- Dalla pagina su Divine Styler di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Divine Styler, il progetto del rapper e produttore newyorkese Mark Richardson, poi convertitosi all'Islam assumendo il nome di Mikal Safiyullah, anche membro del Rhyme Syndicate del gangsta rapper Ice-T, ha debuttato con il rap mediocre (e talvolta semplicemente spoken-word) di World Power (1989), che tuttavia contiene una bizzarra Tongue of Labyrinth.

Spiral Walls Containing Autumns of Light (Giant, 1992) è invece un'opera di musica hip-hop psichedelica astratta. Le preghiere musulmane sdolcinate (lo shuffle funk-soul-rock in stile Prince di In A World Of You, con un lavoro di chitarra in stile Santana, o Walk of Exodus, un sermone ipnotico in stile Nick Cave, con una coda orchestrale) coesistono con languide e sballate litanie su ritmi letargici come Touch (che diventa una sorta di martellante danza voodoo). C'è una delirante collisione di voci e strumenti in Grey Matter e una grottesca accelerazione dadaista in Mystic Sheep Drink Electric Tea. C'è spazio anche per l'elegia folk acustica sussurrata di Width In My Depth. Le tortuose sezioni di spoken-word sono una buona notizia solo per metà: i nove minuti di Heaven Don't Want Me-Hell's Afraid I'll Take Over sono disseminati di rumorose improvvisazioni free-form, e Next surfa su ritmate linee d'organo soul-jazz.
La base strumentale è intrigante, ma il "parlato" spreca tutto lo slancio creato dalle texture idiosincratiche.

Dopo una lunga pausa, è tornato con il mediocre Wordpower Vol.2 - Directrix (1999) e, dopo una pausa ancora più lunga, con Def Mask (2014), aggiornato al dubstep e al drum'n'bass.


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