- Dalla pagina sui Combustible Edison di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il terzo disco dei Combustible Edison, The Impossible World (SubPop, 1998), fu di fatto remixato da Scanner, che aggiunse uno spessore e una morbidezza surreali alle canzoni. Mentre tutti gli occhi sono puntati su Lily Banquette, la cui voce costituisce un aspetto piuttosto minore della musica (lei ÃĻ fondamentalmente solo "trama"), i musicisti chiave sono cambiati: Dixon e Oppenheimer sono stati sostituiti da Michael Connors e Brother Cleve. La migliorata line-up e il contributo di Scanner capovolgono il suono: invece di un omaggio all'easy listening e alla musica lounge, ci viene servito un sofisticato saggio postmodernista sulla produzione dell'arte disorientante.
Il nostalgico e il surreale confluiscono nelle novità stumentali Utopia e 20th Century, capolavori che incollano assieme citazioni stilistiche e icone sonore tratte dai repertori popolari, orchestrali e folkloristici del secolo.
L'elettronica spaziale infetta le vignette dei vecchi tempi, cosÃŽ che la belle epoque di Mr. Pushkin Came To Shore (con fanfara di charleston, piatti oscillanti, basso da film di spionaggio e sublime scat jazz) galleggia accanto al disco shuffle di Laura's Aura (groove sincopato, breakbeat , chitarra funky, sensuale diva del soul), che solca accanto al goffo movimento Zappa-iano Hot And Bothered (chitarra surf, sospiri sexy, musica circense, scat ventilato) che a sua volta saltella accanto al prodigioso reggae/soul/jazz/ samba melange di Cat O'Nine Tails.
Il contralto atmosferico di Lily Banquette ÃĻ utilizzato al meglio nei brani Morricon-iani, come Fall Of The Space Siren (con le linee di tastiera piÃđ futuristiche e leggermente dissonanti) e In The Garden of Earthly Delights (con figure bachiane al clavicembalo e flauti pastorali).
Le canzoni (ad esempio Pink Victim) sono timide imitazioni di gran lunga inferiori di Bacharach e delle colonne sonore dei film di spionaggio.
L'arte dei Combustible Edison non ÃĻ solo evocativa di altre epoche, ma rappresenta di fatto lo stato dell'arte nella manipolazione del suono.
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