- Dalla pagina su Guided By Voices e Robert Pollard di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In Breve:
I Guided By Voices, dall'Ohio, hanno rappresentato uno dei progetti più prolifici del paese, e hanno contribuito a creare il nuovo stereotipo di musicista "lo-fi". La band, guidata dal cantante Robert Pollard (Dayton, 1957) e dal chitarrista Tobin Sprout (Dayton, 1955), ha iniziato nel 1986 a pubblicare una quantità aberrante di album che tendevano a suonare tutti allo stesso modo: pop psichedelico di seconda mano con arrangiamenti minimi. L'ispirazione non è mai cambiata, ma la qualità della produzione ha raggiunto l'apice con Propeller (1992), Vampire On Titus (1993) e il migliore di tutti, Bee Thousand (1994), prima che Sprout lasciasse Pollard e la routine diventasse ancor più prevedibile. Pollard è stato sostenuto da Cobra Verde su Mag Earwhig (1997), probabilmente il suo miglior album dopo la partenza di Sprout.
Bio:
La tradizione power-pop degli
Shoes
è stata continuata in Ohio dai Guided By Voices
(ex Anacrusis) di Robert Pollard, un maestro elementare di Dayton che ha
costruito nell'anonimato una delle carriere più spettacolari del pop moderno.
Il primo EP Forever Since Breakfast (I Wanna, 1986), registrato dal trio di Pollard, Tobin Sprout (chitarra) e Dan Toohey (basso), è ancora succube dei R.E.M., che dominavano il rock alternativo del periodo. E il primo album, Devil Between My Toes (E, 1987), è ancor più succube della new wave, con i suoi ritmi demenziali alla Devo e le sue armonie complesse alla Wire. Dogs' Out, Hey Hey, Old Battery e Cyclops sono ancora copie carbone degli REM.
Ma quello di Sandbox (Halo, 1987) era già un genere melodico (modelli Big Star e XTC) che è "lo-fi" (alla Pavement, ma anni prima di loro) e frammentario (alla Sebadoh), ovvero l'esatto opposto di ciò che potrebbe sfondare nelle classifiche. Canzoni come Lips Of Steel sono coerenti con il pop sud-orientale di quegli anni (DB's e compagni). Adverse Wind, Everyday e Long Distance Man guardano ancora al modello REM.
Self-Inflicted Aerial Nostalgia (Halo, 1989) aggiunse semplicemente un tocco psichedelico alla ricetta, che ebbe l'unico effetto di rendere più serio lo scherzo. Ma scherzo rimaneva, in quanto nessuna delle canzoni era davvero una canzone completa. Pollard rifiutava ancora di prendersi sul serio, ma la sua vera personalità cominciava ad emergere prepotentemente, sia nei ritornelli sia nella produzione. Si odono echi sempre più forti di Who e Beatles in Paper Girl, Short On Posters, Navigating Flood Regions e soprattutto An Earful Of Wax. Pollard sta maturando come "poeta" nel senso che comincia a scrivere storie fiabesche e un pò improbabili (The Future Is In Eggs, The Great Blake St Canoe Race).
In uno stile un pò depresso viene composto il concept Same Place The Fly Got Smashed (Engine #9, 1990). Disco ancora di transizione, annovera comunque Local Mix Up, Order For The New Slave Trade, Hard Way, Pendulum. La formazione cambiava di continuo e l'unica costante erano lui e il chitarrista Tobin Sprout.
A quel punto Pollard considero` chiusa la partita, tanto che raccolse in Propeller (Rockathon, 1992) gli scarti migliori degli album precedenti. Furono invece proprio Weed King, Unleashed la ballad Mesh Gear Fox e il malinconico folk-rock di Metal Mothers che fecero scattare la molla giusta. Ancora meglio erano la trascinante Quality Of Armor, nello stile del garage-rock degli anni '60, la gaia Exit Flagger, sempre a metà strada fra Who e Hollies, il glorioso voodoobilly di Lethargy e il cupo voodoobilly di Some Drilling Implied. La critica si accorse finalmente di lui e da quel momento ebbe inizio la sua stagione maggiore. Tobin Sprout si fa largo con Red Gas Circle e soprattutto 14 Cheerleader Coldfront (a mellow ballad with vocal harmonies in the vein of Crosby & Nash).
Smessi i panni dei dilettanti, i Guided By Voices si organizzarono aggiungendo
Mitch Mitchell alla chitarra e Kevin Fennell alla batteria.
