- Dalla pagina sui Matmos di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Massimiliano Osini con Davide Carrozza)

I Matmos sono un duo di San Francisco (Drew Daniel, veterano della scena rock del Kentucky, e Martin Schmidt, compositore e artista d'avanguardia) la cui elettronica si estende al campionamento di oggetti non musicali (le cosiddette incisioni sul campo). Le lunghe composizioni di Matmos (Vague Terrain, 1997) coniugano immagini diverse a livelli diversi. Allo stadio superiore la musica dei Matmos riecheggia gli esperimenti compiuti da Tod Dockstader durante gli anni '60, soprattutto nell'uso caotico di sibili amelodici e negli urli di cieca esplorazione elettronica. Ad un livello inferiore si stendono le permutazioni ritmiche dei Can, le armonie fluttuanti dei Can, le dilatazioni compositive dei Can. A un livello intermedio si materializza il fantasma della musica concreta di Pierre Henry. It Seems è composto completamente da campionamenti di voci recitate, attentamente sezionate, assemblate e sequenziate, tanto che potrebbe essere definito come una sinfonia di termiti. Lunaire erige un'atmosfera malinconica dallo sferragliare meccanico di un robot, i sibili di Nugent Sand creano un'ansia metafisica mentre Schluss dipinge un astratto panorama cosmico. Electric Things #5 e Verber assomigliano più a sinfonie industriali e poemi elettronici del genere che Edgar Varese avrebbe composto con l'ausilio della tecnologia moderna. I 18 minuti di And Silver Light Popped In His Eyes sono l'incursione più esplicita nel regno delle percussioni: all'inizio il battito è tribale, raddoppia in velocità durante un forsennato crescendo accoppiandosi con voci campionate e si conclude in un frenetico baccanale reggae-samba.

Quasi-Objects (Vague Terrain, 1997) è un lavoro ancor più sofisticato nel quale i Matmos focalizzano l'attenzione sull'aspetto tecnico (in questo caso, virtuoso) dei suoni processati. L'enfasi si pone su pezzi astratti come Cloth Mother/Wire Mother, mentre Schwitt Urs è un esperimento sulla voce umana che fa tesoro delle lezioni di Joan La Barbara e di altri compositori d'avanguardia. The Purple Island è composta completamente da suoni provenienti dal corpo umano.

I Matmos hanno anche inciso colonne sonore di film porno e partecipato in veste di ospiti alla realizzazione di Armadillidium Vulgare (Vinyl Communications, 1998) di Iao Core.

The West (Deluxe, 1999), il terzo album dei Matmos, sembra un disco di country & western strumentale suonato dalle macchine, oppure suonato da Pierre Henry (il pioniere della musica concreta). A differenza del loro primo album, questa volta i Matmos armeggiano con strumenti tradizionali, ma la definizione del suono è molto più profonda. I Matmos alzano la posta con gli otto minuti del denso magma di Last Delicious Cigarette (David Pajo alla chitarra e Kris Force al violino e alla viola), una sonata industriale per androidi e catena di montaggio che acquisisce lentamente una struttura melodica solo per essere distrutta e ricominciare con una raffica di droni dissonanti per violino su una pulsazione alla Steve Reich, i pattern ripetitivi del quale riaffiorano nel minimalismo dei dieci minuti di Sun On 5 At 152 (chitarra, violoncello, batteria, telefono, violino), sebbene il pattern scorra in maniera apparentemente casuale. Alla fine, suona come un blues mescolato con droni raga. L'apice è rappresentato dalla title-track di 21 minuti (chitarra, batteria, voce), una composizione in più parti che accentua la tipica sintetizzazione di testi e loop percussivi. Benché il duo si valga della collaborazione di musicisti ospiti (membri di Aerial M, Tortoise, Acetone, For Carnation, Cul De Sac, ecc.), alla fine ripiega su strategie computerizzate per la definizione della propria personale electronica. In qualche modo, la qualità "umana" di quei contributi traspira attraverso il denso insieme dell'"arrangiamento" digitale. Il pezzo inizia dove il precedente termina: uno sferzante pattern blues. Poi cambia rapidamente in un battito drum'n'bass sincopato, nel quale si infiltrano subito riverberi dub. Quando questo frammento muore, il silenzio si popola di note di chitarra lente ed amorfe, che si disintegrano nello spazio siderale. Alla fine torna il ritmo, in maniera sdolcinata ma esuberante, costretto da riff chitarristici frammentati e droni aspri. L'ultimo segmento è puro rumore digitale da videogame. Questo pezzo in continua mutazione manca di identità musicale e unità narrativa. Sembra più una dimostrazione delle capacità tecniche del gruppo, piuttosto che un artefatto musicale. La breve Tonight, The End è forse il pezzo più musicale, un'improvvisazione be-bop deformata (tromba, tuba, chitarra, basso, batteria) che cresce fuori controllo.

