- Dalla pagina sugli Ether di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Ryley Fogg ha formato gli Ether a Salt Lake City (Utah) dopo aver collaborato per un po' con Alan Sparhawk (Low). La band, composta da due batteristi e due chitarristi, debuttÃē con l'album tutto strumentale Cody Judy (Pinworm, 1996).

Hush (Charnel Music, 1997) ÃĻ già un lavoro maturo di intensa e affascinante sperimentazione. 1 ÃĻ emblematico della tecnica di mixaggio di Fogg (percussioni "organiche" trasformate in borbottii elettronici), mentre 6 utilizza gli stessi strumenti per produrre un drone mantrico di proporzioni apocalittiche. 2 ÃĻ il manifesto della loro world-music (percussioni aborigene e strumenti etnici suonati con la frenesia viscerale ed esoterica dei Crash Worship).
3 e 4 testimoniano l'abilità nel comporre "canzoni" di puro suono. La prima inizia con il rumore di un elicottero, lentamente sfumato per lasciare spazio a un tema di chitarra latin-funk-jazz (alla Santana) emergono dal caos.
Quest'ultimo ripete un ritmo paludoso, afro-funk (sulla scia di Jon Hassell) in un paesaggio sonoro di dissonanze inquietanti. Sorprendentemente, i 12 minuti di 7 sono un po' deludenti. I brani piÃđ brevi se la cavano meglio. La traccia di chiusura dell'album, 9, ÃĻ in teoria un tour de force da 22 minuti, ma in pratica un breve estratto di jam casuali alla Grateful Dead.
Nonostante il fallimento del brano piÃđ lungo, l'album rappresenta uno degli esperimenti di maggior successo nella musica elettronica post-ambient degli anni '90.

Music for Air Raids (Extreme, 1999) ÃĻ il primo album a dare un titolo alle tracce, sebbene i titoli siano coordinati. L'esperimento continua ulteriormente con una nuova formazione.


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