- Dalla pagina su Nas di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il rapper newyorkese Nas (Nasir Jones), che aveva debuttato in Live At The Barbeque (1991) di Main Source, ha ringiovanito la scena di strada con Illmatic (1994) che contiene narrazioni classiche come NY State Of Mind e The World Is Yours. Questo album non ha cambiato l'hip-hop ma ÃĻ una rappresentazione fenomenale della quintessenza dell'hip-hop dei primi anni '90, grazie non solo ai testi vividi di Nas ma anche a un cast di produttori emergenti che includeva William "Large Professor" Mitchell dei Main Source, Jonathan "Q-Tip" Davis di A Tribe Called Quest, Peter "Pete Rock" Phillips e Christopher "DJ Premier" Martin di Gang Starr.
Nas abbandonÃē rapidamente le strade in favore del mainstream con It Was Written (1996), poco originale e poco ispirato, sulla scia del "rap mafioso" che era di moda all'epoca, prodotto da nomi di alto profilo come Trackmasters (Jean-Claude "Poke " Olivier e Samuel "Tone" Barnes), I Am (1999) e Nastradamus (1999), forse il punto piÃđ basso della sua carriera.
Stillmatic (2001) fece finta di ritornare alle sue radici, ma fu certamente un ritorno sorprendente (almeno One Mic lo ÃĻ), ma God's Son (2002), contenente Get Down, il doppio album Street's Disciple (2004), Hip Hop Is Dead (2006) e Untitled (2008) hanno mostrato lâesatto contrario.
Ironicamente, parte del suo miglior materiale post-Illmatic ÃĻ apparso in una raccolta di avanzi, The Lost Tapes (2002).
Life is Good (2012), una deviazione stilistica, ha continuato a deludere nonostante due numeri prodotti da Dion "No ID" Wilson di fama comune (Loco-Motive e A Queens Story), e il piÃđ ambizioso The Don, prodotto da Dwight "Heavy D" Myers poco prima della sua morte.
Dopo una pausa di sei anni, Nas ÃĻ tornato con il breve NASIR (2018) di 26 minuti, prodotto dalla superstar dell'hip-hop Kanye West, ma sia i testi sia la produzione erano di second'ordine, e i testi erano a volte inquietanti (i ridicoli sette minuti di sfogo anti-vaxx Everything). The Lost Tapes 2 (2019) ÃĻ stato piÃđ che deludente.
King's Disease (2020) contiene Blue Benz ma anche molti testi imbarazzanti e ritmi trap generici. King's Disease II (2021), prodotto molto meglio da Chauncey "Hit-Boy" Hollis, ha segnato un ritorno alla forma dopo un lungo periodo di delusioni, con canzoni come Death Row East (degna di Illmatic), Nobody (con una bellissima strofa di Lauryn Hill) e Moments (un'elegante esibizione di jazz-hop). La resurrezione artistica di Nas ha avuto seguito con Magic (2021), sempre grazie ai ritmi soul e jazz boom-bap di Hit-Boy. Contiene almeno tre classici di Nas: Speechless, Meet Joe Black e Wave Gods (con la partecipazione anche di Dj Premier).
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