L'ode psichedelico-spaziale Unstable Journey, l'incubo martellante di
Perhaps Now The Vultures e il grottesco cartone animato di
Ergo Space Pig
spiccano fra le vignette di Vampire On Titus (Scat, 1993).
Sul fronte pop il disco annovera
la ballad Gleemer,
un'ottima imitazione degli Hollies (Jar Of Cardinals),
una nenia alla John Lennon (Wondering Boy Poet).
Sul fronte dell'hard-rock il complesso strimpella
la tenera Wished I Was A Giant, dove sembra di sentire David Bowie
duettare con i Velvet Underground,
il rock and roll orecchiabile alla New York Dolls di Unleashed,
le veementi Dusted e
Expecting Brainchild.
Ma Pollard esagera nel sottoprodurre le canzoni. Il suo tentativo di
trasformare la "presa diretta" e le "prove generali" in un nuovo genere
musicale si riduce semplicemente in un criminale spreco di talento.
Qualcuna delle brevi eccentriche vignette
(Cool Off Kid Kilowatt)
potrebbe forse più di tutte le canzoni messe assieme,
Fra i loro gioielli pop si contano anche i singoli del 1993/94, in particolare If We Wait (Anyway, 1993) e Cruise (Simple Solutions, 1994). Gli EP sono più dispersivi, come se fossero stati improvvisati sul momento o se vi avessero trovato posto canzoni che non stavano bene su nessuno degli album: troppo generiche quelle di The Grand Hour (Scat, 1994), salvo forse Break Even, troppo minuscole quelle di Fast Japanese Spin Cycle (Engine, 1993), salvo My Impression Now, e Clown Prince Of The Menthol Trailer (Domino, 1993). Meglio quelle di Static Airplane Jive (City Slang, 1994) (Rockhaton, 1999), quanto meno Big School, Damn Good Mr Jam e Gelatin, quelle di Get Out Of My Stations (Siltbreeze, 1994), forse il migliore di sempre (Mobile, Melted Pat, Dusty Bushworms, Scalding Creek, Spring Tiger), e un paio di I Am The Scientist (Scat, 1995), Do The Earth e Planet's Own Brand.
Nonostante tanti anni di oblio, le ultime prove, tutte raccolte di tenui miniature melodiche senza pretese, presentano esattamente lo stesso sound e lo stesso livello qualitativo.
Per Bee Thousand (Scat, 1994) il gruppo è cresciuto a sette unita', con Tobin Sprout quasi pari a Pollard in cabina di regia. Per il trentasettenne Pollard si tratta della rivincita, in quanto il disco viene finalmente recensito da tutti. Non è cambiato molto: le canzoni si sono un pò allungate, ma rimangono allo stato di "dimostrazione", prototipo, prova; l'arrangiamento è sempre amatoriale, casalingo, dimesso. Il gruppo si aggira con aria distratta fra il folk-rock dei Byrds (Hardcore UFòs), il rhythm'n'blues bianco dei primi anni '60 (Hot Freaks), le giostre psichedeliche del tardo Merseybeat (Smothered In Hugs), le marcette dei Turtles e degli Association (Echoes Myron, uno dei suoi vertici), fino a inoltrarsi nei mondi claustrofobici di Barrett e Hitchcock (I Am A Scientist, forse il capolavoro, Gold Star For Robot Boy) e li' beatamente perdersi.
Bee Thousand - The Director's Cut (Scat, 2004) è un box-set di 3-LP contenente l'album originale e quattro versioni alternative.
La fama di Pollard è in rapida ascesa. Tanto che i primi cinque album vengono ristampati in un cofanetto (insieme a una ventina di inediti).
Su Alien Lanes (Matador, 1995) Pollard raccoglie ben ventotto frammenti
melodici, tutti registrati in maniera religiosamente amatoriale.
A dilagare sono le fastidiose armonie vocali (Closer You Are) e le
marcette scanzonate (As We Go Up We Go Down) dei
Beatles, nonchè
imitazioni anche troppo smaccate di John Lennon, al limite della parodia
(Pimple Zoo, Chicken Blows),
ma mischiate a dosi sempre massicce di pop eccentrico
(il trascinante swamp-rock distorto di My Valuable Hunting Knife,
uno dei suoi capolavori, A Good Flying Bird, e
l'ode metafisica Game Of Pricks a passo di Hollies).
Il suo testardo epigonismo sposato alla maniacale predilezione per l'incompiuto
ne fanno in realtà l'anti-Beatles per eccellenza, che decostruisce tutto cio`
che era mitico e classico del loro pop di massa e lo trasforma in divertimento
casalingo per amici intimi.
