- Dalla pagina su Theo Parrish di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il DJ e produttore di Detroit Theo Parrish (1972) si è unito agli affollati ranghi della deep house (un ibrido di house, jazz, funk e soul) con dozzine di EP e singoli, in particolare il singolo insensatamente propulsivo Took Me All The Way Back (1997), l'EP Moonlight Music & You (1997), che contiene i dodici minuti di Music, dal ritmo contorto, e Moonlite, di otto minuti, dal ritmo frenetico, il singolo Smile (1997), l'EP Musical Metaphors (1997), che contiene i dodici minuti di Carpet People Don't Drink Steak Soda, l'EP Roots Revisited (1998), con gli undici minuti afro-poliritmici di Dan Ryan, probabilmente l'apice di questo periodo, e l'EP Pieces Of A Paradox (1998), che contiene il più aggressivo Ebonics di undici minuti e la novità comica di dodici minuti Dusty Cabinets.

L'esteso First Floor (Peacefrog, 1998) rappresentava una dimostrazione del potenziale eclettismo del genere. First Floor Metaphor (9:36) fonde un pianoforte che ricorda il soul orchestrale, un loop elettronico onirico, sporadiche linee di iperbasso e un loop di voci spezzettate. Il metodo di Parrish prende chiaramente in prestito dalla tecnica ripetitiva dei minimalisti e questo non è mai più evidente che nelle pulsazioni di sassofono e pianoforte di Love Is War For Miles (9:01). Uno dei trucchi più eleganti ha luogo in Electric Alleycat (10:01), nell'intersezione di un carillon di pianoforte e di una sincope funk che porta a una formidabile poliritmia prima di decadere in una malinconica jam funk-jazz. Un iperbasso rimbombante e un charleston oscillante coesistono in Paradise Architects (6:02) su un motivo ondulato di pianoforte. Il virtuoso dj fa quello che vuole con il ritmo ciarlatano di Dark Patterns (11:07), non solo allungandolo ma anche affogandolo in un'atmosfera triste. Il ritmo spazia dall'aggraziato, leggermente orientato al lounge Heal Yourself And Move (10:17) all'esuberante propulsione quasi charleston di Sweet Sticky (7:15).

L'EP Overyohead (1999) contiene Overyohead di 13 minuti e Dance of the Drunken Drums di nove minuti, liquida, piena di suspense e jazz.

Parallel Dimensions (Sound Signature, 2000) si apre con un pezzo (So Now What) che sfrutta il suono del jazz da big band, e più tardi Summertime is Here (un singolo del 1999) si abbandona a romantiche melodie di sassofono e cantilena senza parole, ma il resto si espande ben oltre gli scampoli del jazz, e in particolare verso il terzo mondo. Anansies Dance esalta un ritmo afro-caraibico con effetti vocali (un collage di campionamenti vocali sezionati) fino a quando non vengono sostituiti da un motivo di pianoforte in stile Dollar Brand. C'è meno grandiosità in questo album e più sottigliezza. L'ondulazione elettronica simile al respiro e le percussioni africane di Serengeti Echoes sono intersecate da una folla di frammenti vocali. Violet Green sposa la timida ripetizione minimalista del primo album con le percussioni africane. C'è anche l'estasi più convenzionale di Reaction To Plastic.

Sound Signature Sounds (2000) è una compilation che contiene una versione di 13 minuti di Ebonics. Il suo Vol 2 (2012) contiene I Can Take It (16:36), Suns Of Osiris (7:06), Rain For Jimmy (9:07), Capritarious (7:42), Dirt Rhodes (7:01), Instant Insanity (12:10) e Timeislafinacharunninout (10:29).

Nel frattempo, Parrish era anche un membro del progetto di Detroit 3 Chairs con Kenny "Moodymann" Dixon e Rick Wilhite. Hanno pubblicato l'EP Three Chairs (1998), che contiene Rain For Jimmy di Parrish (la cosa più vicina a una melodia pop che abbia mai fatto), e il full album Three Chairs 3 (2004), con i 17 minuti di Blackbone Waltz e i 13 minuti di Dance of Nubia. Spectrum (2009) è una retrospettiva dei 3 Chairs.

Il singolo I Can Take It (2001) mostrava poco più che voci soul. Gli undici minuti di Suns Of Osiris, tratto dall'EP Location Of Lost Colors (2001), sono un altro pezzo che fonde pattern minimalisti e fiati jazz. Il singolo Instant Insanity (2001) campiona Inner City Blues di Marvin Gaye e intreccia testimonianze degli attacchi terroristici dell'11 settembre di quell'anno. L'EP Natural Aspirations (2003) contiene le suite Friendly Children, un remix di La Lambada con bambini che cantano il ritornello, e l'industrial Timeislafinacharunninout, che prima confina con la musica concreta e poi approfondisce un'orgia percussiva con voci pop. L'esuberante singolo Capritarious #7 (2005), con tastiere jazz, e il singolo You Forgot/ Dirt Rhodes (2008) furono relativamente minori, ma nel complesso questi anni, tra il secondo e il terzo album, rappresentarono un picco di creatività.

Il triplo EP Sound Sculptures Volume 1 (Sound Signature, 2007) è entrato audacemente nel territorio del jazz e del soul con la fantasia Galactic Ancestors, la cui melodia jazz è introdotta a metà dalle tastiere, il lamento soul Second Chances, la ballata da fiaccolata Soul Control, ma era l'esatto contrario di "creativo". Il monotono Synthetic Flemm era emblematico della scarsità di idee. (La versione in CD è completamente diversa, quasi un album di remix con materiale inedito).

Decisamente meglio è stato il doppio disco American Intelligence (Sound Signature, 2014), altro esilarante vortice di strategie percussive, dall'onirica e ipnotica Drive (10:50), nonostante il ritmo isterico, alla marziale e androide Life Spice (7: 35), dall'orgia funk e jazz di Tympanic Warfare (9:36) al tapping acrobatico di Fallen Funk (9:58), dall'iper-jazzy Helmut Lampshade (8:44) all'infernale disco-soul Be In Yo Self (13:07). Ma metà dell'album è occupata da brani ridondanti e monotoni.

Sound Signature Sounds (2000) è una compilation che contiene una versione da tredici minuti di Ebonics.

Il suo Vol 2 (2012) contiene I Can Take It (16:36), Suns Of Osiris (7:06), Rain For Jimmy (9:07), Capritarious (7:42), Dirt Rhodes (7:01), Instant Insanity (12:10) e Timeislafinacharunninout (10:29).


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