- Dalla pagina sui Madder Rose di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
I Madder Rose erano una band stranamente schizofrenica che si affidava al contrasto/attrito (piuttosto che all'amalgama/fusione) tra la chitarra abrasiva di Billy Cote e la dolce voce di Mary Lorson. Bring It Down (1993) e Panic On (1994) erano opere poetiche e idilliache il cui umore oscillava tra canti autunnali e tormentati rocker. Si convertirono al trip-hop con Tragic Magic (1997) e seppero reinventarsi con il surreale melange stilistico di Hello June Fool (1999).
Bio:
Ai Codeine, ma anche agli Hugo Largo e ai Cowboy Junkies, nonchè ai
Blake Babies e ai 10,000 Maniacs si sono ispirati i Madder Rose, formati nel 1991 a Los Angeles da Mary Lorson (al canto) e Billy Coté (alla chitarra).
Il singolo Swim fece epoca, con un riff da capogiro.
L'album Bring It Down (Seed, 1993) presenta però, accanto alle dolci cantilene di While Away, Razor Pilot e soprattutto Lights Go Down, che trasudano un senso di solitudine notturna e di vento d'autunno, anche dei potenti rock and roll, come il singolo Beautiful John e soprattutto Lay Down Low, forti di assoli chitarristici degni del rock sudista. L'incantevole strumentale Pocket Fulla Medicine e la surreale serenata di Sugarsweet coronano un'opera fra le più poetiche dell'anno. Swim è il singolo.
Il successivo Panic On (Atlantic, 1994) è trascinato dal pop frizzante di Drop A Bomb, ma il panorama morale del disco è meglio definito dalle litanie da cocktail lounge di Car Song e Panic On: una crisi esistenziale senza speranza. Sleep Forever e Ultra Anxiety innestano altri ritornelli pop su schemi appena più contorti e aggressivi, in linea con il leitmotiv dell'angoscia. Il solenne je accuse di Black Eye Town, la dolcissima What Holly Sees, il bisbiglio da brivido di When You Smile, che richiama alla mente i Velvet Underground e Nico, e il finale di incubo di Mad Dog suggellano un'opera che, nonostante le musiche siano più brillanti e nonostante la varieta' di toni e stili, è cupissima.
Tragic Magic (Atlantic, 1997) li avvicina al trip-hop (My Star, Real Feel) e ai Mazzy Star (Hung Up In You, ma con infiniti elementi di disturbo, dal raga-rock (Delight's Pool) all'hip hop (Peter And Victor), dal garage-rock (Scenes From Sterbright) alla ballad (Float To The Top).
Hello June Fool (Thirsty Ear, 1999) è al tempo stesso un disco pacato
e rilassato, adagiato in un solare umore esistenziale, e un disco di
audace sperimentazione sulla struttura e sull'arrangiamento della canzone rock.
Sul fronte tradizionale spiccano ballate come Train
(una delicata cantilena folk cullata da un lieve fuzz di chitarra),
Feels Like Summer
(reminescente dell'acid-rock degli hippie e del folk-rock dei Walkabouts),
Fade
(atmosfera noir, cadenza sincopata, contralto folk)
e la nevrotica fuga country psichedelica che chiude il disco all'insegna di
un twang metafisico alla Chris Isaak e di un bolero alla Jefferson Airplane,
Dark Rain.
Sono ballate stralunate, dilatate in tutte le direzioni dai suoni meno terrestri
della chitarra e propulse da un battito sempre solenne.
Sul fronte futurista Coté e Larson lambiscono grandezze cosmiche in
Overflow, un funk psichedelico a ritmo afro-caraibico
(che ha appreso la lezione degli Stone Roses)
con continue metamorfosi d'arrangiamento,
Something
versione piu` soffice e melodiosa della stessa idea
(wah-wah, organo soul, jingle jangle),
Goodbye June Fool
(schitarrate abrasive e assordanti da shoegazer) e
Should Have Known
(melodia bisbigliata alla Mazzy Star, violino folk, progressione quasi raga).
Il capolavoro del disco, e forse della loro carriera, è comunque
Hotel,
una melodia epica su una cadenza marziale, un riff monumentale di chitarra che
lacera l'armonia e carillon delizioso di pianola che spunta nel ritornello.
Coté ha trovato una maturità eccezionalmente equilibrata, capace di innestare
sulle vetuste strutture della ballata folk un impianto quasi futurista di
effetti elettronici e ritmi ballabili. Come chitarrista, ha coniato uno degli
stili meno "personali" di sempre, nel senso che sa sfruttare un po' tutte
le tecniche, dal wah-wah al raga, dal riff di heavy metal alla distorsione
psichedelica, dal "picking" di country all'accordo blues.
Dopo lo scioglimento dei Madder Rose Mary Lorson ha formato i Saint Low (Thirsty Ear, 2000), con Coté alla chitarra, mentre lo stesso Coté ha formato i Jazz Cannon, che hanno debuttato con Amateur Soul Surgery (Function 8, 2000).
Tricks For Dawn (Spinart, 2002), di Mary Lorson & Saint Low, raccoglieva una serie ancor più inquietante di ballate jazz per pianoforte e inni pop-soul, rendendo Lorson una seria candidata a prendere il posto di Joni Mitchell e Laura Nyro.
E' stato seguito da Realistic (2006).
Coté e Lorson hanno pubblicato anche l'album strumentale Piano Creeps (2003).
I Madder Rose si sono riformati nel 2015 e hanno pubblicato To Be Beautiful (Trome, 2019) e No One Gets Hurt Ever (2023).
- Torna alla pagina sui Madder Rose di Piero Scaruffi -