- Dalla pagina su Joan Osborne di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Joan Osborne (Kentucky, 1962) appartiene alla stessa generazione di interpreti femminili alternative come Ani DiFranco e Tori Amos.
Originaria del Kentucky, Osborne divenne un punto fermo del movimento anti-folk di New York, come documentato dalla registrazione dal vivo Soul Show (Womanly Lips, 1991).
Osborne aveva un'ossessione per Janis Joplin (vedi on of a Preacher Man) ma mostrava già delle abilità alla Carole King in Crazy Baby e Match Burn Twice.
L'album conteneva anche le prime versioni di Fingerprints, 4 Camels, Get Up Jack, che mappavano un territorio condiviso sia con Melissa Etheridge che con Sheryl Crow.
Blue Million Miles (Womanly Hips, 1993) ÃĻ un EP di tre brani: His Eyes are a Blue Million Miles, Billie Listens e What You Gonna Do.
Early Recordings (1996) riassume queste registrazioni.
Relish (BMG, 1995) e l'album di debutto che la trasformÃē in un fenomeno improvviso. Le canzoni erano per lo piÃđ arrangiate e suonate da turnisti veterani (il chitarrista Eric Bazilian degli Hooters, il bassista Mark Egan, il tastierista Rob Hyman, il batterista Andy Kravitz).
One Of Us, St. Teresa, Right Hand Man (che cita Captain Beefheart) e Spider Web sono composizioni mature e sofisticate, quasi blues (e quasi sacre) che ricordano Carole King e Joni Mitchell.
Nonostante il grande successo di One Of Us, Osborne impiegÃē cinque anni per realizzare un nuovo album, Righteous Love (Interscope, 2000). Sia la cantante che la cantautrice che erano in lei erano cambiate in modo abbastanza drammatico, la prima assorbendo il fraseggio di Nusrat Fateh Ali Khan, e la seconda adattando il suo blues alle tradizioni orientali e celtiche. Canzoni come Running Out of Time (condito con il sitar), Safety in Numbers, Grand Illusion, If I Was Your Man suonano come inni spirituali anche se affondano le radici nelle esperienze quotidiane delle donne.
Il talento di Osborne per il rhythm and blues e/o le ballate pop ÃĻ intatto su Angel Face, Righteous Love, Hurricane e Baby Love, ma il suo cuore sembra essere volato verso Oriente mentre lei si sta ancora sforzando di cantare per un pubblico occidentale.
How Sweet It Is (Compendia, 2002) ÃĻ un album di cover.
- Torna alla pagina su Joan Osborne di Piero Scaruffi -