- Dalla pagina sulla Photon Band di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Apples In Stereo e compagni hanno fatto scuola e una nuova generazione di complessi pop sta prendendo il sopravvento. Abbandonate del tutto le furie del punk-rock, questi gruppi ripartono dai grandi artigiani degli anni '60.
La Photon Band di Art DiFuria (già nei Vibrolux di Brother J.T.) si distingue perchè, sull'album d'esordio All Young In The Soul (Darla, 1998), prende lo spunto non dai maestri dell'armonia (Brian Wilson, Alex Chilton e così via) ma dai maestri del riff, ovvero Kinks e Who.
Anything For You ha le tempeste ritmiche degli Who, i fendenti di chitarra dei Kinks e gli orientalismi stordenti dei primi Pink Floyd. Il trio non lesina anzi grandinate di rock and roll del più scorbutico, senza paura di imitare i Rolling Stones più chiassosi in 9 Of Dreams. DiFuria sembra soprattutto dotato nel campo dell'arrangiamento psichedelico, ovvero della baraonda armonica, dell'effetto eccentrico, della schitarrata cosmica, della cadenza marziale.
E' l'arrangiamento infatti a trasformare le melodie sempre languide (e un po' monocordi) di 10,000 Buckets Of Rain e 23 Old & Tired (quasi un omaggio a John Lennon) in piccole gemme d'epoca.
Ed è per effetto degli arrangiamenti, della dinamica, delle iperboli sonore che il gioco si complica e trascende il ricalco: 2:37 am stende una ragnatela di controtempi di batteria e di singhiozzi di chitarra, e Free è un nobile volo lisergico intriso di raga-rock e di jam dei Grateful Dead. Che DiFuria non sia solamente un musicista psichedelico ma un musicologo a tutto raggio lo si intuisce dalla sua capacità di calarsi anche nei panni del folksinger del Greenwich Village dei primi anni '60, quando pennella una serenata sottotono alla Bob Dylan come Crabapple Annie e una superba ballata folk come Comin' Round The Bend. Questo disco, al tempo stesso vario e unitario, rivela non soltanto un nuovo campione del revival ma anche e soprattutto un nuovo modo, più creativo, di fare del revival.


(Tradotto e integrato da Stefano Iardella)

Su Oh The Sweet Sweet Changes (Darla, 2000) il loro sound era diventato ancor più melodico, purtroppo sacrificando le loro capacità di arrangiamento, come se fosse iniziata la corsa per creare qualcosa di ancor più banale del Brit-pop.

Own ESP Driven Scene (2000) raccoglie singoli e rarità, tra cui Here Come Some Changes.

I due album successivi erano fondamentalmente degli album solisti (e per lo più acustici) di Art DiFuria: Alone On The Moon (2001) e It's a Lonely Planet (2003).

Il primo album ad annoverare la vera band fu Back Down To Earth (2007), un lavoro leggermente più psichedelico.

Dal 2010 DiFuria ha una cattedra di Storia dell'Arte presso il College of Art and Design di Savannah (Georgia).


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