- Dalla pagina sugli Apples In Stereo di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Gli Apples In Stereo, attivi dal 1992, sono un quartetto di Denver dedito al pop più dolciastro degli anni '60.

Dopo un pugno di singoli all'insegna del "lo-fi" di Sebadoh e Guided By Voices, fra cui quello con Tidal Wave e Haley (Elephant 6, 1993) e quello con Hypnotic Suggestion (SpinArt, 1995), poi raccolti sull'antologia Science Faire (SpinArt, 1997), il primo album Fun Trick Noisemaker (spinArt, 1995 - One Little Indian, 2008), li aveva laureati fra gli imitatori dei Beach Boys di Pet Sound e fra i revivalisti del sintetizzatore. Winter Must Be Cold e Glowworm seducevano all'insegna di un melodismo vellutato, onirico e spaziale. Lucky Charm e Dots 1-2-3 si spingevano al limite del bubblegum, mettendo gia` in luce le doti commerciali che li avrebbero resi famosi.

A emergere erano soprattutto le smaliziate doti di produttore di Robert Schneider, un piccolo Phil Spector del rock alternativo. Schneider formò a Ruston, in Louisiana, la compagnia Elephant 6 con gli amici d'infanzia Will Hart e Jeff Mangum. Hart formò gli Olivia Tremor Control e Mangum i Neutral Milk Hotel, gruppi altrettanto intriganti degli Apples In Stereo.

Per il secondo album, Tone Soul Evolution (SpinArt, 1997), il gruppo abbandona le velleità sperimentali, sostituendo il sintetizzatore con un arsenale di strumenti acustici. Il McCartney della situazione è John Hill, secondo cantante e chitarrista. Schneider e Hill compongono una dozzina di canzoni che sono all'altezza dei classici a cui si ispirano. Seems So funge da manifesto, impiegando un repertorio sofisticato di armonie vocali, ritornelli orecchiabili e tintinnii chitarristici per fondere folk-rock, surf e Merseybeat. Per What's The # vengono sfruttati la cadenza solenne e il piglio sbarazzino del bubblegum, per l'omaggio a Tin Pan Alley viene scomodato uno strimpellio country.
I motivetti più innocenti vengono resi progressivamente più consistenti, sia un lento alla White Album dei Beatles, come About Your Fame, sia la fanfaretta a passo di jug di Shine A Light.
Il genio di Schneider trabocca da tutti i brani. We'll Come To Be riesce ad assorbire senza traumi persino controritmi e riff da garage, ogni sorta di eccentricità canore. Get There Fine nasconde dietro i ritmi leggeri e il canticchiare impalpabile una struttura complessa e articolata che ne fa un piccolo gioiello di prestidigitazione sonora, ormai completamente emancipata dai modelli degli anni '60. Silvery Light Of A Dream ritorna alle atmosfere delicate dell'album precedente ma con grazia e malizia ben superiori.
Il singolo Man You Gotta Get Up compare solo sull'edizione in vinile dell'album.
Questo non è soltanto un disco di arrangiamenti (alla brit-pop, per intenderci), ma anche un disco di grandi melodie. Troppo leggero per essere davvero un capolavoro che conta e si ricorda (stesso difetto del brit-pop), ha comunque tutti i pregi dell'artigianato pop "at his best".
Hilarie Sidney alla batteria e Eric Allen al basso completano la formazione.

Sidney e la cantante Lisa J hanno registrato un EP nel 1996 e un album, Secret Square (Elephant 6, 1997).

Il nuovo EP degli Apples In Stereo, Her Wallpaper Reverie (Which, 1999), è un altro spassionato tributo ai Beach Boys, anche se i titoli parafrasano i Beatles (She Looks Through The Empty Windows, Benefits Of Lying, Strawberryfire). In teoria si tratta di un mini-concept: le otto canzoni e i sette interludi strumentali seguono le vicende di una ragazza, Ruby, in un giorno di pioggia. In pratica è soltanto un pretesto per tener desta l'attenzione del pubblico con canzoncine come Benefits Of Lying, dove più che altro resuscita lo spirito giocondo dei Turtles.


(Tradotto da Alessandra DeAngelis)

Il talento melodico di Robert Schneider è innegabile su The Discovery Of A World Inside The Moone (spinArt, 2000 - One Little Indian, 2008), ma sembra anche diventare sempre più stereotipato. Gli arrangiamenti elettronici sconfinano nel disco orchestrale del 1970, le trombe e i cori risuonano di funk e soul.
Hilarie Sidney ha scritto due delle canzoni migliori. La band eccelle quando non dà l'idea di essere gli Apples In Stereo (l'hit The Bird That You Can't See è un rap alla Beck, What Happened Then è un madrigale per flauto e sintetizzatori, e 20 Cases Running Over è un motivetto psichedelico). Go è l'hit radiofonico del momento.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Continuando la loro discesa nella banalità, gli Apples In Stereo pubblicano Velocity of Sound (Spinart, 2002). Sebbene leggermente più rumorose e veloci (Please, Rainfall, Baroque), queste canzoni sono ancora novità bubblegum per il solo gusto di esserlo. Come tutti gli scherzi, sarebbe dovuto durare una sola canzone.

Negli anni successivi Schneider lanciò due nuovi progetti solisti, Ulysses, che debuttò con 010 (Eenie Meenie, 2004), un album di pop lo-fi registrato nel suo garage, e Marbles, documentato su Expo (2005), un album di synth -pop eseguito su un laptop. Fondamentalmente, gli Apples In Stereo si occupavano della scrittura delle canzoni e del loro metodo; gli Ulysses si occupavano della scrittura delle canzoni senza metodo; e Marbles riguardava il solo metodo.

Il doppio disco New Magnetic Wonder (Yep Roc, 2007) ha segnato un ritorno alla forma originale per gli Apples In Stereo (ora un quintetto con il chitarrista John Hill, il bassista Eric Allen, il tastierista Bill Doss, il batterista John Dufilho), data la fondamentale prevedibilità e la mediocrità di ogni revival del pop psichedelico. Le 14 canzoni sono semplicemente le migliori melodie e arrangiamenti che Schneider sia riuscito a mettere insieme (in particolare Can You Feel It), mentre i dieci intermezzi forniscono un po' di intrattenimento intellettuale (in particolare le sei brevi parti di Beautiful Machine Parts).

Electronic Projects for Musicians (2008) raccoglie rarità.

Il concept Travellers In Space And Time (2010) perfeziona il sontuoso stile dance-pop elettronico barocco della Electric Light Orchestra con una serie di produzioni impeccabili (Dream About The Future, Told You Once, CPU).


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