- Dalla pagina su HiM e Rex di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

L'ex batterista dei Codeine e futuro batterista dei June Of 44, Doug Scharin, ha formato i Rex nel 1994 con il cantante/chitarrista Curtis Harvey, il bassista Phil Spirito (dei Red Red Meat) e la violoncellista Kirsten McCord.
Le lunghe e contorte jam di Rex (Southern, 1995) si fondono in ballate torbide che ricordano Galaxie 500, Red House Painters e Idaho. L'album si apre con due pezzi lunghi otto minuti che danno il ritmo al resto delle canzoni. Nothing Is Most Honorable Than You è una litania accompagnata da languide linee di violoncello e chitarra su percussioni lente, rimbombanti e psichedeliche. La chitarra scandisce con accordi blues ed esplosioni intermittenti di energia la ninna nanna agonizzante e sedata di Angel Tune He Hums.
La più breve Ditch è un manufatto più originale, una sorta di ballata "acida" con un accompagnamento sciolto cantata in un tono drogato alla Syd Barrett. Una sorta di appendice è la dinamica violenta e torturata di This Is A Recording, che suona come una richiesta di aiuto dall'inferno da parte di un morto.
Le tracce strumentali, Tortured Animal e soprattutto la trance guidata dal violoncello di A Good Time To Die, sono vignette surreali che alludono a soluzioni ultraterrene. Ma il tenero e orecchiabile valzer country High School Dance Hit dimostra che il metodo può produrre risultati più accessibili. E Come Down (sette minuti) è una ballata più regolare, una meditazione pensosa e sommessa con una lunga coda di riff brucianti, come Neil Young sotto effetto di oppiacei. L'album nel suo insieme si concentra su stati d'animo e sentimenti pessimistici, lasciando poco da apprezzare nel tessuto delle canzoni.
Anche il singolo successivo è diviso tra una ballata dilatata (All) e un intelligente strumentale (Nayramadin Orgil).

Il mini-album Waltz (Southern, 1996) si attiene più fedelmente al formato della ballata country.
Quel formato permea la struttura migliore e più organica del secondo full-length, C (Southern, 1996). Ride Home non suona molto diverso dai molti cantautori country alternativi, e Critella è una ballata emozionante con una bella melodia. Ancora una volta, le tracce più lunghe raccontano una storia più interessante, ma le tracce più lunghe hanno forgiato anche uno stile più tradizionale a partire dalle stranezze del primo album. Il pezzo di apertura Morning (sette minuti) è un solenne lamento/sermone che, similmente a Come Down nell'album precedente, evoca un Neil Young molto assonnato e calmo, e New Dirge (otto minuti) ha abbastanza sostanza per sembrare l'ouverture di un'epopea dei King Crimson o dei VDG. I pezzi più avventurosi sono probabilmente New Son (dieci minuti), che opera una sottile decostruzione della musica bluegrass, al limite della musica da camera e della musica funebre, e Jubin (sette minuti ), un ragtime surreale che cresce fino a raggiungere un'intensità grunge; mentre l'intricata jam e il maestoso crescendo di C (nove minuti) vanta forse la migliore combinazione tra melodia, dinamica e atmosfera. D'altra parte, la strumentale di sette minuti Audrey La Mort è poco più di un lungo esercizio di ipnosi. Il suono è più rilassato rispetto al primo album, forse sotto l'influenza degli esperimenti degli HiM con il dub.

Leak Through (Bubble Core, 1996) è un'altra affascinante ballata country e Pour Down (il lato B) un'altra fantastica colonna sonora strumentale.

Rispetto ai due primi capolavori, 3 di Rex (Southern, 1997) è un'opera minore, o almeno meno ambiziosa; ma questo non vuol dire che l'album sia privo di momenti affascinanti. I Rex potrebbero aver esaurito il manifesto iniziale e potrebbero riciclare idee meno convincenti (come il solito lamento funebre di sette minuti, Other James), ma possono ancora scrivere ed eseguire ballate sorprendenti (almeno i sette minuti di canto a tempo di valzer di Gathered) e strumentali unicamente devianti (Waterbug). Il terzo album completa la progressione dei Rex dal post-rock al folk-rock.

Loftus (Perishable, 1997) è una collaborazione tra Rex e Red Red Meat.

Directions è un trio con Bundy Brown e James Warden dei Tortoise.

Gli Him nascono come progetto dub dei Rex.
Egg (Southern, 1995) è una sequenza di sette estesi brani sognanti, che attingono al dub di Lee Perry così come alla musica ambient di Brian Eno e al jazz di Miles Davis (Creality).
L'esperimento è più interessante quando è più futuristico, come nei brani più elettronici Painted Egg e E-Bola, ma l'approccio etnico di Creality e Law non è meno intrigante.
Aggiunte altrettanto ipnotiche sono l'EP Chill And Peel (Southern, 1996), contenente la psichedelica Pony, la jazz, tribale e noir Second Star Green e la spettrale strumentale Black Shadow, e il singolo Changes/ The Focus (Soul Static, 1997).