Passano per lo più sotto silenzio i brani duri e psichedelici
(Watch Me Jumpstart, Striped White Jets, My Son Cool e lo
strumentale Alright), che invece
meglio riassumono l'originalità musicale di Pollard.
Motor Away fonde i due aspetti rifacendosi alle schitarrate ribelli e al
piglio epico degli Who, ed è quasi heavy-metal per loro.
Tobin Sprout scrive Straw Dogs e soprattutto Little Whirl, la più
grintosa dell'intero album.
Esce l'EP Tigerbomb (Matador, 1995).
Ai limiti di questo programma pone rimedio Under The Bushes Under The Stars (Matador, 1996). Le sue ventiquattro canzoni sono davvero canzoni complete, registrate professionalmente e suonate fino in fondo. Sono anche ottimiste (confrontate con quelle malinconiche di Bee Thousand e quelle nervose di Alien Lanes). Ma quello che dovrebbe essere il grande evento della carriera di Pollard si rivela invece la grande delusione. Nel momento in cui abbandona il ruolo del teorico, Pollard diventa un cantautore mediocre, capace soltanto di imitare i modelli del passato. Il disco scorre monocorde, senza entusiasmo, fra la melodia del singolo Ironmen Rally Song che sembra di aver già ascoltato cento volte e e il rock'n'roll insolitamente ruvido di Cut Out Witch e Man Called Aerodynamics. I ritornelli un pò troppo generici di Underwater Explosions e It's Like Soul Man non vanno lontano, e Ghost Of A Different Dream è talmente contorta che sembra una canzone dei Cure. Lo spiegamento di mezzi sembra mettere in difficoltà Pollard invece che aiutarlo. L'artigiano si rifugia nelle canzoni più timide, il folk acustico di Acorns & Orioles, il "lento" Pink Floyd-iano To Remake The Young Flyer (di Sprout), la soffice e ipnotica Don't Stop Now, dove se non altro la sua voce non è incalzata dagli strumenti.
Pollard è prolifico più che mai. Ha già pronto un EP, Sunfish Holy Breakfast (Matador, 1996), e Plantations of Pale Pink (Matador, 1996), con un'altra infornata di canzonette. Catfood on the Earwig, A Life in Finer Clothing, Systems Crash e Subtle Gear Shifting lo ritraggono nei panni più eccentrici, ma vince ancora una volta un tributo agli Who, The Who Vs. Porky Pig.
Alien Lanes e Bee Thousand rimangono probabilmente i capolavori dei Guided By Voices.
Tobin Sprout lascia il compagno e
avvia la sua carriera solista.
Poco dopo anche
Mitch Mitchell lancia un proprio progetto.
Pollard registra invece Not In My Airforce (Matador, 1996), 22 brani di rock approssimativo e nervoso come prima di Under The Stars. Ancora una volta riesce meglio quando imita gli Who (Psychic Pilot Clocks Out) che quando fa l'idiot savant.
Per Mag Earwhig (Matador, 1997)
Pollard licenzia i suoi ex-compagni e assume i
Cobra Verde di John
Petkovic (alla cui band precedente, Death Of Samantha, Pollard deve non poco).
Ventuno i brani questa volta, un calderone che inizia con
Can't Hear The Revolution, un esperimento di falsa avanguardia come li
facevano i tardi Beatles. Se le melodie sono spesso stucchevoli, gli
arrangiamenti sono sempre intelligenti.
Magistrale il modo in cui erigono senso di desolazione e tensione in
Portable Men's Society, con la chitarra che tempesta un boogie in staccato,
un sibilo elettronico che squarcia il vuoto e il canto d'oltretomba che si
libra in un gemito epico.
Il fatto di disporre finalmente di un vero complesso rock gli consente di
comporre anche canzoni dalla dinamica complessa come questa, o come
The Finest Joke Is Upon Us.
La presenza del chitarrista Doug Gillard è comunque avvertibile
sia nel boogie assordante che contrappunta il singolo Bulldog Skin sia
soprattutto nella nuova gemma in stile
Who del disco, I Am A Tree.
Pollard rimane comunque prima di tutto un piccolo genio del pop, come dimostrano
gli sdolcinati ritornelli Merseybeat di Jane Of The Waking Universe e
Mute Superstar e le progressioni melodiche alla Hollies di Little Lines,
forse le più irresistibili della sua carriera.
Il folk acustico per sola chitarra di Choking Tara e Now To War e la
Sad If I Lost It à la Byrds sono frammenti che appartengono al passato.
Pollard si è ormai promosso a professionista, prima del pop e ora anche
del rock. Lasciare incompiute le sue canzoni era un buon trucco per nascondersi.
