- Dalla pagina sui Chainsaw Kittens di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, modificato da Stefano Iardella)

Nella college town di Norman (Oklahoma), compaesani dei Flaming Lips, si formarono i Defenestration, il primo gruppo di Tyson Meade (1962). L'EP omonimo (per la Slow Iguana) del 1986 passò per lo più inosservato, ma in realtà annunciava l'avvento di un erede del rock decadente, capace di imprese vocali come la nenia da muezzin di Cut Your Soul In Half e la cantilena psichedelica di Hearthrob. Il quartetto era in grado di cimentarsi in brani arroventati, come Feminism On Television e Slaughterville, ma la novità del disco erano le ballate fataliste alla Queen di Nothing Lasts (con uno splendido accompagnamento fuori tempo e stonato del piano) e Lovers Grow In The Park (con un non meno lirico strimpellio del pianoforte in primo piano).

Purtroppo l'anno successivo Dali Does Windows (Relativity) segnò l'inizio di una precoce crisi, benchè Tripping Drag Queen e Cars In Trees mettessero sempre più in luce la sensibilità morbosa del leader.

Mentre i Defenestration continuavano la loro carriera con il chitarrista Todd Walker, Meade diede vita ai Chainsaw Kittens per dare libero sfogo alle sue propensioni "glam". Assieme a lui erano il chitarrista Mark Metzger e altri due ragazzi locali, tutti ancora liceali.

Violent Religion (Mammoth, 1990) è un album mozzafiato, tutto suonato a elevatissima velocità, rincorrendo riff e ritornelli sempre elettrizzanti, cavalcando di continuo martellanti cadenze boogie, un concentrato di Aerosmith, New York Dolls, T. Rex, Cheaptrick, Patty Smith, Stooges, Velvet Underground...
Bloodstorm, una vertigine onirica alla Velvet Underground aggiornata all'era dei Cure, funge da manifesto del nuovo corso, tallonata da un punk-rock lascivo e demoniaco come Skinned Knees, una sorta di incrocio fra Stooges e Sex Pistols.
Quelle fondamenta vengono usate anche per costruire temi gentili come l'aria malinconica alla Freddy Mercury di Here At The End (sempre però contro un muro di rumore degno degli Stooges), il finale operatico di Shès Gone Mad, e soprattutto Bliss, forse il ritornello principe del disco.
Ma il forte di Meade sono le sceneggiate: Boyfriend Song è un rituale di perversione degno di un Kim Fowley, deformato dai rimbombi ossessivi di un riff alla Led Zeppelin e da un coro di eroinomani intenti in qualche rituale infernale; esemplare del funambolismo "scenico" di Meade è Feel Like a Drugstore, che inizia come una ballata acustica in sordina (con un fraseggio baritono da gospel) e che poi esplode in riff malvagi; e il capolavoro in questo genere è una canzonetta sarcastica come Mother, forte com'è di una melodia ironica alla Kinks su una potente cadenza boogie alla Bolan.
La title-track è la messa definitiva di Meade, sacerdote nero che predica "It's only flesh!"; una lunga agonia immersa in un clima di tensione (che non esita a rubare lo stacco orchestrale di A Day in The Life), un anthem degli inferi senza capo nè coda, soltanto per mettere in mostra i suoi istinti più depravati.
La marcia funebre Death-out at Party Central (con altro furto storico, questa volta ai danni dei Deep Purple) comprime tutta quella violenza e la scaraventa con impeto omicida in una bolgia di dissonanze chitarristiche e di lamentazioni insane (canticchiando alla fine Come Softly dei Fleetwood Mac).
Teatrale e metaforica come il miglior glam è sempre stato, la musica dei Chainsaw Kittens esplora freudianamente gli stati anormali della mente, la libidine sessuale, la morte e la perdizione eterna. In ultima analisi il tema del disco è il Male, l'energia negativa che opprime i "kids" di provincia e che in qualche modo va esorcizzato.
Meade, personalità demoniaca prima ancora che carismatica, istrione d'altri tempi, vanta un registro neutro che riassume tutti i cantanti della decadenza in rock.
Il disco fece epoca per il materiale e gli atteggiamenti scandalosi, come non se ne vedeva dai tempi dei Kiss, ma in realtà si trattava di un capolavoro musicale, e di uno dei dischi più preveggenti dell'anno (il 1990).

