- Dalla pagina sugli Hazel di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Gli Hazel sono un power-trio di Portland composto dalla batterista Jody Bleyle (animatrice della scena alternativa della città), dal chitarrista Peter Krebs e dal bassista Brady Smith. Gli Hazel si conquistarono la fama con galvanizzanti esibizioni dal vivo, durante le quali si avvalevano anche di un ballerino quarantenne.

Si presentarono con il singolo J. Hell (Cavity Search) che alterna, alla Gun Club, scudisciate thrash a passi di swamp-blues, e con l'EP Jilted (SubPop), in particolare con con Truly, litania febbricitante carica di pathos romantico.

L'album Toreador Of Love (Sub Pop, 1993) moderò la foga punk-rock e diede respiro a quella che era la loro vera novità: una moderna forma di canzone amorosa. Sul disco svettano così il bel ritratto "cortese" di She's Supersonic e l'orecchiabile Everybody's Best Friend. Si odono forti echi degli X (le armonie miste di Bleyle e Krebs e la caratteristica andatura stracciona) nella ballata country-rock Day Glo e nell'"hoedown" di Constipation. Più "campagnoli" e sfumati dei conterranei Pond e Sprinkler, gli Hazel rappresentano un caso isolato, in quanto non manifestano alcuna parentela con la tradizione locale del garage-rock o con il grunge della vicina Seattle. Il vaudeville di questi mattacchioni, di questi anti-eroi anti-grunge, risulta proprio per questo più sincero.

Bleyle militava anche nei Team Dresch e Krebs si esibiva spesso da solo. Preceduto da Blank Florida (Candy Ass), uscì Are You Going To Eat That (SubPop, 1995), che ripropose più o meno gli stessi vizi e le stesse virtù. Nonostante lo scapigliato cowpunk di Lazy H, il tono si è ulteriormente addolcito, più pop in Green Eyes e in tono dimesso alla Beat Happening in King Twist. Crowned e Ringing In My Ears sono ballate acustiche, il terreno preferito di Krebs, si avvalgono del controcanto di Bleyle nel modo reso epico dagli X.

Infatti Pete Krebs si cimenta poi in Brigadier (Cavity Search, 1996), un album puramente solista (voce e chitarra) e acustico, che lo rivela nei panni di un Donovan degli anni '60, teneramente avvinto a emozioni intimiste. Non ci sono dubbi che Lou Barlow (Sebadoh) avrebbe molto da imparare da D Tune Drop, Firepower, Kiss, Orleans Parish, ma a lungo andare il processo di autocatarsi lascia la sensazione di un eccesso di sentimentalismo (Mean Time, Orleans Parish,, Do Your Father Proud).


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il meraviglioso connubio tra folk e grunge che ha caratterizzato il debutto degli Hazel risplende in Ohio Player e Mr. Magazine Man, i pezzi forti dell'EP Airiana (Candy-Ass, 1997), e nel singolo Incendiary (CandyAss, 1997). Gli Hazel si sono reinventati come un collettivo maturo e potente, guidato da un cantautore di talento e dotato di uno stile distintivo.

La carriera solista di Pete Krebs è proseguita con Western Electric (Cavity Search, 1997), un lavoro più vario che spesso richiama le sonorità folk del movimento del Greenwich Village (J.F.K. Horsepower Daydreams, Purple Heart Of Texas) e persino il folk pastorale/romantico di Donovan e Gordon Lightfoot (Madison, Purple Heart Of Texas), se non la depressione maniacale di Nick Drake (Elevation). L'orecchiabile Hideaway e lo strumentale Luminous (dieci minuti) mostrano l'ampiezza della gamma stilistica di Krebs.

Duet For Clarinet Adn Goat (Cavity Search) è una collaborazione con il cantante dei Bad Livers, Danny Barnes, in cui ogni cantante interpreta le canzoni dell'altro.

Per Sweet Ona Rose (Cavity Search, 1999), Krebs ha finalmente riunito una vera band (incluso Ben Shepherd, ex Soundgarden): Johnny Come Lately e Quickly Steals Away sono le uniche melodie allegre. Il resto è un lamentoso grido malinconico e fatalistico alla luna.

Krebs non potrebbe essere più tradizionalista che in I Know It By Heart (Cavity Search, 2003), una raccolta di vignette melodiche, senza pretese ma anche prevedibili, che richiamano l'esuberante guitar-pop dei Kinks (Sleeping Beauty e Distant Lights of Home) e il bubblegum pop degli anni Sessanta (Smashed to Splinters).
L'unico "esperimento" è rappresentato dal trip-hop di Kid Domino.


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