- Dalla pagina sui Monster Magnet di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
I Monster Magnet, guidati dai chitarristi David Wyndorf e John McBain, hanno ideato una folle variante dello space rock degli Hawkwind in Spine Of God (1991). Il suono sembrava quasi una parodia dello stoner rock (che sarebbe stato presto definito tale), ma in realtà si fece più pesante in Superjudge (1993), sebbene nelle sue vene scorresse il sangue soul-blues di Jimi Hendrix. Questi bagni catartici di distorsioni chitarristiche si dissolsero nel pesante arrangiamento (mellotron, archi, sitar) di Dopes To Infinity (1995) e nel suono grunge più convenzionale di Powertrip (1998).
Bio:
John Paul McBain cominciò nei ranghi della Skinhead Nation, una formazione
punk di New York, ma presto prese le distanze dal movimento e formò con amici
i Dog Of Mystery e The Smoking Pets. Cominciò a scrivere materiale originale
negli Airport 75 (Tim Cronin al canto, David Wyndorf alla chitarra e lui al
basso), stanziati a Red Bank, una tipica cittadina
di provincia del New Jersey.
Lizard Johnny è di quel periodo.
La sigla Monster Magnet nacque a partire da Freak Shop USA (1989).
Le due canzoni formarono il loro primo singolo.
Murder/ Tractor (Caroline, 1990) fu il secondo.
Wyndorf (anche lui veterano punk, ex Shrapnel) e McBain si ispirarono fin dall'inizio alle jam acido-cosmiche degli anni '70, Hawkwind in particolare, andando controcorrente rispetto ai trend in corso con le loro esibizioni logorroiche. L'unico reperto di tali jam giunto su vinile e' la sterminata Tab sull'EP omonimo del 1991 (per la Glitterhouse). Soltanto su cassetta uscirono Forget About Life (Cool Beans, 1989) e I'm High (Cool Beans, 1990), sulle quali peraltro figurano jam estese come Needle Freak e Lizard Johnny.
I primi cavalli di battaglia sono raccolti nelle registrazioni del 1990, ovvero i singoli Freak Shop USA (Circuit) e Murder/Tractor (Primo Scree) e il mini-album omonimo (per la Glitterhouse) con Lizard Johnny, Snake Dance, Nod Scene. Qui i virgulti danno saggi di rock potente e chiassoso, di un heavymetal talmente rozzo e sgraziato da far pensare all'estinzione del genere.
Spine Of God (Primo Scree, 1991) è l'album che li consacra nei panni di eredi del rock psichedelico e rinnovatori dell'heavy metal. Da un lato mantra come Pill Shovel e Ozium si librano solenni su nuvole di improvvisazioni chitarristiche, dall'altro hard-rock melodici come Black Mastermind sfoderano granitici riff e sincopi marziali prima di degenerare in lunghe code alla Hawkwind. Con il suo alternarsi di gemiti spaziali e di jamming roccioso, Spine Of God rappresenta l'ideale fusione dei due stili. Tracce di impeto hardcore in Medicine e Snake Dance testimoniano della prossimità geografica con quelle tribù, ma Wyndorf ha già spiccato il volo verso altri lidi.
Dopo l'EP Evil (Glitterhouse), Ed Mundell subentra al posto di McBain.
L'album Superjudge (A&M, 1993) aumenta la pesantezza del sound.
Il punto di partenza è spesso la musica di Jimi Hendrix: tanto
l'atmosferica title-track, la sua litania soul-blues e la sua cadenza ipnotica
(con una distorsione in primo piano a fungere da vibrazione cosmica),
quanto Cyclops Revolution, il suo contrasto fra addolorato blues acustico
e solenni super-distorsioni (con un grido lacerante che sembra uscire da
profondità infernali), sono sangue di Are You Experienced.
E da fonti non molto distanti scaturisce il vigoroso bluesrock sincopato
di Twin Earth, Evil e Face Down.
Tutto è coperto da montagne di distorsioni e urlato a
squarciagola, i marchi di fabbrica dei Monster Magnet.
Ma è anche una musica sempre trascinante, sia nel canto magniloquente e
nel tribalismo martellante di Elephant Bell, sia negli effetti spaziali e
nei riff turbinosi di Dinosaur Vacume,
culminando negli otto minuti di sarabanda extra-galattica di Brainstorm,
propulsi a rotta di collo da una variante febbricitante dei riff piu' pesanti
dei Black Sabbath.
Con questo disco culmina il periodo della "mente": la musica dei Monster
Magnet è un fatto ancora molto mentale, anche se da tutti i brani comincia
a trasudare quella "corporalità" che prenderà il sopravvento.