I Matmos si mettono in evidenza anche in due progetti collaterali: Full on Night, con i Rachel's e Transfer, col produttore venezuelano Kid-606 (al secolo Michael Trost Depedro) e lo schizzato produttore techno LSR (Jay Lesser).

L'EP California Rhinoplasty (Matador, 2001) contiene alcuni remix e la title-track che fa da apripista per l'album.

A differenza degli album precendenti che esploravano l'intera gamma di collage sonori, A Chance To Cut Is A Chance To Cure (Matador, 2001) si basa solamente su un'unica fonte: suoni campionati in un ospedale, includendo la respirazione dei pazienti durante operazioni chirurgiche, le vibrazioni di un cranio umano e il flusso di sangue nella vena giugulare. Lipostudio si rivela quindi come un duetto per grasso umano e clarinetto. Eppure, le emozioni si perdono attraverso i crepitii digitali. Lipostudio è anzitutto una jam fluida di sincopi funky-jazz, battiti hip-hop e tastiere iterative, con una coda lounge-blueseggiante (un pezzo di conversazione, un gallo che canta, droni di sitar, un'andatura lenta). Il disturbante drone all'inizio di Lasik è un'operazione chirurgica laser-oculare, un po' troppo letterale. D'altra parte, Ur Tchun Tan Tse Qi è un balletto grottesco di bolle elettroniche e ritmi sintetici che sposa Pere Ubu, la techno e la jug-band. Ma For Felix e Memento Mori sembrano requiem alle vittime della medicina: un passamano di droni funerei, angoscianti e dissonanti, come un bluesman solitario che suona l'armonica nella notte; e (nella seconda) tenebre pulsanti, una visione terrificante di vermi che rosicchiano la carne in decomposizione, che producono ancora una volta un ritmo quasi blues. La contagiosa marcia sincopata di Spondee e la melodia giocosa ed effervescente di California Rhinoplasty trasportano questa musica concreta medica in una sala da ballo. I Matmos, principali terroristi elettronici del loro tempo, dopo aver dominato la tecnica, stanno ora cominciando a suonare musica romantica.

Wide Open Spaces è il documento ad edizione limitata di una performance dal vivo con luminari dell'avanguardia di San Francisco.

Con lo pseudonimo Soft Pink Truth, Drew Daniel ha registrato album solisti che rivisitano e decostruiscono la house: Do You Party (Dr Rockit, 2003) e Do You Want New Wave (Soundslike, 2004).


(Tradotto da Paolo Latini con Davide Carrozza)

I Matmos partecipano anche al progetto Disc, una collaborazione con Kid 606 e Jay Lesser.
2xCD (Vinyl Communications, 1997), Gaijin (Vinyl Communications, 1998) e Transfer (Vinyl Communications, 2000) sono lavori radicali di (rispettivamente) cacofonia scientifica (usando cd rotti o difettosi come strumenti), sampling sarcastico e revisionismo di genere.

Live (Vague Terrain, 2002) è una collaborazione con Jay Lesser.

The Civil War (Matador, 2003) è, in gran parte, un viaggio surreale tra gli stili musicali del passato. Tessendo insieme canti irlandesi, musica scozzese per cornamusa, fiere medioevali, musica per bambini e fanfare militari (e in particolare i suoni degli strumenti acustici usati per eseguire tutto ciò), i Matmos "remixano" la storia degli Stati Uniti d'America e dei suoi progenitori. In un certo senso, è il seguito di The West. Il miglior episodio è forse Reconstruction, con Keith Fullterton Whitman (noto come Hrvatski) all'elettronica vintage, che si apre su una ritmica gioviale, mentre Y.T.T.E. è una novelty che giustappone un ritmo jump-blues e chitarre acid-rock, e The Struggle Against Unreality Begins presenta "il suono del sangue nell'arteria della carotide di Schmidt". Questo tipo di "folk-rock digitale" non basta per sostenere la lunghezza di un intero album. Pezzi astratti come Pelt and Holler sono già più tipici degli esperimenti ritmici e delle tecniche di mixing dei Matmos, ma lontani dall'essere rivoluzionari. Riguardo agli ospiti, molti contributi sembrano provenire da Mark Lightcap degli Acetone, che ha suonato tuba, corno, banjo e chitarre.

Fondamentalmente, il mini-album Rat Relocation Program (Locust, 2004) è semplicemente una fregatura, o uno scherzo, nel migliore dei casi. Ma se veramente bisogna scrivere una recensione su qualcosa che non ha niente a che vedere con l'arte, l'album consiste di due tracce: la registrazione di un topo in trappola e la manipolazione dance-oriented dei Matmos di una fonte così curiosa.


