poco a che fare con il loro passato: una grottesca Real Solution #9, con il canto filtrato e quasi un tip tap, e El Phantasmo, che eccede in loop ed effetti fino alla parodia. Così ripulito, il loro grand guignol non fa più paura neppure agli amanti della new age.

Supersexy Swingin' Sounds (Geffen, 1996) è un album di remix.

Il gruppo si sciolse alla fine del 1998.
Il box-set da cinque dischi Let Sleeping Corpses Lie raccoglie tutte le registrazioni fino al 1995.

I White Zombie rappresentano una generazione di ragazzi cresciuti guardando guardando in TV le serie TV horror (“Night Of The Living Dead”, “Gilligan's Island”), passando ore al cinema a rivedere i film di George Romero, leggendo riviste come “Fangoria”.
Al tempo stesso rappresentano i ragazzi dei sobborghi, cresciuti in mezzo al rap, per i quali il campionamento è uno strumento d'espressione del tutto naturale.
E infine rappresentano i ragazzi delle metropoli, cresciuti ripetendo ogni sabato notte il cerimoniale del Rocky Horror Picture Show.

Le varie incarnazioni del gruppo hanno in comune la personalità di Straker, fanatico dell'horror, ma in realtà ogni disco è opera soprattutto del chitarrista di turno, e questo spiega le apparenti metamorfosi dello stile.
Straker ha garantito la continuità, grazie al suo omaggio continuato a quella sottocultura. Se i Cramps usano quegli stereotipi per gozzovigliare, Straker li idolatra e vi si immedesima, secondo una tradizione che era iniziata con i Blue Oyster Cult.


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

La Rob Zombie Band debuttò con Hellbilly Deluxe (Interscope, 1998), sottotitolato "13 tales of cadaverous cavorting inside the spookshow international", che contiene solo due decenti brani horror-metal, Living Dead Girl e soprattutto Dragula, in mezzo a un sacco di sciocche auto-parodie. Questo aggiornamento di Alice Cooper all'era della industrial dance, cugino più giovane di Marilyn Manson, ha prodotto Feel So Numb e la sinfonica Bring Her Down nel secondo album di Rob Zombie, Sinister Urge (Interscope, 2001), ma forse la canzone più originale è il lento e demenziale rockabilly House of 1000 Corpses.
American Made Music To Strip By (1999) è un album di remix.

Rob Zombie, dedicandosi al cinema, ha diretto due film horror cult, La casa dei 1.000 corpi (2003) e La casa del diavolo (2005), prima di registrare finalmente un altro album solista, il più vario Educated Horses (2006), che combina il metal roboante di American Witch con la ballabile e orecchiabile The Scorpion Sleeps, lo speed-metal di Let It All Bleed Out, il blues di 17 Year Locust e la minacciosa ballata doom The Lords of Salem.

Hellbilly Deluxe II (2010), pubblicato dopo aver diretto altri due film horror, Halloween - The Beginning (2007) e Halloween II (2009), contiene il tonante e maestoso Virgin Witch e soprattutto il surf-voodoobilly Werewolf Women of the SS (un momento culminante della sua carriera).

Mondo Sex Head (2012) è un altro album di remix.
Venomous Rat (2013), un'altra raccolta diversificata come Educated Horses, contiene il metal poderoso e bombastic di Teenage Nosferatu Pussy, lo swing e orecchiabile Dead City Radio And The New Gods Of Supertown (con un organo Hammond che ricorda il soul-rock anni '70), l'industrial-metal dance di Revelation Revolution (che ricorda l'album solista di Robert Plant dei Led Zeppelin), Behold The Pretty Filthy Creatures in stile Ministry e Lucifer Rising, in stile Guns N'Roses.
The Electric Warlock Acid Witch Satanic Orgy Celebration Dispenser (Universal, 2016) insiste nella sua vena preferita industrial-metal-dance con Well Everybody's Fucking in a UFO e The Hideous Exhibitions of a Dedicated Gore Whore, mentre suona in modo davvero viscerale solo su In the Age of the Consecrated Vampire We All Get High.


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