- Dalla pagina sui Juno di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

I Juno sono un gruppo di Seattle che annovera la cantante Arlie Carstens e tre chitarre. I singoli Venus On Ninth (Subpop, 1997) e Magnified And Reduced By Inches (Jade Tree, 1997) hanno introdotto dei creativi discepoli del post-hardcore dei Fugazi, ma l'album This is the Way It Goes And Goes And Goes (Desoto, 1999) ha aggiunto una nuova dimensione alla loro personalità, incorporando forti elementi di post-rock e shoegazing. Persino i brani hardcore (Rodeo Programmers, All Your Friends Are Comedians) sono spigolosi e aperti, nella migliore tradizione degli Unwound. I più ambiziosi Leave A Clean Camp And A Dead Fire e January Arms rasentano il progressive-rock, mentre A Listening Ear e The Sea Looked Like Lead sono inni di emozioni spasmodiche intrappolate in arrangiamenti di chitarra lussureggianti e trancey.

L'ampio A Future Lived in Past Tense (DeSoto, 2001) potrebbe aver esagerato un po', ma il sound è comunque una miscela unica di violenza e meditazione, di impulsi barbarici ed estasi zen. La parte strumentale guidata dalle tastiere non detta affatto il tono. E ogni singola traccia che segue è fuorviante quanto l'ouverture. Quando esplodono You Are the Beautiful Conductor of This Orchestra e Covered with Hair, la band è pronta a sfornare brani complessi e mutevoli come Help is On The Way e The Trail Of Your Blood In The Snow. E quando questi brani sono terminati, l'album sprofonda nella palude dei lunghi The French Letter e We Slept in Rented Rooms. E quando questi sembrano andare incontro a un crollo nervoso, i nove minuti spoken word di Things Gone and Things Still Here sembrano mettere da parte la musica.
In un certo senso, il titolo più rappresentativo è Killing It in a Quiet Way (6:51).


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