Adesso deve misurarsi con il suo effettivo talento.
Pollard è un pò sopravvalutato, ma un suo disco è sempre un evento.
Soltanto la mole della sua opera (fra singoli, Ep e album) basterebbe a
garantirgli un posto sull'Olimpo della canzone moderna.
Tonics And Twisted Chasers (Rockathon, 1997), sempre con l'aiuto dei Cobra Verde e con la collaborazione dell'ex socio Tobin Sprout, è altrettanto brioso.
Quello di Pollard è un esercizio raffinato, ma che sa un pò di soliloquio nel deserto. In un certo senso ha continuato a ripetere una sua personale Abbey Road, un'operetta-collage a pannelli melodici.
Waved Out (Matador, 1998), album solista di Pollard, è dispersivo e confuso come sempre, ma annovera qualche brano che lo redime e che anzi si pone fra i migliori di sempre: la solenne Make Use, la ballad pianistica, funerea e jazzata, di People Are Leaving il rock and roll trascinante di Subspace Biographies, e la fantasia psichedelica di Showbiz Opera Wlarus.
La colossale e autoindulgente dispersione della sua carriera tocca un altro fondale con il nuovo album solista, Kid Marine (Rockathon, 1998), primo di una serie di raccolte di brani più o meno improvvisati, capricci d'autore come Submarine Teams e Television Prison.
Do The Collapse (TVT 1999), con una nuova formazione (Doug Gillard dei Cobra Verde alla chitarra, Jim MacPherson dei Breeders alla batteria) non se la passa bene. L'album dal suono più regolare e la mossa commerciale di Pollard produce le melodie intensamente arrangiate di Hold On Hope, Things I Will Keep, In Stitches. Il ritmo preferito di Pollard (la marcia frenetica in crescendo) e le sue armonie vocali preferite (quelle degli Hollies) spingono Teenage FBI, con riff di chitarra distorti che sostituiscono il suo accompagnamento di chitarra preferito (le chitarre tintinnanti dei Byrds).
Il potente e contagioso power-pop di Surgical Focus (TVT, 1999) è senza dubbio uno dei migliori singoli dell'anno.
Il duo formato dal batterista Don Thrasher dei Guided By Voices con il chitarrista e cantante Dave Doughman, Swearing At Motorists, imitò il maestro (Pollard) su The Fear Of Low Flying Clouds (Spare Me, 1998), anche se gli album successivi divennero sempre più personali dichiarazioni di Dave Doughman: More Songs From The Mellow Struggle (Secretely Canadian, 2000), Number Seven Uptown (Secretely Canadian, 2001), This Flag Signals Goodbye (Secretely Canadian, 2002), Last Night Becomes This Morning (2006).
Robert Pollard e Doug Gillard pubblicano anche Speak Kindly (Fading Captain Series, 1999), un album nel loro vecchio stile "lo-fi".
Non contento delle pubblicazioni regolari, Pollard distribuì i quattro volumi di rarità Suitcase (Fading Captain Series, 2000) contenenti ogni sorta di materiale di scarto risalente al 1974. Pollard affermò che circa 200 nastri andarono perduti in un'alluvione, un fatto che costituisce la prova dell'esistenza di un dio misericordioso.
Suitcase 2 - American Superdream Wow (Fading Captain, 2005) aggiunge altre 100 rarità, garantendogli una nomination per la più abominevole antologia di rarità nella storia delle registrazioni.
Isolation Drills (TVT, 2001) è il nuovo disco dei Guided By Voices. Abbandonate eccentricità e originalità, e protetto in una produzione patinata, Pollard si avvia al consumo di massa con le orecchiabili e futili Glad Girls e Chasing Heather Crazy. Pivotal Film, Want One e Skills Like This imitano i suoi eroi degli anni '60, Who e T. Rex, e tuttavia soddisfano, adesso, gli stessi adolescenti della middle class che ascoltano i Backstreet Boys. Ma nascosta tra le righe c'è la tragica filosofia di vita di Pollard, meglio espressa nell'amara Fair Touching, la devastante How's My Drinking e la fatalistica Campfighter.
