- Dalla pagina sugli Home di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli Home sono un trio della Florida (Andrew Deutsch alla chitarra, Brad Truax al basso, Eric Morrison alle tastiere più, originariamente, Sean Martin alla batteria), che ha trascorso gran parte della sua esistenza nell'underground più umile.
Dopo circa otto cassette autoprodotte (intitolate religiosamente I, II, III, ecc.) registrate dal vivo, gli Home hanno finalmente pubblicato IX (Relativity, 1995) su CD.
L'album (della durata di 74 minuti) contiene la suite di 24 minuti Concepcion oltre a brevi canzoni nello stile postmoderno di Brian Eno (Lost It, con un epico riff di chitarra) o Todd Rundgren (My Friend Maurice, Reprint), spesso al limite del pop psichedelico (Make It Right, The Moving Dentro). Una ricchezza di strumenti li aiuta a raggiungere le complesse armonie di questi pezzi sbilanciati. Gli Home se la passano molto meglio con un'astratte fanfara industriale e cacofonica come Freedom Rd e con una ballata sconsolata in forma libera come Atomique, e ci si chiede perché debbano precare il talento in canzoncine derivative. Concepcion inizia come una delle prime operette di Zappa, ma poi si perde in una registrazione documentaria di conversazioni.
IX è un disco irregolare (e autoindulgente) che mostra talento e persino genio ma sicuramente non disciplina.
L'EP X (Trance Syndicate, 1996), arrangiato dalla Devil's Isle Orchestra (corni, archi e coro), è il loro lavoro più strutturato e quindi un lavoro accessibile, sebbene le loro escursioni stilistiche vadano dal garage-rock iper-distorto (Halloween) ai crescendo corali trasecolati Pink Floyd-iani (Pretty Little Head). My Passion fa rivivere anche l'epopea, la tensione e il dramma del rock progressivo dei Van Der Graaf Generator. Underwater e Children Suite rappresentano forse l'autentica missione della band: cicli di suoni delicati, accordi in leggeri crescendo, canti sussurrati in sottofondo.
Elf::Gulf Bore Waltz (Jetset, 1996) è l'alter ego melodico/strutturato di X. Gli Home si trasformano nei Pavement e suonano stravaganti canzoncine come Seganation e Bad Vibrations.
Un nuovo picco di stranezza viene raggiunto su Netherregions (Jetset, 1998). Our Blue Navy e Boogeymen deformano il pop lo-fi fino a farlo assomigliare a un contrappunto spastico. La lunga Turn Away trasforma una ballata country in una suite minimalista e in austere composizioni prog-rock in stile Zappa come Industry 2000, e Another Season deraglia il concetto di strumenti cinematici.
XIV (Arena Rock, 2000) è una raccolta di madrigali riccamente arrangiati di musica astratta e psichedelica. Il caos è mitigato dalla densità sonora, ma alla fine gli Home si concentrano troppo sulla forma piuttosto che sul contenuto. È un po' come i Residents senza umorismo.
Leels (Emperor Jones, 2002) è un progetto di Eric Morrison degli Home, con Trey Conner e Chris Sturgeon dei Meringue. La musica del trio si rifà a una forma più semplice di roots-rock. Happenings (che fa eco a Mellow Yellow di Donovan) e Precious Time sono semplici ballate che fanno eco al country dei Grateful Dead e al folk ingenuo dello stesso Donovan. La sognante Arbor Bay, la delicata serenata Odessa, il tenero singalong Closer To Be sono intime e filosofiche. Ci sono esperimenti (il country-rock dilatato con flauto pastorale di Throttle, le progressioni art-rock con jam alla Allman Brothers di Floridian Towel, il boogie trippy e il ritornello epico di Sailing Sister) ma anche loro si affidano a melodie semplici e canticchiabili.
Sexteen (2006) è un concept sul sesso, con Sean Martin alla batteria. Contiene solo 20 delle 50 canzoni che avevano scritto sull'argomento. Il progetto non è solo divertente ma anche filosoficamente intrigante: il sesso è stato argomento di innumerevoli canzoni rock, ma quasi mai affrontato direttamente. Nell'era post-darwiniana, gli Home hanno deciso di affrontarlo per quello che è (l'atto del rapporto sessuale, in contrapposizione all'intero rituale di frequentazione, rottura, tradimento e così via che lo circonda). Non si tratta di un'esibizione e parodia della lussuria in stile Cramps, ma di una sorta di cinema-verità mentale sulla vita sessuale che, per la maggior parte dei giovani, è più che un semplice piacere.
Come dicono gli Home: "Il cazzo è attualmente la mia forma di espressione preferita" (Fucking). La musica è tutt'altro che monotona: ogni canzone è praticamente una creatura a sé stante, con stili che vanno dall'acid-rock al rock'n'roll al prog-rock.
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