- Dalla pagina sui Live Human di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Live Human di San Francisco, un trio strumentale composto dai giradischi di Carlos Aguilera (alias DJ Quest), dal basso di Andrew Kushin e dalle percussioni di Albert Mathias), suonavano musica improvvisata che univa hip hop e jazz. Inoltre, una tecnica di campionamento dal vivo reinventava continuamente le loro composizioni durante le esibizioni.
L'arte graffiante di Aguiler funge da fulcro per Live Human Featuring DJ Quest (Cosmic, 1997), un'innovativa miscela di noise-jazz, hip hop cubista e funk dislocato.
Tre di questi brani sono riemersi nell'EP Improvisessions (Fatcat, 1997), in particolare Alien Church Gospel, una delle loro composizioni più innovative.
Il trio estende il suo metodo su Monostereosis (Fatcat, 1999) per incorporare musica da camera (Fancy), latin-jazz (One For D) e raga (Grasshopper). Gli esperimenti sonori di Quest si abbinano alle masturbazioni chitarristiche di Jimi Hendrix e ai monologhi al sassofono di Anthony Braxton.
Elefish Jellyphant (Matador, 2000) è forse un'opera più eclettica, in quanto spazia dal funk all'ambient ed è meno incentrata sull'hip hop.
Bullet Proof Space Travelers (Built to Last, 2001) è stata una collaborazione tra DJ Quest e altri DJ.
Dopo gli spettacolari Live (COD, 2002) e Breakseven (Cosmic, 2004), i Live Human sono rimasti in letargo per oltre un decennio.
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