Tower In The Fountain Of Sparks (Fading Captain, 2001), accreditato a Airport 5, è la prima collaborazione tra Robert Pollard e il cofondatore della band Tobin Sprout dal loro divorzio professionale. Sprout scrive gran parte della musica e Pollard sostanzialmente improvvisa sul materiale datogli dal collega. Questo è, in definitiva, ul album sulle textures, e appartiene più al primo che al secondo. Sprout sembra suonare in una sorta di stato "zombie", una trance nebbiosa, dalla quale emergono il tono vibrato surreale di Burns Carpenter e Total Exposure, il raga funereo di Subatomic Rain e la messa glaciale The Cost of Shipping Cattle. Pollard non resiste al richiamo del garage-rock di One More e alla parodia di Sgt Pepper Mansfield In The Sky, ma il cuore dell'album è la dolce follia lunatica di Sprout. Il miglior aspetto della collaborazione è forse ben sintetizzato da un terzetto di semplici, malinconiche canzoncine pop: Up The Nails, Stifled Man Casino, Feathering Clueless. Qui Pollard fa solo il cantante, e Sprout è il compositore, ma i due si completano perfettamente.
Il secondo disco di Airport 5, Life Starts Here (Fading Captain, 2002), sembra un'eccedenza del primo.
I suoi Soft Rock Renegades, il gruppo cui è accreditato Choreographed Man of War (Recordhead, 2001), è nuovamente Pollard con la stessa line-up di Do The Collapse: il bassista Greg Demos e il batterista Jim MacPherson. Il trio produce due classici nel genere della ballata introspettiva: Edison's Memos e 7th Level Shutdown. D'altro lato, I Drove a Tank e Bally Hoo sono un tributo agli Who, e anche il più convenzionale (i.e., triviale) power-pop di Kickboxer Lightning mostra un magico talento nello scrivere motivi orecchiabili. Raggiunta la maturità, Pollard cerca di focalizzarsi sull'unione tra introspezione e melodia. Non meraviglia che dia il meglio nel genere della ballata sentimentale.
Circus Devils è un altro progetto parallelo lanciato da Robert Pollard (con l'aiuto di Todd e Tim Tobias). Ringworm Interiors (Fading Captain, 2002) è più sperimentale e difficile dei dischi dei Guided By Voices.
Guided By Voices realizzano quattro singoli nel 2002: Back To The Lake / Dig Through My Window, Cheyenne / Visit This Place, Everywhere With Helicopter, Universal Truths And Cycles.
Sul loro tredicesimo studio album, Universal Truths And Cycles
(Matador, 2002), i Guided By Voices sembrano aver trovato una missione:
quella di offuscare il loro passato. Con l'eccezione del voodobilly sulfureo
e zoppicante Skin Parade, il garage-blues From a Voice Plantation,
e la sublime ipnosi di Car Language, le canzoni sono lineari come
quelle di qualunque altro album di mainstream-rock. Pollard continua a
perfezionare la sua maniacale voglia di classico power pop alla Who (Christian
Animation Torch Carriers and Eureka Signs), e i risultati sono
occasionalmente brillanti (la quintessenziale melodia bubblegum Cheyenne,
la tenue tiritera demente Everywhere with Helicopter, la languida
Cheyenne
che gli Suede potrebbero uccidere
per fare propria), ma più spesso non lo sono (la ballata Rem-iana
Storm
Vibrations o la zoppicante melodia Brit-pop Universal Truths and
Cycles). La parte suonata è più solida che mai, con il
chitarrista Doug Gillard che dissemina gustose distorsioni ovunque, le
tastiere di Todd Tobias aggiungono un tocco surreale, e la sezione ritmica
di Nate Farley e Jon McCann disegnao una linea retta perché gli
altri la seguano.
Come sempre, il problema è che molte di queste canzoni non sono
canzoni, ma mere idee, e probabilmente le idee è bene metterle in
atto quando si capaci di trasformarle in canzoni. La sensazione predominante,
come sempre, è quella di essere davanti a buone canzoni sepolte
in una marea di pezzi riempitivi.
Nel frattempo, Calling Zero (Matador, 2002), accreditato a Go Back Snowball, è una collaborazione tra Pollard e Mac McCaughan dei Superchunk. I due concepiscono un grand pop nella vena di Neutral Milk Hotel e Apples In Stereo, molto distante sia dai Guided By Voices che dai Superchunk.
Su Pipe Dreams Of Instant Prince Whippet (Recordhead, 2002) i Guided By Voices, la più grande truffa pop del decennio, preparano un'altra dose di mezze canzoni.
In pochi hanno realizzato così tanti dischi irrilevanti quanto Robert Pollard. Il suo album solista Motel of Fools (Fading Captain, 2003) hha solo una canzone che valga la pena di ascoltare, Captain Black.
Earthquake Glue (Matador, 2003) è un altro insieme di
triviali ritornelli power-pop (My Kind of Soldier è il "migliore"),
ma rafforzati da chitarre rumorose e propulsive (a pieno regime nel vertigionoso
r'n'r di of Useless Inventions).