(Tradotto da Davide Carrozza, modificato da Stefano Iardella)

The Rose Has Teeth In The Mouth Of A Beast (Matador, 2006) consta di dieci "ritratti sonori" in una specie di tributo a delle icone omosessuali. Con quest'album continua la tendenza dei Matmos a "usare" la musica elettronica come mezzo di comunicazione (in opposizione al suono per amor del suono). è diverso dagli album precedenti perché strumenti e voce sono più prominenti (in opposizione all'usare principalmente suoni trovati). Stavolta c'è anche un elemento satirico grazie al quale alcuni collage dance riecheggiano i Residents. Introdotto da motivi agita-anche e neoclassici e con una tempesta nucleare a far da epilogo, Snails And Lasers For Patricia Highsmith è la costruzione più intrigante, seguita dalla caotica esplorazione della musica classica in Banquet For King Ludwig II Of Bavaria. Perlopiù, Matmos dimostrano un'inclinazione al remix/collage di musica dance: Steam and Sequins for Larry Levan, Public Sex for Boyd McDonald e Germs Burn For Darby Crash. Talvolta pretenzioso (Solo Buttons for Joe Meek equivale a una banale rivisitazione di stereotipi degli anni '60, una matricola universitaria potrebbe concepire la musica concreta dei 14 minuti di Rag For William S. Burroughs per macchina da scrivere e fanfara folk) e spesso inutile (Semen Song For James Bidgood divaga, Tract For Valerie Solanas è solo una parata casuale di sumori, e così via), non è certamente l'opera migliore dei Matmos. Non ha il fascino e l'ingenuità di A Chance To Cut Is A Chance To Cure.

For Alan Turing (2006) contiene musica commissionata dall'istituto di ricerca sulle scienze matematiche: Enigma Machine for Alan Turing, che presenta la storica macchina “Enigma”, un vortice bachiano di segnali digitali che si trasforma in una (frenetica) sonata per pianoforte; gli otto minuti di Messages from the Unseen World, con Keith Fullerton Whitman al sintetizzatore e David Tibet che recita i testi scritti da Alan Turing sulle cartoline inviate a un amico prima del suo suicidio, ognuna delle quali era intitolata “Messaggi dal mondo invisibile”; e Cockles and Mussels, che suona come un'allegra danza medievale (Clodagh Simonds alla voce, Mark Lightcap alla chitarra acustica e Blevin Blectum al violino).

Supreme Balloon (Matador, 2008), eseguito interamente al sintetizzatore, senza campioni, contiene i 24 minuti di Supreme Balloon. All'inizio, questa suite sembra un aggiornamento di A Rainbow in Curved Air di Terry Riley (pattern melodici ripetuti che si sovrappongono, si intersecano, si danno la caccia e creano un crescendo cromatico). Dopo due minuti di scarabocchi inutili, torna la pulsazione e la tela tonale multitraccia riprende con un tono più esuberante. Ma gli ultimi nove minuti sono, di fatto, un poema elettronico più astratto che ha poco a che fare con ciò che l'ha preceduto. Gli altri pezzi sono irrilevanti. La novelty cha-cha elettronica Rainbow Flag porta a pensare che i Matmos vogliano pagar tributo al synth-pop quando in realtà ne fanno solo una parodia con grotteschi balletti dadaisti come Polychords e Mister Mouth. Tutto sommato, quest'album non è originale né ispirato. Soltanto molto furbo.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Treasure State (2010) è stata una collaborazione mediocre con l'ensemble di percussioni dei So Percussion (Josh Quillen, Adam Sliwinski, Jason Treuting, Lawson White).

Matmos ha anche formato i Simultaneous Quodlibet (2010) con i compagni musicisti (informatici) Wobbly (Jon Leidecker) e J Lesser (Jason Doerck).

Matmos ha anche remixato due quartetti del compositore Jefferson Friedman in Quartets (2011).

Su The Marriage Of True Minds (Thrill Jockey, 2013) i Matmos hanno avuto un'altra idea folle, implementata in un periodo di quattro anni: comporre musica basandosi su ciò che alcune persone hanno risposto quando è stato detto che il duo dei Matmos aveva inviato loro messaggi telepatici; il metodo "aleatorico" di Cage è stato ulteriormente diluito e randomizzato. Il risultato è sorprendentemente user-friendly nel caso di You, che suona come una litania al pianoforte alla Laurie Anderson che si trasforma persino in musica da ballo orgiastica. Gli otto minuti dello stridente e demoniaco voodobilly di E.S.P. terminano con un'improbabile jam rock e un canto comico. Se la martellante Tunnel è un ottimo esempio di musica dance industriale e la danza ipnotica per voci operistiche manipolate di Very Large Green Triangles è moderatamente originale, l'ambient house Teen Paranormal Romance è più banale che eccentrica, e ovviamente non è difficile generare un drone sibilante di due minuti come Ross Transcript. Se fosse stato un EP di tre canzoni, sarebbe stata una chicca.

