- Dalla pagina su Young Marble Giants di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Alla fine degli anni '70 Alison Statton era una cantante semplice e dimessa, del tutto estranea alla foga del punk-rock, ai deliri lisergici e alle pose provocanti di quegli anni.
Si rivelò negli Young Marble Giants, nati come trio di basso, voce e organo Farfisa per iniziativa del chitarrista Stuart Moxham. Il gruppo era singolare nel panorama del rinnovamento perche' prediligeva una musica tenera e scarna in sordina, con la vocina di Statton in primo piano a canticchiare filastrocche anemiche su uno sfondo di ritmiche e armoniche naif.

Il primo e unico album, Colossal Youth (RoughTrade, 1980 - Les Disques du Crepuscule, 2003), contiene esili brani nei quali si sentono echi di canzoni fatali da cafè parigino (Searching For Mr Right), di timbriche surf, ballate folk e Morricone (lo strumentale Taxi), di samba e Joni Mitchell (Eating Noddemix), di tango e pianole di strada (Man Amplifier) di Shadows e rumba (Choci Loni), di garage-rock e ninnananne esotiche (Colossal Youth), oppure, in quelli più aggressivi, echi di rhythm and blues e country and western (Include Me Out), di rockabilly e Duan Eddy (Constantly Changing), di hard rock, samba e messa gregoriana (NITA), di hard rock e funk (Music For Evenings), di boogie e pop (Brand New Life), rimescolati in tutte le combinazioni possibili. Gli Young Marble Giants rievocano, forse involontariamente, le atmosfere dei beatnik degli anni '50, raccordandole agli esperimenti di Brian Eno e Robert Fripp.

Dopo quell'album e due singoli (Final DAy e lo strumentale Testcard) i gregari si trasformano in Gist, mentre Alison Statton divenne protagonista di diverse vicende musicali, tra le quali i Weekend, assieme al polistrumentista Spike Williams.

Lo stesso pop fragile permea l'album dei Gist, Embrace The Herd (Rough Trade, 1983), in particolare Love at First Sight, e gli album solisti di Stuart Moxham, tutti all'insegna di Burt Bacharach: Signal Path (Feel Good All Over, 1992), con Knives, Random Rules (Peak, 1993) e Cars In The Grass (Feel Good All Over, 1994).
Semmai Random Rules (Peak) lo ha riportato alle vette della sua carriera.
Su Fine Tuning (Feel Good All Over, 1995) ha registrato nuove versioni dei suoi vecchi classici.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Colossal Youth & Collected Works (Domino, 2007) è una compilation su triplo disco contenente il loro classico album di esordio più Ode To Booker T, da una compilation del 1979, una "Peel Session" del 1980, l'EP Testcard (1981), il singolo Final Day (1981) e Salad Days (2000).


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