Ci sono espliciti riferimenti ai Sixties:
I'll Replace You With
Machines, il momento di pazzia epica dell'album (grazie alle distorsioni
elettroniche e al drumming catastrofico), echi di Who, zona Happy Jack
e Hollies zona Bus Stop; il riff e la melodia di She Goes Off
at Night sono chiaramente ispirati dai riff e dalle melodie degli Who
di Tommy; Secret Star (che mima i Kinks di Waterloo Sunset)
condensa l'arte di Pollard nelle chitarre jangling, tempi marziali,
e dolci armonie vocali.
Accativvanti sono anche le canzoni pià lente e più semplici,
che occasionalmente provano che Pollard non è poi così sopravvalutato
dopo tutto: la febbrile ballata The Best of Jill Hives, vivacizzata
da un leggero boogie à la Velvet Underground;
Dirty Water,
cantata nel registro sensuale di Sting, pennellato da una chitarra bluesy
(riempita da wah-wah e vibrati che ricordano i Cream) e ritmi tom-tom da
una danza della guerra indiana; e la litania Rem-iana The Main Street
Wizards.
Ciasun pezzo poggia su motivi insanamente orecchiabili ed esecuzioni
impeccabili: niente da eccepire su questo. Il problema è che è
difficile distinguerli dagli altri, e dalle decine di migliaia di motivi
che sono venuti prima. Si rischia la noia, dopo aver ascoltato la millesima
progressione Beatles-iana, o il duecentesimo riff Big Star-iano, o
la quattrocentesima armonia Byrds-iana. Quello di Pollard è talento, non genio.
Human Amusements at Hourly Rates (Matador, 2003) è una retrospettiva della carriera di 32 canzoni. Comprende alcune rarità: il folk-rock spaziale di Twilight Campfighter (degno dei Byrds intorno al 1966), il violento rock'n'roll di Captain's Dead (con armonie vocali Byrds-iane), la ballata psichedelica Tractor Rape Chain e la breve ma ipnotica, Non-Absorbing.
Hardcore UFOs (Matador, 2003) è un cofanetto di 5 CD (il loro terzo cofanetto) che funziona come retrospettiva della carriera, singoli, rarità e performance dal vivo.
Fiction Man (Fading Captain, 2004) di Robert Pollard potrebbe essere persino peggio se non vantasse i gustosi arrangiamenti del polistrumentista Todd Tobias: è uno dei peggiori album di sempre di Pollard.
Half Smiles Of The Decomposed (Matador, 2004), annunciato come l'ultimo album dei Guided By Voices, è tipico sia delle loro qualità sia delle loro passività. Affina l'essenza del loro power-pop con artefatti impeccabili come Everybody Thinks I'm A Raincloud, le voci semi-sussurrate avvolte in pesanti strimpellate di chitarra e percussioni di batteria, o il tintinnante The Closets Of Henry alla Byrds. Continua l'esplorazione infinita di strutture e arrangiamenti di canzoni sperimentali (Sleep Over Jack). Indulge in effervescenti trafila psichedeliche (Gonna Never Have to Die, Huffman Prairie Flying Field, uno dei suoi migliori) e ballate folk non ortodosse (la semi-orchestrale Window Of My World) che ridefiniscono i generi con la grazia di un bulldozer. Il prezzo da pagare è la solita dose di ritornelli pop noiosi (Girls of Wild Strawberries, Asphyxiated Circle) e la solita frustrazione di quando una buona idea viene stroncata dopo soli due minuti. E l'incompletezza fondamentale del suo programma rimane la stessa: nessuna delle sue canzoni è un classico (per quanto riguarda la melodia) e nessuna delle sue canzoni è una "composizione" eccezionale. Il numero di brani che si avvicinano a entrambe le cose è impressionante ma, alla fine, nessuno ci riesce fino in fondo. Anche in questo caso si ha l'impressione che la seconda metà dell'album sia composta per lo più da avanzi (la qualità è drammaticamente inferiore alle canzoni della prima metà).
Le 26 canzoni di Pollard, From A Compound Eye (2006), hanno continuato a diluire la sua arte (già mediocre) su colossali cumuli di riempitivi. Normal Happiness (2006) è stato il suo compagno più vivace (e, per fortuna, più snello).
Crickets (2007) è una raccolta in doppio CD di materiale del periodo 1999-2007.
L'EP di sette canzoni Silverfish Trivia (Prom Is Coming, 2007) contiene gli otto minuti di Cats Love A Parade.
