- Dalla pagina su Datach'i di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Datach'i ÃĻ il nome di battaglia dell'enfant prodige newyorkese della drum'n'bass Joseph Fraioli, che ha debuttato con 10110101 (Caipirinha, 1999), una raccolta di caotiche novità digitali ad alta velocità .
La raccolta ÃĻ programmatica quanto lo era Before And After Science di Brian Eno agli albori della musica elettronica (popolare): da Deconstructing Man a Piecing It Back Together, Fraioli abbandona con nonchalance il commento alla propria arte, riassumendo e condensando la storia della musica elettronica, dalla "musique concrete" alla drum'n'bass, in tredici brevi brani. Con la melodia (Leonard Park, Take Off Your Face) o senza (VCR Powered Carcass, Jaf Box), le "canzoni" di Fraioli spiegano molto di ciÃē che l'armonia moderna rappresenta, cosÃŽ come L'arte della fuga spiegava quella di Bach.
L'estetica di 10110101 si ÃĻ consolidata in uno stile maturo su We Are Always Well Thank You (Caipirinha, 2000). Il pandemonio ipercinetico di Free In A Box che apre l'album e il bombardamento libero di Klahtmies. La sua natura infantile ÃĻ ancora evidente in Merrily We Roll Along, con una melodia d'organo solennemente sdolcinata, nella marcia dei Munchkin su Welcome to the Jackalope (che ricorda vagamente il tema di Kwai Bridge), nel balletto cartoonesco di Animals Are Coming, ma un'atmosfera cupa permea l'album. I suoi selvaggi esperimenti ritmici sono spesso immersi in atmosfere al tempo stesso eteree e sinistre, e la sensazione di alienazione ÃĻ accentuata da melodie fratturate, contorte, dislocate.
Il centro emotivo dell'album si nasconde probabilmente sotto l'intricata trama percussiva elettronica di Uma is Dead: un'elegia tastieristica inquietantemente deformata, accompagnata da un concerto di ritmi industriali sconnessi. Il cinguettio elettronico acuto di Cold Shift rivela una melodia al pianoforte che ÃĻ quasi musica new age, contrastando vividamente gli elementi comici e tragici dell'arte di Datach'i. Quanto sia centrale e seria questa giustapposizione si puÃē dedurre da We Are Always Well Thank You, che sovrasta voci di bambini che giocano e una melodia da carillon a una frenetica poliritmia, come farebbe un assassino psicotico.
Dopo tanta loquacità ritmica, Clownman, un brano senza ritmo, suona come una meditazione malinconica sulla condizione umana, scandita da dissonanze e rumori strani. E l'album si conclude con What It Is, che culla un'altra melodia maestosamente abbattuta (il ritmo si interrompe bruscamente come se la macchina si fosse rotta, e ciÃē che resta ÃĻ solo la melodia, che si disperde lentamente nel vuoto).
Un minor numero di riferimenti ad Autechre rendono l'esperienza piÃđ personale, sebbene tolgano un po' della profondità emotiva del debutto.
Organizzando il caos nelle suite elettroniche primordiali di Morton Subotnick, Datach'i ha trovato un nuovo modo per rivelare a noi stessi l'universo delle nostre emozioni.
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