- Dalla pagina sui Jayhawks di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
In Minnesota, i Jayhawks, guidati dal cantante Mark Olson (1961) e dal chitarrista Gary Louris (1955), realizzarono un album ispirato a Neil Young e Gram Parsons, Hollywood Town Hall (1992), che incarnava l'ethos della popolazione urbana in cerca di candore rurale. Tomorrow The Green Grass (1995) segnò praticamente l'inizio di una nuova carriera, grazie ad arrangiamenti e armonie lussureggianti che ricordavano Fleetwood Mac e Crosby Stills Nash & Young.
Bio:
I Jayhawks di Mark Olson (sosia vocale e poetico di Gram Parsons) si misero
in luce nella Minneapolis dei Replacements, un'impresa non
facile. Il loro sound era il country-rock più elementare, con i contrappunti
discreti del chitarrista Gary Louris. Sul primo album
(per la Bunkhouse nel 1986) spicca The Liquor Store Came First, ballata
melanconica e nostalgica.
Ci vollero tre anni perchè uscisse il successivo Blue Earth (Twin Tone, 1989), che, tra l'altro, venne messo assieme prendendo i nastri di una serie di session più o meno casuali, senza la preparazione solitamente riservata a un disco. Nonostante ciò l'album si mantiene sui livelli del primo, anzi le storie "americane" di Olson (Two Angels, Martin's Song) suonano ancor più atmosferiche.
Hollywood Town Hall (Def American, 1992) è un po' l'Harvest di Olson e Louris, forte di sound nervoso ed elettrico e di armonie vocali alla Everly Brothers, e persino di ritmi sincopati alla Rolling Stones. Il lavoro è inferiore ai precedenti, ma i singoli Waiting For The Sun, Crowded In The Wings e Take Me With You (nonchè la riedizione di qualche brano del passato) fanno finalmente breccia nella stampa specializzata.
Il super-arrangiato
Tomorrow The Green Grass (American, 1995) è allora il loro
Crosby, Stills, Nash & Young.
Aumentato il potenziale con Karen Grotberg alle tastiere, che fornisce anche
la voce per duetti vocali alla Fleetwood Mac, il gruppo pennella ballate
atmosferiche com Nothing Left To Borrow e
See Him On The Street.
Il singolo Blue, impostando le sue progressioni melodiche
sugli acuti struggenti e sugli arrangiamenti orchestrali alla Elton John,
riflette più che altro un più spiccato talento commerciale.
D'altronde
quando il complesso tenta di fare la bar-band, si lascia prendere la mano
in brani troppo aggressivi come Real Light,
I'd Run Away e Ten Little Kids.
Meno legato ai loro modelli (Gram Parsons, Neil Young, Robbie Robertson),
il sound dei Jayhawks rivela tutti i suoi limiti: pochi ritornelli memorabili,
pochi accordi che evitino lo stereotipo, pochi testi che valgano la pena.
I pochi brani che hanno qualcosa da dire sono quelli nel solco della Band:
Miss Williams' Guitar, dedicata alla moglie di Olson,
e Red's Song, finalmente con il passo dei classici.
Alla fin fine queste sono soltanto canzoni molto lagnose.
Gary Louris e Marc Perlman suonano anche nei Golden Smog.
Sound of Lies (American, 1997) è un disco di Gary Louris, in quanto Olson se n'è andato. Lo stile cambia drasticamente: un pop introspettivo (Big Star), arrangiato con gusto (quasi psichedelica Poor Little Fish, orchestrale Dying On The Vine, guidata dal pianoforte It's Up To You), ma raramente passionale (The Man Who Loved Life, Think About It).
Smile (Columbia, 2000) è una pubblicazione leggermente più aggressiva di una band che probabilmente ha fatto il suo tempo. Come lasciano intendere il titolo dell'album e quello di una delle canzoni (si riferiscono esplicitamente ai Beach Boys), Smile e I'm Gonna Make You Love Me sono troppo oberati di lavoro per essere semplice pop. Baby Baby Baby dondola forte. Solo i duetti tra il leader Louris e il nuovo tastierista Jen Gunderman (What Led Me To This Town e A Break In The Clouds) si orientano verso il country alternativo.
L'ex frontman dei Jayhawks Mark Olson e sua moglie Victoria Williams hanno registrato diversi album di musica folk rustica sotto lo pseudonimo di The Original Harmony Ridge Creek Dippers (1997).
My Own Jo Ellen (Hightone, 2000) è, di fatto, il suo debutto come solista. Nostalgica e malinconica, la musica supera lo standard medio del country solo in Walking Though Nevada e soprattutto Letter From Africa (una vignetta etnica surreale), mentre Meeting in Lone Pine, Linda Lee e Ben Johnson's Creek indulgono negli stereotipi del genere.
Gary Louris continuò a guidare i Jayhawks verso il retro-pop, il Merseybeat e il folk-rock su Rainy Day Music (American, 2003), un album su doppio cd. La band aveva ormai perso il tastierista Jen Gunderman e il chitarrista Kraig Johnson, e si ridusse a Louris, al bassista Marc Perlman, al batterista Tim O'Reagan e al nuovo chitarrista Stephen McCarthy. Rispetto all'album precedente, questo è sicuramente meno pop. I punti di riferimento, invece, sono i Byrds (Stumbling Through the Dark) e i Crosby Stills & Nash (Madman). Tuttavia, Louris raggiunge un senso più credibile di indipendenza estetica con il dolce valzer di Will I See You in Heaven e la tenera serenata di Angelyne.
Blue Earth (Ryko, 2003) raccoglie alcuni demo dei Jayhawks.
Il cantante originale dei Jayhawks, Mark Olson, suonò negli Original Harmony Ridge Creek Dippers con sua moglie Victoria Williams, e poi lanciò la sua carriera da solista come un tranquillo bardo country-pop con The Salvation Blues (Hacktone, 2007).
Nel frattempo, Vagabonds (2008) di Gary Louris è stato un viaggio mediocre attraverso la psiche della nazione e le varie sfaccettature del roots-rock.
Ready For The Flood (New West, 2009) è stata una collaborazione mediocre tra Mark Olson e Gary Louris.
Lo spartano album solista di Olson, Many Colored Kite (2010), ha ricostruito una routine selvaggiamente abusata, le confessioni di autocelebrazione da camera da letto dell'artista solitario.
Music From The North County: The Jayhawks Anthology (American, 2009) è una retrospettiva della carriera.
La formazione originale si è riunita per il mediocre Mockingbird Time (2011).
Olson lasciò definitivamente la band che tuttavia rimase attiva ed ebbe modo di pubblicare Paging Mr. Proust (2016), Back Roads and Abandoned Motels (2018) e XOXO (2020).
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