Il mini-album At Chalkwell Park (2019) raccoglie la musica originariamente composta per un'app per smartphone del 2015 concepita per guidare una passeggiata nell'omonimo parco attraverso registrazioni sul campo manipolate del suo ambiente, arricchite con strumenti musicali tradizionali.

I Matmos si sono avvalsi dell'aiuto di Dan Deacon, degli Horse Lords (Max Eilbacher e Sam Haberman), Jason Willett degli Half Japanese e Duncan Moore dei Needle Gun per il pezzo da 38 minuti di Ultimate Care II (2016), composto interamente dai suoni della loro lavatrice, registrato nel seminterrato della loro casa a Baltimora. Il pezzo inizia come una forma di audio-verité, con il suono dell'acqua che entra nella macchina e la rotazione ritmica del tamburo della macchina, ma quel movimento viene presto manipolato per diventare una sorta di implacabile ritmo africano. Questo si disintegra in sei minuti e poi ci ritroviamo con una terra desolata di segnali radio caotici e creature radioattive in cerca di cibo. Un rombo mette a tacere il paesaggio e il ritmo africano della macchina ritorna, sempre più forte. Quando il tono cambia, inizia a sembrare una danza rituale di un branco di scimmie selvagge. Una pioggia di sibilanti droni elettronici riporta il ritmo su un tono più morbido. A otto minuti dalla fine, il ritmo della macchina diventa un battito di tamburo metallico, e poi altri meccanismi della macchina vengono rivelati in un'orgia di rumore di un orologio che evoca l'immagine di un dj sudato che suona acrobaticamente con il suo giradischi. Questo potrebbe essere il loro capolavoro. Ultimate Care II rivela l'anima della macchina.

Plastic Anniversary (2019) è un concept sulla plastica, eseguito principalmente su materiali plastici comuni (e con l'aiuto del batterista Greg Saunier dei Deerhoof). Si è celebrato anche il 25° anniversario del matrimonio dei membri dei Matmos. L'album contiene composizioni relativamente brevi che appartengono al loro lato giocoso, alla Frank Zappa, gag come The Crying Pill (con kazoo e strumenti in ottone), Collapse Of The Fourth Kingdom (per fischietti e percussioni di plastica assortite) e Fanfare For Polyethylene Waste Containers(con bidoni della spazzatura e corni). I suoni più sofisticati si trovano nella sonota celestiale Interior With Billiard Balls & Synthetic Fat, e quelli più virulenti nella danza industriale di Thermoplastic Riot Shield. Il tutto si svolge in una festosa atmosfera carnevalesca.

Lo stupido esercizio di tre ore di The Consuming Flame (2020) è stato costruito con il contributo di 99 musicisti, ciascuno limitato a un ritmo di 99 battiti al minuto. I collage risultanti sono stati divisi in tre dischi: A Donut in the Sky di 57 minuti, On the Team di 60 minuti e Extraterrestrial Masters di 61 minuti. Nella migliore delle ipotesi alcuni frammenti suonano come i momenti più clownesci dei Residents, ma senza gli elementi concettuali e satirici che li rendevano interessanti. I frammenti funk e jazz di On the Team sono quelli più musicali, ma qualsiasi dilettante che abbia familiarità con quegli stili potrebbe fare lo stesso. L'enorme muro di rumore che apre Extraterrestrial Masters è semplicemente una vecchia strategia per nascondere la scarsità di idee. Naturalmente in tre ore si possono sempre trovare almeno dieci minuti che valga la pena ascoltare. Qualsiasi musicista poco ispirato può generare casualmente tre ore di musica e fare affidamento sulla statistica per produrre qualche minuto di suoni interessanti.

Daniel ha resuscitato il soprannome Soft Pink Truth per la parodia black-metal Why Do the Heathen Rage? (2014), sottotitolato “profanazioni elettroniche dei classici del black metal”.
Why Pay More? (2015), originariamente concepito per una performance dal vivo nel 2009, è stato assemblato da ricerche casuali sulla piattaforma YouTube.
Soft Pink Truth avvolge techno minimale e microhouse in paesaggi sonori celestiali su Shall We Go on Sinning So That Grace May Increase? (2020) ma il risultato è quello di una musica senza vigore.


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