- Dalla pagina sugli Elf Power di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Gli Elf Power (con sede in Georgia) sono una band, che fa parte del leggendario collettivo “Elephant 6” (Apples In Stereo, Olivia Tremor Control, Neutral Milk Hotel) che suona pop psichedelico pieno di ritornelli contagiosi e arrangiamenti stranamente barocchi. Un fattore non banale in questo caso è il cantante, Andrew Rieger, originario della Carolina del Sud. La tastierista Laura Carter non è meno creativa come arrangiatrice. Si sono incontrati all'Università della Georgia di Athens (contea di Clarke).

La band debuttò con l'album Vainly Clutching At Phantom Limbs (1994, Arena Rock, 2000) e l'EP Winter Hawk (1995) e un suono folk-pop ingenuo ispirato alle fiabe.
Tracce: Pioneer Mansion, Temporary Arm, All Your Experiments, Finally Free, Drug Store, Loverboy's Demise, Slither Hither, Circular Malevolence, When the Serpents Approach, Sugrey, Vainly Cluthching At Phantom Limbs, Arachnid Dungeon Attack, Grand Intrusion Call, Monster Surprise, Heroes And Insects, Winter Hawk, Exalited Exit Wound.

When The Red King Comes (Arena Rock, 1997) fu la loro prima grande affermazione, anche se ancora incerta.
Tracce: Step Through The Portal, Into The Everlasting Time, Frightened Singers, Secret Ocean, Arrow Flies Close, Icy Hands Will Never Melt Away, When The Red King Comes, Separating Fault, Spectators, Introducing Cosmic Space, Bengal Parade, Needles In The Camel's Eye, Silver Lake, It's Been A Million Years.

A Dream In Sound (Arena Rock, 1999) è fondamentalmente un album di bubblegum pop: pop scadente per persone senza cervello. Tuttavia sono l'eleganza e il decoro a renderlo ancora unico, seppur all'interno di quel bidone della spazzatura. Gli Elf Power sono quasi deliranti nel modo in cui ripropongono gli stereotipi con un tale senso di autoconsapevolezza. Nonostante questa impressione superficiale, è anche il loro album più complesso e vario, che spazia dalle orecchiabili Rising And Falling In A Little World e Will My Feet Still Carry Me Home all'infantile cantilena High Atop The Silver Branches, dalla serenata Jane alla sognante We Dream In Sound, dalla strumentale Carnival alle ballate folk-rock.

The Winter is Coming (Arena Rock, 2000), il loro lavoro più ambizioso finora, ridefinì il loro patinato suono psych-pop con un minore muro sonoro di Phil Spector e schizzi strumentali più bizzarri. L'influenza delle fiere di contea (Winter Is Coming), dei carnevali e delle scenette da musichall (Naughty Villain) ora prevaleva sui Beach Boys e sui Beatles.
Embrace The Crimson Tide apre l'album con un ritmo pow-wow collettivo, riverbero di chitarra (che ricorda Third Stone From The Sun di Hendrix) e una coda quasi sinfonica. Con Skeleton ritornano al loro semplice power-pop squarciato da pesanti toni fuzz. Gli esperimenti abbondano, dalla trance esotica di Wings Of Light alla frenesia ritmica di Leopard's Teeth, ma nulla è rivoluzionario. La chiusura di Albatross è addirittura una ballata potente spinta da un riff massiccio e pesante.

Sono sicuro che sia involontario, ma Creatures (SpinART, 2002) suona come i Residents del 1979, quando stavano realizzando parodie della musica pop (il canto stonato di Rieger, gli eccentrici arrangiamenti di tastiera, i ritmi palesemente cliché). Ci sono poche sorprese (Everlast Scream, un po' più aggressiva, la spettrale Palace Of The Flames), e le canzoni più orecchiabili (Let the Serpent Sleep, Visions of the Sea) sono originali come un hamburger negli USA.

Nothing's Going To Happen (Orange Twin, 2002) è una raccolta di cover.

Walking With The Beggar Boys (Orange Twin, 2004) è vuoto come un disco dei Beatles senza gli arrangiamenti (melodie dejavu stereotipate e molta attitudine). Il gioco regge soltanto per circa due minuti (Never Believe) mentre The Cracks è l'unica traccia che si sforza di sembrare interessante.

Ancora meno divertente era lo pseudo-esotico Back To The Web (Rykodisc, 2006), che spesso suonava come un album del folk revival britannico degli anni '60 (The Spider And The Fly, Peel Back The Moon Beware, All The World Is Waiting).

Le canzoni di In A Cave (2008) cercarono di essere più corporee ma si rivelarono essere senza volto, e servire come band di supporto di Vic Chesnutt nel suo Dark Developments (2008) non fece altro che evidenziare i difetti dei loro stessi album.

Elf Power (2010) è semplicemente troppo semplice per giustificare la sua stessa esistenza.

Aaron Wegelin, batterista nei primi album degli Elf Power (dal 1996 al 2003), è morto nel 2021, all'età di 50 anni.


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