- Dalla pagina sugli Atomic Bitchwax di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il leggendario chitarrista Ed Mundell dei
Monster Magnet, le cui demoniache rasoiate sono state
responsabili degli album piÃđ stravaganti della band, aveva formato gli Atomic
Bitchwax nella loro tana del New Jersey già nel 1993, ma ci vollero cinque
anni affinchÃĻ la loro musica si potesse materializzare su un album:
Atomic Bitchwax (Mia, 1999).
L'irrequieta chitarra di Mundell ÃĻ supportata dalla
declamazione neurotica di Chris Kosnik (voce e basso) e
dal drumming stordente di Keith Ackerman (un'implacabile macchina del ritmo, nella tradizione di John Bonham e Keith Moon), entrambi provenienti dagli Slap Rocket.
Paragonati con altre "stoner" bands, come Captain Beyond,
Fu Manchu, Kyuss
e Nebula, il loro stile ÃĻ molto piÃđ improvvisato e piÃđ
basato sulla chitarra. Il trio di Mundell erige una sequenza di riff che rispecchia strettamente il jamming libero e sfrenato della Jimi Hendrix Experience, per quanto riguarda le improvvisazioni chitarristiche.
Mundell, un devoto fan di Tommy Bolin, ne ha ereditato la passione per i fumosi riffs blues.
Lo spettacolo si apre con un conciso strumentale, Stork, che riporta alla
memoria i Led Zeppelin e i Traffic. Poi l'energia del power-trio esplode in
Birth To The Earth, un ruvido gioiello blues-rock nella tradizione dei
Mountain e dei Free, e, da qui in avanti, ÃĻ tutto un viaggio a rotta di collo.
Forti dosi di adrenalina sospingono Hey Alright (che ÃĻ gia apparsa su una compilation del 1997), nel nome del rock'n'roll dei Led Zeppelin e caratterizzata da un drumming in grado di prendere il sopravvento, e Shitkicker, una serrata, lucida, purissima festa scatenata.
Dopo la jam strumentale Crazed Fandango (una canzone di Tommy Bolin
interpretata dalla prospettiva latina di Carlos Santana),
Mundell carica a testa bassa con il feroce, cupo, riff Black Sabbath-iano di Hope You Die, per concedersi una pausa soltanto nella tensione latente dello strumentale cinematografico Last Of The V8 Interceptors.
L'abilità strumentale della band emerge dalla lunga ouverture di Getting Old
e dal tour de force strumentale The Formula, i cui 11 minuti esprimono piÃđ di quanto molte grunge band abbiano espresso nella loro intera carriera, mescolando progressive-rock e acid-rock, ridefinendo il melodramma heavy rock in una dimensione psicologica in grado di togliere il respiro. Quest'album suonato a passo veloce non concede mai tregua.
L'hard-psych-rock americano ÃĻ stato superato dall'orda giapponese, e gli Atomic Bitchwax non sono i Fushitsusha, ma Mundell detta legge nel suo piccolo impero.
II (Tee Pee, 2000) ÃĻ stata una delusione. Forty-Five e Cast Aside Your Mask sono forti ed energici, mentre Solid e Cloning Chamber sono pezzi di psichedelia oscura e magnetica, ma la maggior parte dell'album suona come un avanzo del precedente.
Spit Blood (Meteor City, 2002) ÃĻ un test su quante volte una band stoner puÃē ripetere gli stessi concetti odiosi e trovare comunque un pubblico interessato.
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