Sorte diversa toccò nel 1992 a Flipped In Singapore, subito accolto con ovazioni generali. In effetti il disco, forte di un secondo chitarrista (Trent Bell) e di una nuova sezione ritmica, ricalca lo spumeggiante eclettismo dell'esordio senza perdere molto della sua fantasia armonica e della sua subdola grinta, semmai accentuandone la melodramamticità.
Il risultato è spesso più vicino ai New York Dolls (ritornello scemo ma arrabbiato, rullo bestiale di tamburi, carica cieca di riff), come nella title-track a rotta di collo e nell'ancor più epilettico rock and roll di My Friend Delirium, che non alla vena demoniaca degli esordi (meglio conservata in Ezekial Walks Through Sodom and Gomorrah, apice blasfemo dell'album). Il sound è cambiato soprattutto perchè il complesso è diventato un vero complesso. Il primo album era stato più un disco solista di Meade che un disco di gruppo. Sboccia così il grunge rombante di She Gets, con wah-wah e ritornello in falsetto alla Cream, e quello melodico di Connie I've Found The Door.
Il declamato luciferino di Meade si sfoga comunque nel delirio a squarciagola di Shannon's Fellini Movie (che fa il paio con Violent Religion dell'album precedente), nella drammatica confessione di Angels Selfdestruct, e soprattutto nella psichedelica High in High School, un altro vertice dell'album, nei quali il cantante ha modo di "travestirsi" di personalità diverse, rispolverando tutto il repertorio di istrioni come David Johansen, Steve Tyler e Dave Vanian.
Le liriche sono più surreali e meno macabre, più visionarie e meno effettiste.

L'EP High in High School (Mammoth) aggiunge al repertorio di base la trascinante Stuck, uno dei brani più feroci della loro carriera. Preceduto dall'EP Angel On The Range (Mammoth, 1993), che comprende la title-track (uno dei loro brani più puramente "glam") e un paio di fulminei punkrock alla Ramones (Kick Kid, John Wayne Dream), esce finalmente il nuovo album, Pop Heiress (Mammoth, 1994). Ancora una volta la sorpresa è costituita da questa mutazione del glam in punkpop, o, se si preferisce, viceversa, per cui Sore On The Floor è scossa da rombi heavymetal e frenesie hardcore, Media Star Hymn trabocca di urla e contorsioni rock and roll, Silver Millionaire riscopre le virtu' del powerpop, e I Ride Free esagera la pulsazione boogie dei T. Rex. Non che Meade abbia perso il suo talento narrativo e melodico: la vignetta melodica alla Kinks di Loneliest China Place, la ballata fatalista alla Morrisey di Pop Heiress Dies, e la power-ballad alla Soul Asylum di Wère Like sono lì apposta a irretire i teenager più volitivi; per non parlare dello sfogo acustico, con flauto rinascimentale, di Soldier On My Shoulder. Ma del disco piace soprattutto la grinta, che conferisce a tutta la scenografia un connotato più truce e disperato.

Sull'EP Candy For You (Scratchie, 1996) figura la lunga e melodrammatica Bury My Heart.

Chainsaw Kittens (Scratchie, 1996) è impeccabile nel modo in cui la musica segue e si armonizza con i testi. C'è di più in Bicyclehead e Heartcatch Thump oltre al semplice melodramma addolorato, c'è contemplazione trascendente, pura devozione, comunione mistica. Gli arrangiamenti di Tongue Trick e Dorothy's Last Fling sono così sottili che sembra che si tratti di canzoni acustiche, mentre in realtà sono collage sonori accuratamente assemblati.

Dopo la civiltà della droga è arrivato il momento della civiltà del Valium.

La sezione ritmica darà poi vita ai For Love Not Lisa.

Meade intanto si confessa nel suo primo disco solista, Motorcycle Childhood (Echostatic, 1996). Si tratta di un'opera molto spartana, nella quale brilla soprattutto il suo veemente baritono. Le canzoni si affidano all'eccentrica decadenza dell'istrione che ha imparato più da Robyn Hitchcock che da David Bowie (e più da Alex Chilton che da Lou Reed, e il risultato è una raccolta di freddure improbabili, il cui humour indecifrabile lascia pensare che il problema non stia in chi le racconta ma in chi le ascolta. Forse troppo argute per essere gustate da tutti.


(Tradotto da Anna LaRocca, integrato da Stefano Iardella)

Meade è un artista isolato che si è costruito il suo stile con poco o nessun rispetto per le convenzioni. Il Glam-rock è stato solo un punto di partenza. Le complesse architetture pop di The All American (4 Alarm, 2000) dei Chainsaw Kittens e i testi del gay arrabbiato tendono a una forma d'arte che fonde medium e messaggio.
Meade ha più in comune con gli analoghi di Bob Dylan e Jello Biafra che non con David Bowie.

Dal 2001 i Chainsaw Kittens sono andati in pausa indefinita.

Nel 2017 il batterista Eric Harmon è morto di tumore al colon, all'età di 48 anni.


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