- Dalla pagina su Neko Case di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Prima di diventare una delle voci più originali dell'alt-country, Neko (Richelle) Case, nativa della Virginia e residente a Tacoma (Washington), si era formata in una band punk-pop tutta al femminile chiamata Maow, come documentato su The Unforgiving Sounds Of (Zecca, 2009).
Tuttavia, Neko Case in seguito si trasformò in una cantante country e iniziò a cantare e fare serenate con la passione grossolana e grintosa di Bruce Springsteen e l'energia cruda e ubriaca dei cow-punk.
L'autobiografico The Virginian (Mint, 1997), per metà dedicato alle cover, e Furnace Room Lullaby (Bloodshot, 2000 - Lance Rock, 2010), due album interamente scritti da lei, sono degni di nota tanto per le loro canzoni quanto per ll'impressionate parata di guest che appaiono. Il secondo (con la partecipazione del chitarrista Brian Connelly dei Shadowy Men On A Shadowy Planet, il cantante Carl Newman dei New Pornographers, Sadies, Kelly Hogan), alterna brani orecchiabili (l'ode gospel Set Out Running, il canto folk-rock Guided by Wire con una stridente pausa strumentale) e il semplice honky-tonk (Mood To Burn Bridges) con i suoi sfoghi emotivi (il canto funebre marziale Lonely Old Lies, il vibrante e funebre Furnace Room Lullaby, il valzer vibrante South Tacoma Way, il tenero Bought and Sold).
Le Corn Sisters erano il duo formato da Neko Case e dalla cantautrice canadese Carolyn Mark che pubblicò The Other Woman (2000). Mark ha anche pubblicato Party Girl (2000), Terrible Hostess (Mint, 2002), The Pros And Cons Of Collaboration (Mint, 2004), Just Married (Mint, 2005) e Nothing Is Free (Mint, 2007).
Neko Case si è trasferita a Chicago e si è unita ai New Pornographers.
L'EP Canadian Amp (Lady Pilot, 2002), registrato nella sua cucina, è uno sforzo essenziale che presenta il solito cast di amici (Kelly Hogan, Robert Lloyd, Chris Von Sneidern, ecc) e la consueta dose di cover.
Blacklisted (Lady Pilot / Bloodshot, 2002) è finalmente
un album composto da (per lo più) materiale originale. Case è
maturata sia come cantante che come arrangiatrice, come dimostrano Pretty
Girls, Things That Scare Me, Deep Red Bells e I Wish
I Was The Moon. E si può anche permettere una band di supporto
con i Calexico (Joey
Burns e John Convertino), Howe Gelb dei Giant
Sand, Kelly Hogan dei Jody
Grind, Brian Connelly dei Shadowy
Men On A Shadowy Planet e (rullo di tamburi) Mary
Margaret O'Hara in una delle sue rare apparizioni.
La sua fama alt-country è giustificata dal vivace bluegrass
di Things That Scare Me, dal solenne honky-tonk di Stinging
Velvet, e dal country etereo I Missed The Point (ognuna un pretesto
per mostrare il registro sbalorditivo della sua voce), ma il suo status
di autrice creativa poggia sul mood forgiato dalle sue composizioni raffinate.
La sua sottile arte risalta maggiormente in Deep Red Bells,
una ballata sinistra e piena di suspence su una ritmica febbrile che d'improvviso
si schiude in un anthem John Denver-iano; o in I Wish I Was The Moon,
che ha lo stesso tocco naïfe dei cantanti francesi degli anni '60
(Francoise Hardy). Case intona la meditazione blues Pretty Girls
in un registro che richiama Grace Slick mentre chitarra e basso tratteggiano
un'atmosfera quasi apocalittica, mentre lo stile confessionale di Lady
Pilot e Ghost Wiring ricorda una Joni Mitchell con una voce
più nitida e più profonda. Aleggia lo spettro di Nick Cave
nella lenta, cupa, contratta, gravosa, desolata Blacklisted e nel
minaccioso pianoforte vibrante e profondo di Connelly nell'intermezzo di
Tightly. Le acrobazie della sua voce l'aiutano a raggiungere un
senso di drammatico che è semplicemente fuori portata per molti
musicisti.
The Tigers Have Spoken (Anti, 2004) è un (mediocre e breve) album dal vivo, che contiene due nuove canzoni: If You Knew e The Tigers Have Spoken .
Nel suo percorso per diventare un personaggio molto più convenzionale, più simile a una cantante country e a una narratrice (e pin-up), Case ha mostrato uno straordinario talento nello scegliere i giusti collaboratori musicali (del calibro di Howe Gelb dei Giant Sand, Kelly Hogan dei Jody Grind, Joey Burns e John Convertino dei Calexico, e persino il veterano Garth Hudson della Band). Questi l'hanno aiutata a modellare le canzoni semplici ma sottili di Fox Confessor Brings The Flood (Anti, 2006), alcune caratterizzate da sofisticate interpretazioni vocali (Dirty Knife, una ninna nanna folk dal suono antico che si trasforma in una filastrocca infantile contro strumenti a corda marziali, Maybe Sparrow, un vibrante grido psicologico) e alcune sottolineate da ambientazioni piene di suspense (Hold On Hold On, con il suono metallico di Ennio Morricone e tintinnio folk-rock, Margaret Vs Pauline, immerso in una fumosa atmosfera lounge). La sua follia musicale è tenuta a bada, ed emerge principalmente nella dissonante pausa strumentale dell'altrimenti monotona Fox Confessor Brings The Flood (Howe Gelb alla chitarra), mentre le radici sono sempre più prominenti (l'ode country orchestrale Star Witness, il canto jodel e gospel con accompagnamento barrelhouse di John Saw That Number, l'unico pezzo tradizionale, l'elegia solenne di Lion's Jaws i>, e la lenta ballata a ritmo di valzer That Teenage Feeling).
