- Dalla pagina su Ice-T di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il rap della West Coast (che, formalmente, era nato con Gigolo Rapp di Michael “Disco Daddy” Khalfani e Larry “Captain Rapp” Glenn nel 1981, e che si concentrava principalmente nell'area metropolitana di Los Angeles) iniziò a competere con il rap della East Coast grazie a 6n' Da Mornin (1986) di Ice-T, vero nome Tracy Lauren Marrow (Newark, 1958), il primo singolo della West Coast a diventare popolare a livello nazionale (e forse il primo inno "gangsta-rap"), il suo primo album Rhyme Pays (1987), il singolo Colors e soprattutto il suo secondo album Power (1988), una galleria di strazianti ritratti della violenza del ghetto.
Per quanto possibile, The Iceberg/Freedom of Speech Just Watch What You Say (1989) fu ancor più conflittuale. Ma, più di ogni altra cosa, questo album segnò la nascita di un sound davvero originale della West Coast, emancipandolo ampiamente dagli stereotipi della East Coast.
Il doppio album Original Gangster (1991) completò il percorso verso un'estetica alla Ice-T, in contrapposizione a una mera ideologia. I racconti sono pensati per essere più maturi (anche se spesso sembrano meno potenti) e persino positivi, offrendo improvvisamente una versione molto meno violenta della vita del ghetto, ma le ambizioni limitate dei testi aiutarono a concentrarsi sulla musica. Body Count, un brano heavy metal contenuto in quell'album, divenne il titolo del suo progetto successivo: i Body Count, una band heavy metal che pubblicò Body Count (1991), Born Dead (1994) e Violent Demise (1997).
Per un uomo che si era sforzato di allontanarsi dagli stereotipi del rap, i Body Count rappresentavano di fatto una band che si abbandonava agli stereotipi dell'heavy metal in modo piuttosto goffo e infantile.
Gli album rap di Ice-T Home Invasion (1993), Return of the Real (1996) e 7th Deadly Sin (1999) non riuscirono a eguagliare la potenza del suo gangsta-rap degli esordi.
Dopo una lunga pausa, è tornato con Gangsta Rap (2006).
I Body Count sono tornati con Murder 4 Hire (2006), Manslaughter (2014), Bloodlust (2017), Carnivore (2020) e Merciless (2024).
Venne sempre più "distratto" dal cinema e dalla televisione, oltre che dal matrimonio (2002) con la modella Nicole “Coco” Austin.
Ha persino co-diretto e presentato la serie di documentari “Beyond Tough” per Discovery Channel.
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