- Dalla pagina sui Jawbox di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Jawbox furono uno dei gruppi piÃđ originali di hardcore degli anni 1990,
capaci di rimettere in discussione tutti i dogmi del genere e in particolare
della scuola di Washington.
I Jawbox vennero formati nel 1989 da Jay Robbins subito dopo lo scioglimento dei
Government Issue, con Kim Coletta al basso.
Il primo album, Grippe (Dischord, 1991), stende un ponte ideale fra
l'hardcore intellettuale (contorto, cervellotico, tenebroso) di
Nation Of Ulysses e
Fugazi e il punk-pop da classifica.
Freezerburn e Grip conservano la foga e l'angoscia
dell'hardcore; Impossible Figure e Ballast ne conservano il passo
galoppante, che, nel contesto di una bella melodia, diventa verve trascinante.
Grinta, passione, pathos: queste canzoni sono per gli anni '90 l'analogo
del "blue-collar rock" degli anni '80.
Le progressioni chitarristiche del powerpop affiorano in Something Must Break,
le cantilene grunge dei Nirvana permeano Green-Line Delayed,
le voluttuose acrobazie armoniche dei Led Zeppelin dinamitano Manatee Bound.
L'eclettismo ÃĻ impressionante e lo stile ÃĻ spesso un modello di equilibrio
fra tensione e melodia.
Novelty (Discord, 1992), con l'aggiunta del secondo chitarrista Bill
Barbot, ÃĻ ancor piÃđ radio-friendly, persino ispirato al grunge dei Nirvana
e al folk-pop degli REM.
E' qui che il tipico hardcore emotivo e nevrastenico di Washington
(frequentato ancora in Cutoff e Linkwork)
compie la definitiva metamorfosi fondendosi con le armonie vocali pop di
Dreamless e con il tintinnio folk-rock di Static.
Nel 1993, con la formazione stabilizzata dall'ingresso di Zachary Barochas alla batteria, quel programma viene consacrato dall'eccellente singolo Jackpot Plus e dall'EP di Savory (con il miglior assolo di Robbins).
L'album For Your Own Special Sweetheart (Atlantic, 1994) procede invece
controcorrente, aumentando la pesantenzza del sound invece che limarne
le asprezze. La concitazione ritmica, piÃđ che il ritornello orecchiabile,
definiscono l'identità di Ff=66 e LS/MFT.
Il passo di carica (un po' ska) di Breathe dà anzi il via alle bombe
hardrock (piÃđ che hardcore), con un riff poderosissimo in primo piano e
armonie vocali sullo sfondo, migliore di tutte la rocciosa e rauca
Jackpot Plus.
Fra le trame piÃđ originali si contano le scordature intellettuali di
Savory,
intrecciate a una sequenza di vocalizzi psichedelici,
e il velo di jazz nel loro Cruel Swing. L'insistenza sulla melodia per se
finisce invece per nauseare (come in Reel).
A rendere grande il disco ÃĻ soprattutto il modo in cui la chitarra
dissonante di Robbins armonizza con i ritmi travolgenti e le melodie
orecchiabili.
Il singolo Chinese Fork Tie (un vigoroso inno rap/funk sostenuto da una superba batteria sincopata e da una chitarra dissonante) ÃĻ il preludio all'album Jawbox (Atlantic, 1996), un lavoro formalmente impeccabile ma dal suono un po' freddo rispetto ai lavori precedenti, e chiaramente un compromesso con la musica commerciale. Livid impiega le dinamiche hard/soft dei Nirvana e una melodia epica/depressa. Il teso e frenetico psicodramma di Empire Of One e il funk-punk tribale di Won't Come Off sono le migliori esplosioni nello stile tradizionale dei Jawbox, alla pari di qualsiasi cosa abbiano fatto prima. Mirrorful ÃĻ l'unica traccia che sostiene l'attacco sperimentale di Chinese Fork Tie (anch'esso incluso nell'album) con un ipnotico strimpellare di chitarra che rivaleggia con i Sonic Youth. Quando funziona, la formula ÃĻ coinvolgente e di ampio respiro. Quando non funziona (troppo spesso), ÃĻ solo un riempitivo.
Sempre meno punk e sempre piÃđ mainstream, con questo album i Jawbox si sono affermati tra le stelle del finto alt-rock per le masse.
My Scrapbook of Fatal Accidents (DeSoto, 1998) ÃĻ una raccolta di rarità e cover.
Jay Robbins e Bill Barbot hanno formato in seguito i Burning Airlines, arruolando il veterano Peter Moffett (un altro ex-Government Issue) alla batteria.
Lâalbum Mission Control (DeSoto, 1999) offre una versione dei Jawbox piÃđ melodica. Meccano e Carnival (il singolo) sono brani potenti oltre che orecchiabili, e Crowned suona assolutamente folle come i Devo dâannata.
Con la partenza di Barbot, i Burning Airlines diventano lo show personale di Robbins.
Identikit (DeSoto, 2001) non apporta miglioramenti alla versione originale: Outside The Aviary e All Sincerity mostrano un poâ piÃđ di convinzione e furia, e il trio sa bene come essere allo stesso tempo spettacolare e dâatmosfera (Morricone Dance Hall, A Song With No Words, Identikit), ma il tutto risulta freddo e impersonale, come se Robbins avesse solo scritto un trattato su come fare un disco, senza averlo veramente registrato. Non sorprende allora che cosÃŽ tante canzoni scorrano via come riempitivi, nonostante siano tutte diverse e, ciascuna a suo modo, interessanti (Surgeon's House e Paper Crowns flirtano anche con il jazz). Eâ la passione che manca.
Jay Robbins ha formato i Channels, con sua moglie Janet Morgan.
Hanno debuttato con Waiting For The End Of the Next World (Dischord, 2006).
Robbins ha anche lanciato un altro progetto, The Office of Future Plans (2011), in cui il violoncello e le tastiere erano maggiormente presenti.
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