L'album è principalmente un esercizio di grande melodia cantata con un tono umile.
Middle Cyclone (Anti, 2009) prevedeva la partecipazione di M Ward, Giant Sand, il sassofonista Steve Berlin dei Los Lobos, New Pornographers, Calexico e Sadies e ha utilizzato una vasta gamma di strumenti fatti in casa. È stato allo stesso tempo il suo album più intimo e il suo album più spettacolare grazie all'equilibrio tra narrazione e scultura sonora in This Tornado Loves You (che alterna frenetici strimpellii/batteria e pause mentre la voce urla e modula a malapena la melodia), People Got A Lotta Nerve (che libera un ritornello accattivante tra percussioni ariose e arazzi tintinnanti di chitarra), Polar Nettles (che trasforma un ritmo in stile vaudeville in un'atmosfera drammatica), Middle Cyclone (che trasforma una ninna nanna sussurrata nell'atmosfera di un carillon), The Pharaohs (che evolve il suo ritmo di valzer preferito in un morbido contrappunto al suo canto ondulato), e soprattutto I'm An Animal (che contrappone il suo grido post-blues e post-country a un ritmo tribale alla Velvet Underground). La sua voce diventa sempre più efficace e da sola può scatenare discorsi intellettuali come Magpie To The Morning e Prison Girls. Gli arrangiamenti (principalmente di Jon Rauhouse e Paul Rigby) sono raffinati ed eleganti, con solo un accenno della sua passata eccentricità.
The Worse Things Get The Harder I Fight The Harder I Fight The More I Love You (Anti, 2013) ha troppi riempitivi. Peccato perché all'inizio abbraccia una compostezza signorile che fa rabbrividire: Wild Creatures potrebbe essere uno dei solenni inni psichedelici di Grace Slick e il valzer da saloon Night Still Comes trasuda grinta e speranza. I due deludenti pezzi rock Man e City Swans (molto meglio lo spavaldo Bracing for Sunday) e una vignetta a cappella (Nearly Midnight, Honolulu) dimostrano che la sua gamma stilistica è ampia, e in effetti si estende più che mai: Where Did I Leave That Fire? si colloca a metà tra il jazz atonale e il trip-hop, e Ragtime è un'elegia lenta per canto notturno con un'esuberante fanfara di corno. Entrambi dimostrano che Case potrebbe fare bene se avesse del materiale molto più ambizioso.
Neko Case, KD Lang e Laura Veirs hanno collaborato al mediocre Case/Lang/Veirs (2016) che contiene Delirium e Superluna.
Hell-On (Anti, 2018) di Neko Case, prodotto da Bjorn Yttling (Peter Bjorn & John ), è stato l'album più arrangiato della sua carriera finora. Si apre con lo strano manifesto metafisico di Hell-On impostato su un tempo di polka che è più appropriato per una scenetta da musichall. La trascinante Last Lion Of Albion vanta il miglior accompagnamento dell'album: un eccentrico groove di batteria e chitarra, simile a una locomotiva, incontrato da voci armoniose per gentile concessione di KD Lang e un po' di elettronica. L'accompagnamento del singalong di sette minuti Curse Of The I-5 Corridor, un duetto con Mark Lanegan, passa da un maestoso assolo di piano a una rumorosa jam rock che alla fine sovrasta tutto il resto. La sua ballata romantica Gumball Blue si nutre di un ritmo costante e di strumenti a corda synth-pop, e termina in modalità orchestrale (un percorso che ricorda in qualche modo A Day in the Life di John Lennon). L'atmosfera horror di My Uncle's Navy è stranamente abbinata a un ritmo dance ma con attacchi di distorsione della chitarra. Il lied da camera sussurrato Pitch Or Honey sembra virare verso la musica elettronica, ma a metà strada riprende un ritmo boogie e diventa uno splendido tributo a se stessa, quella di Furnace Room Lullaby.
Come cantante, dimostra che la coraggiosa ragazza di campagna è diventata una cantante con molte più sfumature, quasi evocando Grace Slick, in Halls Of Sarah (con assolo di sax baritono) e nel marziale crescendo dal sapore flamenco di Dirty Diamond. Due o tre canzoni non hanno senso (per esempio, una cover di Sleep All Summer di Eric Bachmann sotto forma di duetto con lui, o il singolo country-pop Bad Luck con voci armoniose alla moda dei gruppi femminili degli anni '60), ma soprattutto l'album è coeso e divertente, anche se non particolarmente emozionante.
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