- Dalla pagina sui Galactic di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Galactic emersero alla fine degli anni '90 come eredi naturali della tradizione funk-jazz di New Orleans, una sorta di Dr John del potere.
Le jam strumentali funk dal suono grezzo anni Settanta di Coolin' Off (Fog City, 1996) hanno fatto da banco di prova per l'escursione liquida e soul di Quiet Please (venti minuti), da Crazyhorse Mongoose (Evangeline, 1998), la cui prima metà ricorda in modo inquietante vecchie glorie soul-jazz come Spencer Davis Group e Colosseum, mentre la seconda metà ÃĻ un'esuberante danza tribale.
Il piÃđ commerciale Late For The Future (2000), che probabilmente fu solo un tentativo di diversificarsi e raggiungere un pubblico piÃđ ampio, portÃē al party funk high-tech di Ruckus (Sanctuary, 2003), forse la loro massima dichiarazione estetica.
From the Corner to the Block (2007), in cui fornirono il supporto a una gang di rapper ospiti, Ya-Ka-May (Anti, 2010), un altro album che si basava massicciamente su cantanti ospiti, e Carnivale Electronics (Galactic Funk, 2012), ispirato alla musica del Mardi Gras e che includeva una sezione di strumenti a fiato, sfruttarono il loro carisma mentre cercavano di liberarsi dai loro stereotipi.
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