- Dalla pagina su Poe di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Anne Decatur "Poe" Danielewski (New York, 1968) fonde il tono da chanteuse in night club fumoso di
Rickie Lee Jones con il decadente stile confessionale di Liz Phair sull'album
Hello (Atlantic, 1995), al tempo stesso prendendo in prestito le sonoritÃ
delle ultime mode.
Il rap indolente, erotico e psicotico, che scava fra le note di Hello e
Trigger Happy Jack fagocita
le cadenze sincopate dell'hip hop, i riff graziati dell'hard-rock alternativo,
i contrappunti vellutati dell'acid-jazz e gli arrangiamenti a base di
campionamenti dell'avanguardia industriale. Lo stile trionfa nella
ballad fatale di Angry Johnny, quando l'arsenale sonoro finisce per esaltare
le liriche. Su quella falsariga, attraverso melodie sempre piÃđ raffinate e
testi sempre piÃđ personali, Poe perviene al sonnambulo pop-jazz di
Fingertips e Junkie.
Momenti di pathos piÃđ autentico emergono comunque dalle canzoni spartane e
acustiche, come Fly Away.
L'album ÃĻ stato realizzato con la collaborazione di otto scrittori di canzoni
e tre produttori.
Haunted (Atlantic, 2000) segna un netto miglioramento rispetto all'album di debutto, poichÃĐ le composizioni registrate in casa sono composte per campionamento vocale, drum machine e tastiere elettroniche, con lo stile di Beck e l'indifferenza dei Guided By Voices. Sono un intrigante (anche se fallito) esperimento di scrittura di canzoni d'avanguardia.
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