I primi dischi dei Monster Magnet sono dei bagni catartici nelle distorsioni delle chitarre, quelli successivi saranno ginnastiche nel rumore d'assieme.
Dopes To Infinity (A&M, 1995) è soltanto apparentemente un album degli
Hawkwind: gli arrangiamenti più densi (registrazione a 48 tracce) ed eclettici
(sitar, mellotron, organo) ne fanno in realtà tutt'altro.
I Control sa più di grunge che di Hawkwind.
Wyndorf ha messo insieme un gruppo di professionisti di tutto riguardo
(Ed Mundell alla chitarra, Joe Calandra al basso e Jon Kleiman alla batteria)
e sta pilotando il sound verso le classifiche di vendita.
L'hard-rock maestoso della title-track lascia pensare che potrebbero ambire
ad essere considerati degni eredi degli ZZ Top presso legioni di camionisti
del profondo Sud.
Non a caso i brani peggiori sono quelli logorroici e dispersivi nel suo stile
psichedelico (come Third Alternative), mentre i migliori sono quasi tutti
ancorati a melodie orecchiabili e celano quasi tutti una citazione al rock
classico: in Negasonic Teenage Warhead ci sono tracce di Brave Ulysses dei
Cream; Look To Your Orb For The Warning ha il passo solenne e il mellotron
misterioso dei primi King Crimson; Dead Christmas prende qualcosa dal
ritmo di Venus degli Shocking Blue; King Of Mars rallenta ad arte la
Iron Man dei Black Sabbath...
Dopo aver lasciato i Monster Magnet, McBain ha formato i Wellwater Conspiracy.
La parabola verso un sound più fisico che mentale
viene completata da Powertrip (A&M, 1998), per il quale il
gruppo si avvale di una produzione smagliante. Dave Wyndorf è al culmine dei
propri mezzi vocali, un ruggente "shouter" nella tradizione del rhythm and
blues, ed è ben coadiuvata dalla chitarra "pesantissima" e agilissima di
Ed Mundell.
Crop Circle apre nella maniera tellurica e anarchica che fu degli MC5,
e altrettanto sfacelo fa più avanti Tractor. Il fantasma più vivido
è quello degli Stooges, dei quali i Monster Magnet replicano l'epica
1970 nella title-track. Echi di Asheton e Iggy Pop ritornano quasi in
ogni brano, fino a sublimarsi nel garage-rock di gran classe di
19 Witches, cullato da un ritmo tribale e da chitarre galattiche, a due
passi dagli incubi degli Amon Duul.
Il singolo, Space Lord, è una power-ballad che omaggia Kiss (quei riff ciclopici) e Aerosmith (quel chiasso sguaiato).
Il grunge un po' triviale di Bummer (sette minuti di stereotipi)
è redento dalla tensione drammatica di Baby Gotterdamerung e dalla
allucinazione horror di Goliath And The Vampire, i due brani più
sperimentali.
C'è spazio persino per un delirio demoniaco contrappuntato dall'organo,
See You In Hell, una splendida revisione dei codici apocalittici dei
Doors.
Abbandonate le pose psichedeliche (talvolta stucchevoli), i Monster Magnet
sono pervenuti a un sound compatto, maschio e adulto, che rappresenta il
nuovo standard di riferimento nell'era del dopo-grunge.
L'album li catapulta anche nelle classifiche di vendita.
Intanto Mundell ha formato gli Atomic Bitchwax.
Monster Magnet non sono mai stati grandi compositori, ma dei buoni musicisti si.
Caratterizzati da una interpretazione quasi religiosa dell'hard-rock e dell'acid-rock, crearono
una nuova forma di arte al di fuori degli stereotopi di questi generi musicali.
Non erano gli stereotipi ad avere importanza, ma il modo quasi spirituale in cui Wyndorf e soci li interpretavano.
Ciò che rimane su God Says No (A&M, 2000) sono gli stereotipi. Melt Heads Explode e Kiss of The Scorpion sono abbastanza commerciali da replicare il successo di Powertrip. La psichedelia banale di Cry e le ballate senili di Queen Of You e God Says No potranno sedurre qualche membro clinicamente frustrato delle giovani generazioni, ma non inganneranno nessuno che c'era quando suonavano la "cosa vera".
I Monster Magnet sono tornati con Monolithic Baby! (SPV, 2004): stesse buffonate, stessa musica.
Wyndorf è stato l'ultimo dei membri originali nell'ancor più terribile 4-Way Diablo (2007).
Almeno Mastermind (Napalm, 2010) conteneva una feroce Hallucination Bomb.
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