- Dalla pagina sugli Hovercraft di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Gli Hovercraft sono un power trio di Seattle formato nel 1993 dalla bassista Beth Liebling (moglie di Eddie Vedder) che suona principalmente jam space-rock improvvisate nello stile degli Hawkwind. Lei e il tastierista/chitarrista/campionatore Ryan Campbell suonavano negli Space Helmet con i futuri membri dei Magnog.

Il singolo Zero Zero Zero One (Repellent, 1996) e le due lunghe jam sull'EP Hovercraft (Repellent, 1996), Stereo Specific Polymerization e Thixotropic, aggiungono abbastanza dissonanza e idiosincrasie da ridefinire il concetto di psichedelia.

Akathisia (Blast First, 1997) è un action painting eseguito da un acrobata epilettico. L'album contiene cinque lunghe composizioni. Quiet Room (15 minuti) è un paesaggio sonoro spettrale e industriale che fonde Interstellar Overdrive dei Pink Floyd e i vortici di chitarra di Glenn Branca, intervallando dissonanze galattiche con ripetizioni minimaliste, crescendo con deflagrazioni, arpeggi ipnotici con fughe vigorose.
La mini-sinfonia atonale Angular Momentum è il brano dell'album più vicino a Glenn Branca.
Il raga melodrammatico Haloparidol (dodici minuti) rievoca il calvario di Jim Morrison in The End, l'intrepido viaggio nel labirinto dell'anima, la nevrosi devastante, l'angoscia, il dilemma, il silenzio esoterico e l'orrore pietrificante.
Vagus Nerve è un po' troppo sciolto e amebico, mentre l'apocalisse dadaista finale di De-Orbit Burn (14 minuti) è una massima dimostrazione di rumori di chitarra, come i Sonic Youth che improvvisano con Red Crayola e King Crimson.
Gli Hovercraft si divertono a mettere in mostra le fibre nervose della musica basata sulla chitarra. Il chitarrista che si fa chiamare “Campbell 2000” è un genio folle, se mai ce ne fosse uno.


(Tradotto da Claudio Vespignani, modificato da Stefano Iardella)

Vagus Nerve / De-Orbit(Mute 1997) è un album di remix.

La giungla sonica si fa ancor più densa e selvaggia su Experiment Below (Blast First 1998), i cui tour de force mettono in mostra le qualità maligne delle cerimonie esoteriche e delle orge.
Atnhropod parte lentamente, con dei rumori androidi alla Chrome, poi si libra in volo con un decollo galattico, con una chitarra stile Sonic Youth, suonata freneticamente con tono metallico, per poi abbandonarsi ad un jamming sconnesso e pacifico; la chitarra crepita sopra la melodia condotta dal basso, e finalmente sfocia in un boogie spaziale ed energico.
Phantom Limb (dieci minuti) è di fatto una sinfonia di chitarre dissonanti. I toni metallici si scontrano con distorsioni laceranti. La ritmica invola verso stelle lontane e poi crolla in buchi neri.
Un’altra opera di 10 minuti, Transmitter down, utilizza rumori chitarristici come supporto al potere incendiario della batteria. Quando questa si ferma, la chitarra dissolve emettendo suoni subacquei.
Endoradiosonde si scuote con un vibrafono fantascientifico degno dei primi Pink Floyd, un mosaico di suspense sovrannaturale e progressioni ritmiche che sta ai confini con il mistico e il trascendentale.
La suspense si allenta lentamente in Wire Trace, in cui la musica viene ridotta a sgradevoli frequenze aliene che ronzano nel sottofondo, mentre un battito cardiaco solitario pompa sangue all’organismo. Il paesaggio desolato è popolato solo da ombre.
L'infernae finale di Epoxy è una stridente accozzaglia di riff e ritmiche che accelerano verso l’orbita. Ogni pezzo è un esperimento diverso di accoppiamento fra rumore e ritmo. La musica psichedelica, cosmica e d’avanguardia hanno trovato un nuovo punto d’incontro.


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