Per rendere le cose ancora più insopportabili, Pollard pubblicò due album che erano uno l'alter-ego dell'altro: una raccolta di banali canzoncine pop, Coast To Coast Carpet Of Love (Merge, 2007), che fanno da contr'altare a una parata di banali shuffle blues-rock, Standard Gargoyle Decisions (Merge, 2007).
Ha sicuramente contribuito a creare la tendenza, ma Off To Business (2008) di Pollard non fa altro che indulgere nel formato alternative pop alla moda. In effetti, sembra virare verso il rock classico per adulti con The Original Heart e The Blondes (praticamente gli unici motivi per ascoltare l'album).
Lo psych-pop di Pollard se la cavò leggermente meglio con We've Moved (Happy Jack Rock Records, 2008), attribuito ai Psycho And The Birds, mentre Superman Was A Rocker (Needmore Songs, 2008), attribuito a Robert Pollard, era ancora un'altra copia del brutto disco che continuava a registrare ripetutamente.
Guidati dal cantante Robert Pollard dei Voices, il batterista John Moen dei Decemberists e il chitarrista Chris Slusarenko formarono i Boston Spaceships che debuttarono con Brown Submarine (2008). Come la maggior parte della produzione di Pollard, l'album era una raccolta di dimenticabili canzoni roots-rock. Come la maggior parte dei progetti di Pollard, divennero immediatamente super-prolifici, producendo Planets Are Blasted (2009), Elephant Jokes (2009), con 22 canzoni, e Zero to 99 (2009), album che suonavano come canzoncine riciclate dei Guided By Voices, se non addirittura degli avanzi.
The Crawling Distance (Guided By Voices, 2009) è stata un'altra collaborazione tra Pollard e Todd Tobias.
Robert Pollard ha riformato i Guided By Voices ma, fortunatamente, ha reimpiegato Tobin Sprout, che ha contribuito a salvare le 21 canzoni di Let's Go Eat the Factory (2011) dal power-pop vecchio stile del leader (i singoli The Unsinkable Fats Domino e Doughnut for a Snowman più almeno Waves e Chocolate Boy) e la sua nostalgia ruvida e frammentaria con God Loves Us e Spiderfighter.
We All Got Out Of The Army (Guided By Voices, 2010) di Pollard è fondamentalmente una serie di brani che fanno sbadigliare dopo l'unico pezzo decente, il dondolante Silk Rotor.
E anche quello non è esattamente rivoluzionario.
La maggior parte degli album di Pollard erano adesso costruiti artificialmente attorno a una o due buone canzoni, come I Wanna Be Your Man in the Moon, da Space City Kicks (2011), oppure Science Magazine, da Mouseman Cloud (2012).
I recensori hanno iniziato a valutare i titoli delle canzoni invece della musica stessa.
A dire il vero, Lord of the Birdcage (2011) di Pollard era più coerente di tutti i suoi album immediatamente precedenti, vantando un numero insolitamente elevato di canzoncine riuscite in una varietà di formati diversi: Dunce Codex, Garden Smarm, You Can't Challenge Forward Progress, Smashed Middle Finger,Ribbon of Fat.
Nel frattempo, i riformati Guided By Voices hanno poi scatenato il tour de force di 21 canzoni Class Clown Spots a UFO (2012).
Il trittico composto da Class Clown Spots a UFO, Keep It In Motion e Jon the Croc corrisponde a tutto ciò che fecero all'inizio, mentre il pop lo-fi di Tyson's High School e Billy Wire corrisponde addirittura fedelmente al "suono" dei loro inizi. La rockeggiante No Transmission conclude l'album con una nota vivace, ma troppi frammenti non sono connessi tra loro.
Quell'anno si è concluso con un altro album, The Bears For Lunch (Guided By Voices Incorprated, 2012), di 19 canzoni, che contiene Hangover Child e King Arthur The Red, oltre a The Corners Are Glowing di Tobin Sprout, Waving At Airplanes e Skin To Skin Combat.
L'EP di sei canzoni Down By The Racetrack (2013) contiene la title-track psichedelica. Le 17 canzoni di English Little League (2013), per lo più dedicate ballate lente e noiose, diluiscono ulteriormente la percentuale di buona musica nell'album di Pollard, dove solo un paio di canzoni sono degne della sua fama pop (Flunky Minnows, Xeno Pariah) e solo due pezzi rock destano l'ascoltatore (W/ Glass In Foot e Sprout's Quiet Game).
