- Dalla pagina sui Bile di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

I Bile di New York sono fra gli ensemble più estremisti della musica industriale degli anni '90.
Erano in nove sull'EP Suck Pump (Energy, 1994), il manifesto del loro terrorismo.
Krztoff, animatore della scena underground di New York, è l'anima (sporchissima) di brani squilibrati, osceni, demoniaci come I Reject, Ura Fucking Loser, Burnt e Feeling Like Shit, il cui messaggio non potrebbe essere più nichilista.
Le sue deviazioni speedmetal sono degne dei Ministry.
Al suo fianco il tastierista elettronico Slave compone melodie degne degli Skinny Puppy.

I Bile, stabilizzati in quintetto, affilano gli artigli con l'album Teknowhore (Energy, 1996) e la sua sequenza mozzafiato di armonie estremamente sgradevoli. L'assalto martellante della title-track e le bordate chitarristiche di No I Don't No danno la misura (anche in decibel) della rabbia e dello schifo compressi in questo disco. Weather Control, in cui il gruppo ingaggia una danza grottesca che sfuma in sincopi metallurgiche, e You Can't Love This, una suite in quattro parti che passa da un chiasso mostruoso a un'atmosfera onirica e termina con un'apoteosi macabra degna del death-metal, affondano nei recessi più turpi della psiche. Il lungo delirio magniloquente di Solitude Is Bliss fa anzi venire in mente i Type O Negative. Canzoni con tanto di liriche e di melodie ce ne sono poche (forse soltanto Habitual Sphere, sospinta da scosse di chitarroni). Alcuni pezzi sovrappongono a un'infernale base ritmica scenari di musica d'avanguardia post-Varese, come in No One I Call Friends. L'elettronica è viscida e ruvida, i ritmi pachidermici e stordenti, i campionamenti violenti e approssimativi. Visioni di mostri a zonzo fra le macerie postnucleari e fumarole di zolfo. Le note di copertina indicano giustamente di munirsi di un sacchetto di plastica (per raccogliere il vomito) prima di iniziare l'ascolto.


(Tradotto da Stefano Iardella)

L'EP Biledegradable (Out Of Line, 1997) perfeziona il loro stile ibrido attraverso una serie di remix e cover: le voci sono death metal, le chitarre speed metal, le melodie e l'elettronica synth-pop. I brani di Krztoff (1999) sono residui dei dischi dei Bile.

Sex Reflex (Bile Style, 1999) è il nuovo album dei Bile. Invece di proseguire lungo la loro direzione originale di rabbia viscerale e autodistruzione apocalittica, i Bile si sono spinti verso i cliché. Si possono sentire echi di tutti gli artisti che hanno avuto successo in quegli anni, da Marilyn Manson ai Gravity Kills, in Betty Page, Sex Reflex, In League.


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