Il dub allucinogeno di Scharin si trasforma in dub industriale sul più complesso e nevrotico Interpretive Belief System (WordSound, 1997). Le sei nuove tracce degli Him metabolizzano il dub in labirintiche geometrie percussive. I rumori del sintetizzatore popolano The Science Of X mentre viene smembrato su una catena di montaggio dai robot. La geometria dello spaziotempo è deformata in L'Esprit N'A Pas D'Maison dai lamenti eterei di una cantante. Il parlato Port Of Entry è così sconnesso e rumoroso che si pensa al dub eseguito da Edgar Varese (più un loop di armonica). I brani che sfuggono all'atmosfera claustrofobica sono quelli che ruotano su poliritmi insistenti ed esotici: Second Chance e Twirling Dub.

Tra i dischi degli Him, Scharin registra anche come Out Of Worship con il chitarrista di San Francisco Joe Goldring.

Scharin si esibì anche in Drumhead (Perishable, 1998), un album sperimentale di improvvisazioni strumentali guidato dal bassista Tony Maimone dei Pere Ubu.

Un altro improvviso cambiamento stilistico ha ridefinito gli Him come un combo jazz-rock. La cornetta di Rob Mazurek suona come il fantasma di Miles Davis in Sworn Eyes (Perishable, 1999), un album che comprende anche il chitarrista Jeff Parker e il bassista Bundy Brown. Il combo crea composizioni eleganti e nostalgiche che scorrono come flussi di coscienza. A Verdict Of Science è un viaggio di 20 minuti attraverso paesaggi sognanti ed esotici, la tromba rispecchia la ricerca di Jon Hassell per il "quarto mondo" e lo xilofono evoca le giungle indonesiane. Le manipolazioni elettroniche di Scharin creano distese di atmosfera psichedelica da cui tutti gli strumenti sono stati rimossi, lasciando solo tracce informi di suono e ritmo.
Of The Periphery vanta un tema affascinante ed esotico in cui la tromba e la chitarra rimbalzano avanti e indietro su un letto di tabla. Un violino lo riprende tra il crescente "gamelan" delle tabla e il ristagno sfumato di dub dei tamburi.
Scorn Nothing (dieci minuti) bilancia un graffio frenetico e una melodia impetuosa di tromba, e l'effetto è simile a quello di guardare un aquilone volare in una tempesta.
Di tanto in tanto, il gruppo rimane intrappolato nella propria rete di talento eccessivo, come negli scarabocchi autoindulgenti di Sworn Eyes.
Ma poi certa musica equivale a una lezione di composizione. Il meccanismo sinistro e intriso di dub di Trace Elements cattura come avrebbero fatto i This Heat nel mondo moderno.
La musica ora è quasi barocca. Le composizioni hanno sopportato estenuanti manipolazioni in studio ma conservano ancora una carica emotiva e molta magia.

Funk e world-music sono al centro del quarto album degli HiM, Our Point Of Departure (Perishable, 2000), che è quasi un album dei June Of 44 visto che la maggior parte di quella band ha dato una mano alla sua realizzazione. La fusione di latino, jazz, dub e funk è occasionalmente avvincente (Arrival), ma gran parte di questo album vive sulla ripetizione di alcune idee di base (e spesso sulla ripetizione fisica di alcuni frammenti sonori). Scharin si sforza troppo di raggiungere la "super-fusione" che ha in mente. L'unica traccia che mostra la fluidità barocca di Sworn Eyes è Third Wish (l'eccezionale episodio jazz dell'album).
Ciò che risalta sono le capacità di produzione di Scharin: ha dovuto passare al setaccio ore di registrazioni dal vivo e nastri noise, e poi sovraincidere e cesellare, con pazienza meticolosa e un dono magico per la sintesi.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Con In Dub (After Hours, 2001) degli HiM, Doug Scharin continua ed espande le sue sperimentazioni dub e stavolta sembra pesantemente influenzato dall'Afro-funk di Fela Kuti. Le tre improvvisazioni lunghe, eleganti e d'atmosfera, riescono a fondere primitivismo africano e il futurismo elettronico come aveva fatto Jon Hassell in un contesto diverso.


(Tradotto da Stefano Iardella)

New Features (Bubble Core, 2001) degli HiM, un ritorno all'ossessione della band per Miles Davis, raccoglie sei improvvisazioni di Doug Scharin alla batteria, Fred Erskin al basso (June Of 44), Carlo Cennamo al sax e Josh LaRue alla chitarra. Magnified Features da nove minuti e In Transition da 18 minuti hanno poco di meritevole: tracce tortuose che hanno lo scopo di mostrare l'abilità dei musicisti ma che si trascinano avanti per la mancanza di un punto cruciale. Out Here, da 11 minuti, e Sea Level, da nove minuti, hanno almeno un'idea da perseguire, l'idea di una fusion tra vivace afro-beat, dub ed effetti elettronici. La cosa migliore potrebbe essere Clouds, che suona come se i King Crimson fossero passati al trip-hop. Scharin mette alla prova la pazienza dell'ascoltatore con jam troppo spesso pretenziose e indulgenti, sebbene l'esecuzione sia impeccabile e l'idea generale non sia priva di pregio.

Scharin aggiunge un tocco di world-music alla sua intelligente ricetta dub su Many In High Places Are Not Well (Bubblecore, 2003) degli HiM, ma questo difficilmente resuscita il suo genio, nonostante gli illustri ospiti jazz (Rob Mazurek, Fred Erskine, Julie Liu) e sforzi ambiziosi come i nove minuti di Elementals.
Questo album è stato seguito dall'EP Lila (Galaxia, 2003), una collaborazione con Rob Mazurek e altri, e dal live Nantes (Afterhours, 2004).


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