Imperterrito e determinato a dimostrare che è la quantità che conta, e non la qualità, Robert Pollard ha pubblicato l'album solista Jack Sells The Cow (Guided By Voices Inc, 2012), in realtà un'altra collaborazione con Todd Tobias, un altro punto basso in una carriera fatta per lo più di punti bassi.
Dopo aver perso tempo ad ascoltare tutte queste canzoni, il critico ne sceglie almeno una da recuperare (in questo caso è probabilmente Pontius Pilate Heart).
I Guided by Voices hanno pubblicato Cool Planet (2014) che presenta il feroce Authoritarian Zoo di Robert Pollard e il canto Bad Love is Easy to Do, nonché il maestoso Dylan-iano All-American Boy di Tobin Sprout.
Il resto è ridicolo, come al solito.
E infatti Motivational Jumpsuit (2014), 20 canzoni in 37 minuti, dimostra che la band era di nuovo a corto di idee. Il materiale di Tobin Sprout è di gran lunga inferiore ai suoi standard, anche il Byrds-iano Record Level Love. Il materiale di Pollard, come al solito, è una lunga sfilata di fallimenti e nessun successo.
Il boogie Alex and the Omegas non è la melodia peggiore (ci sono almeno 15 contendenti) ma è quella che sabota davvero la parte strumentale.
Robert Pollard ha suonato tutti gli strumenti in Please Be Honest (2016), un album riservato a chi ha tempo da perdere.
Nessuno menzionerebbe My Zodiac Companion, Please Be Honest e Kid On A Ladder se fossero state inserite su un album decente; ma qui risaltano perché tutto il resto è al di sotto del ridicolo.
I suoi album solisti erano di gran lunga inferiori a questi album già scadenti: Honey Locust Honky Tonk (2013), Blazing Gentlemen (2013), Faulty Superheroes (2015) e Of Course You Are (2016).
Il doppio album di 32 canzoni e 70 minuti August By Cake (2017) è stata una sorta di celebrazione per Robert Pollard: il suo centesimo album in studio. Ha inoltre inaugurato una nuova line-up dei Guided by Voices. Pollard strizza l'occhio a ZZ Top (il boogie del sud X 5 Degrees On The Inside), David Bowie (la marziale colonna sonora da film horror Packing The Dead Zone), New Pornographers (la noiosa Dr Feelgood Falls Off The Ocean ma anche Goodbye Note), Kinks (West Coast Company Man, quasi una versione da saloon di Well Respected Man), T. Rex (la martellante Escape To Phoenix), ecc.
E poi c'è la ballata da valzer Warm up to Religion, High Five Hall Of Famers di Bobby Bare, Sentimental Wars di Kevin March e così via.
When We All Hold Hands at the End of the World è una rielaborazione di Home By Ten (da Suitcase 2) e Keep Me Down è una vecchia canzone dei Boston Spaceships (da The Planets Are Blasted).
La produzione più raffinata di How Do You Spell Heaven (2017) non poteva nascondere che si trattava comunque di avanzi, anche all'interno di una carriera fatta in gran parte di avanzi. Le parti tonanti di Paper Cutz e Tenth Century sono semplici distrazioni.
È difficile salvare qualcosa da album come Space Gun (2018).
Nel frattempo, i Circus Devils hanno pubblicato Five (2005), Sgt Disco (2007), Ataxia (2008), Gringo (2009), Mother Skinny (2010), Capsized (2011), When Machines Attack (2013), My Mind Has Seen the White Trick (2013), Escape (2014), Stomping Grounds (2015), Laughs Last (2017), ecc.
I 32 brani di Zeppelin Over China (2019) rappresentano un'esperienza incredibilmente noiosa nonostante gli orecchiabili The Rally Boys e My Future in Barcelona.
Warp And Woof (2019) raccoglie 24 brani pubblicati su 4 EP. La qualità di Sweating The Plague (2019) è semplicemente ridicola. Surrender Your Poppy Field (2020) contiene il pop barocco di Arthur Has Business Elsewhere assieme a una valanga di riempitivi.
I Guided By Voices sono diventati una catena di montaggio di imitazioni economiche di bassa qualità.
Il millesimo album dei Guided By Voices, Earth Man Blues (2021), dopo il mini-album Heaven Beats Iowa (2021) accreditato ai Cub Scout Bowling Pins, contiene l'hard rock The Batman Sees the Ball e la canzoncina punk-pop Trust The Now, nessuno dei quali è esattamente innovativo, ma è il migliore dell'anno. The Disconnected Citizen, carico di archi, fa sembrare persino interessante The Long and Winding Road dei Beatles.
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