- Dalla pagina sui Wipers di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Nell'arco di un decennio, dal 1978 al 1988, i Wipers di Greg Sage hanno tracciato una parabola che riassume l'evoluzione del garage-rock del Midwest: dall'hardcore a un powerpop fantasioso.
La loro saga ebbe inizio con l'atmosferico singolo Better Off Dead (1978) e l'album Is This Real (Park Avenue, 1979 - Subpop, 1993 - Jackpot, 2007), grezzo ma lirico manifesto delle ballate esistenziali (Is This Real) e del rock and roll melodico (Return Of The Rat, Up Front) del leader, attraverso in realtà un vasto spettro di stili, che va da una Tragedy quasi punk-rock a una Image Of Man sinistra e incalzante alla Gun Club.

Poi, dal singolo Alien Boy (a passo cupo e tribale di pow-wow) al mini-album Youth Of America (Park Avenue, 1981), con l'epico crescendo strumentale della title-track, destinato a rimanere il loro capolavoro, e la colossale distorsione psichedelica di Can This Be), dalle gemme hardrock di Over The Edge (Brain Eater, 1983 - Restless, 1987), come il febbricitante punk-a-billy alla Suicide di Romeo Doom Town e So Young, alle canzoni raffinate dell'ultimo periodo, Way Of Love, il loro miglior rock and roll, e Nothing Left To Lose su Land Of The Lost (Restless, 1986), Follow Blind e Any Time You Find su Follow Blind (Restless, 1987), e il vodoobilly True Believer e l'epica title-track su Circle (Restless, 1988), fu una continua evoluzione verso un sound sempre piÃđ meditato. La vibrante I Want A Way e l'orecchiabile Time Marches On fanno di Circle (Restless, 1988) uno dei loro album piÃđ vari e intelligenti.

Sage, poeta dell'agonia e chitarrista eroico, ha registrato anche due album in proprio: se Straight Ahead (Enigma, 1985) era ancora un esperimento di musica atmosferica (Astro Cloud), Sacrifice (Restless, 1991), con l'artista ormai trasferitosi a Phoenix (Arizona), mette a frutto la sua tecnica allo strumento in composizioni di una lirica semplicità come la title-track, Dreams, No Turning Back, nelle quali la tensione psichedelica si stempera in atmosfere rilassate, piÃđ da isole del Pacifico che da tormentato Northwest. Il suo minaccioso chitarrismo ha modo di sfogarsi soltanto nel vorticoso jamming di This Planet Earth e nel sinistro rockabilly di Ready Or Not. Nonostante un sound moderno e un generico pathos da rock di classifica, le prove soliste di Sage hanno confermato, accanto alla statura umana del personaggio, anche le sue limitazioni in fase compositiva. Tutto sommato, non ÃĻ ancora riuscito a scrivere un disco intero di buone canzoni.

I Wipers tornano con Silver Sail (T/K, 1993), fra le braccia di una psichedelia sempre piÃđ languida e priva di spessore. Sage si ÃĻ ormai convertito al clima dell'Arizona, che non ha nulla in comune con quello aspro e selvaggio di Portland (Silver Sail, Never Win).


(Tradotto e modificato da Stefano Iardella)

Greg Sage (aiutato dal batterista Steve Plouf) resuscitÃē i Wipers per Herd (Tim Kerr, 1996), che segnÃē un devastante ritorno alla forma con alcune delle loro canzoni piÃđ irresistibili e orecchiabili (Psychic Vampire, The Herd, Resist) e The Power In One (Zeno, 1999), un album tanto antiquato quanto sobrio.
La band si ÃĻ ritirata dalle scene musicali in quello stesso anno.

Wipers Box Set (Zeno, 2001) ÃĻ un cofanetto da tre CD che contiene i primi tre album (rimasterizzati) dei Wipers.


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