- Dalla pagina sugli Electric Hellfire Club di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il ballabile gotico/industriale degli anni '90 trova negli Electric Hellfire
Club di Chicago il suo faro artistico.
Il progetto è del
cantante Thomas "Thorn" Lockyear (ex
(My Life With The Thrill Kill Kult)) e comprende
Rev Dr Dub (tastiere), Ronny Baleo (chitarra), Richard Frost (percussioni),
nonchè la ballerina Sabrina Satana.
Con l'album del 1993, Burn Baby Burn (Cleopatra), il gruppo conferisce la
massima rispettabilità a quel sottogenere del ballabile moderno che è
improntato alla commistione di satanismo e droga.
Il concept si apre con l'Invocation, fra echi dei rituali occulti di 666 degli Aphrodite's Child, pietra miliare del satanismo rock, le distorsioni
infuocate dell'heavymetal i sequencer incalzanti della discoteca.
E' forse la prassi preferita dal gruppo, una prassi che in Psychedelic Sacrifice assimila anche frasi minacciose di synth e in MR 44 viene sfruttata per mettere in scena un esorcismo sotto forma di una vertigine turpe e maestosa di campionamenti.
Il sound è denso e travolgente, un gorgo in cui spesso si perdono i
campionamenti e la chitarra. Le ripetizioni abuliche di quest'ultima ben
complementano i tribalismi poliritmici delle percussioni.
L'elettronica a tratti maestosamente sinfonica a tratti melodicamente alienata,
il canto roco e maligno, e i campionamentidelle voci "minori" sono i veri
perni "linguistici" della musica. Quella di Burn Baby Burn è un'arte del
contrappunto in ambito industriale che dà luogo a strutture
tutt'altro che monolitiche, anzi articolate,
dal tema orientaleggiante di Fall From Grace
ai toni eroici delle tastiere di Where Violence Is Golden.
Su Age of Fire stende il suo torbido alone un organo dal timbro acido e
dall'incedere minimalista dei Suicide.
Il crescendo concitato di Electric Hellfire Acid Test è accompagnato da
un campionamento di campane e di cori da messa che raggiungono intensità
"beethoveniane". Epitaph chiude il disco su un registro quasi celestiale,
con tutti gli strumenti e le voci a contraddire cio' che hanno fatto fino
al brano precedente.
Immerso dall'inizio alla fine in climi sinistri e in ritmi serrati,
questo ibrido di hardrock, acidrock e techno,
ha le stigmate del flagello biblico più che le occhiaie dell'edonismo rock.
"This is the age of lust and dark desire..."
All'album di debuto fece seguito l'EP di sette canzoni Satan's Little Helpers (Cleopatra, 1995), che include l'orecchiabile Psychedelic Sacrifice.
Kiss The Goat (Cleopatra, 1995) è fondamentalmente una messa exoterica piena di invocazioni al diavolo e inni alla dannazione (e canti gregoriani). Per quello che dovrebbe essere, l'album è impeccabile, anche radiofonico (Slaughter Of Elysium) e con una passione per i Doors (Evil Genius, Hellfire) e più di un fugace cenno ai Sisters Of Mercy (In The Temple of Meat).
Calling Dr Luv (Cleopatra, 1996), dedicato alle tastiere di Dr Luv, morto nel 1996, affina il suono e offre le radio-friendly Funeral Procession ed Hellflower.
Unholy Roller (Cleopatra, 1998) raccoglie remix e rarità. La band si è rivolta decisamente verso la musica nera con Witness the Millennium (Cleopatra, 2002), mentre con Electronomicon (Cleopatra, 2003) riprendono la loro malvagia saga.
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