- Dalla pagina sui Rake di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

I Rake, formati da Bill Kellum (titolare della VHF), provengono da Fairfax, in Virginia, e appartengono alla florida scuola del progressive-rock. Con il singolo Cow Song/ My Fish Died (L Records, 1990), l'EP Motorcycle Shoes/ Look at Rocks, My Miserable Existence/ The Center (VHF, 1991), la cassetta The Day I Remembered Seeing Ice (Sweet Portable Junket, 1992) e il singolo Subterranean Marijuana Garden/ USTV (VHF, 1992) si imposero fra le band più creative della scena di Washington.

Rake Is My Co-Pilot (VHF, 1994) contiene soltanto due lunghe improvvisazioni, Thin the Herd e Motorcycle Shoes, dominate da un chitarrista jazz che ha ascoltato John McLaughlin fino alla nausea e da un tastierista che predilige il Moog. Un'aberrazione di Albert Ayler e Borbetomagus.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il singolo Squelch/ Phrase Text Slur (Fourth Dimension, 1995) anticipò l'album su doppio CD The Art Ensemble Of Rake/ Tell-Tale Moog (VHF, 1995), con Justin Chearno dei Pitchblend. Il suono è ancora più avventuroso, colmando il divario tra God Is My Co-pilot, Half Japanese e Boredoms.
Il primo CD contiene quattro lunghe suite. Klang Co (20 minuti) inizia con una ripetizione minimalista che presto duetta con tamburi tonanti e distorsioni selvagge di chitarra. Dopo circa nove minuti, il ritmo decade e un caotico turbinio di suoni sparsi e senza volto (in particolare Moog e sassofono) pone fine alla musica.
Remote Sensing (13 minuti) inizia con una terrificante esplosione di jamming ma il baccanale perde rapidamente slancio e lascia dietro di sé una scoria nucleare fatta di Moog gorgoglianti, dissonanze perforanti e duri errori di chitarra. Rimuovi qualsiasi elemento melodico dalla musica di Albert Ayler e dell'Art Ensemble of Chicago e aggiungi un'indifferenza sub-psichedelica verso l'armonia.
Helio-Moog (23 minuti) si apre con una batteria caotica e strimpelli nervosi di chitarra, mentre il basso canta una melodia jazz. Qualsiasi parvenza di struttura implode presto tra pulsazioni galattiche e maestose distorsioni, come se Sun Ra e Jimi Hendrix stessero pregando insieme. Il dialogo tra gli strumenti è degno di nota perché non specula affatto sui timbri (che sono quasi sempre sgradevoli) ma si concentra sull'interplay, che esibisce tutte le nevrosi della musica post-punk.
La musica dei Quadrablenders è meno movimentata, più oscura, spettrale e quasi ambient, un gradito sollievo dalla tensione dei pezzi precedenti.
Il secondo album contiene 75 brevi brani, la cui demenza raggiunge livelli inquietanti; un collage selvaggio di miniature sonore astratte che raramente si fondono nelle canzoni. Il 4° è un capolavoro del punk-rock, l'11° e il 21° sono capolavori della chitarra d'avanguardia, il 55° e i successivi sono space-rock al suo meglio, il 64° e i successivi sono psichedelia gotica/ambient, il 73° e i successivi sono le conclusioni infantili di tutta questa grande assurdità.
Un genio del tutto inutile, così come avrebbe amato Dada.

I debiti stilistici dei Rake nei confronti dei Pink Floyd, Jimi Hendrix, Mahavishnu Orchestra e Can sono evidenti anche in Intelligence Agent, noto anche come G-Man (Squealer, 1996). Ma i Rake uniscono anche la psichedelia e il rock progressivo con il math-rock degli Slint e con il noise giapponese.
In PunkRock Glo una jam di percussioni frenetiche e dissonanze di chitarra si deteriora in un silenzio inquietante ed esplosioni di rumori spogli. La dinamica è di per sé intrigante, ma soprattutto i rumori procedono in una sorta di scia galattica e sono distorti da una sorta di allucinazione. Lo spazio vuoto si popola di una moltitudine di esseri alieni drogati ma, da lontano, si percepisce solo una polvere stranamente rotante.
Lo spettro di Hendrix viene invocato ancora una volta in Chair Throwing Incident (una traccia di 20 minuti), un rituale maniacale di batteria pulsante e chitarra distorta che lentamente si deteriora e alla fine porta a cigolii e ronzii casuali della chitarra che evocano visioni di esplosioni e radiazioni cosmiche. Questo caos si evolve lentamente in un drone quasi orchestrale, lento e straziante, con le chitarre che gemono languidamente i loro feedback come violini, per comporre l'equivalente d'avanguardia di un adagio barocco. L'ultimo minuto della suite è un terribile buco nero dove ogni suono scompare con un senso di morte e devastazione. Qui i Rake attuano una teoria che prende in prestito in egual misura dai primi Pink Floyd, dala pittura surrealista e dal futurismo di Marinetti.
Se gli Hawkwind esploravano il lato rock della psichedelia, i Rake ne esplorano invece il lato sperimentale e quello rumoroso.
Infine, un riff rock appare a metà del caos infernale di B.D.B. Postscript.drv, un sabbah valpurgico trafitto da urla dolorose e sospinto da tamburi panzer. L'energia demoniaca viene trasferita nei successivi 12 minuti di Filter Touch, che inizialmente ricorda i baccanali degli Amon Duul ma, dopo un surreale intermezzo di jam di chitarra blues-jazz, si occupa di un solenne space-rock, quasi religioso, tipo mantra, in stile Hawkwind.
Dopo tre tracce di droni in forma libera, la nona traccia di 12 minuti, Eric Blood Axe Rules OK, ritorna al formato rock, anche se con riff e martellamenti molto più rumorosi, di livello panzer.
La prima metà dell'album, in particolare, è un capolavoro. Mostra una combinazione in forma eccezionale con una visione formidabile di un nuovo genere di musica.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Il doppio CD Fighting 2 Quarters and A Nickle (VHF, 1998) e l'album Resume The Cosmos (Camera Obscura, 1998), influenzato dalla musica Indiana e forte di un arsenale di strumenti (compresi alcuni casalinghi), inflazionano un po' la discografia.


(Tradotto da Stefano Iardella)

I From Quagmire sono la cantante e chitarrista Dorothy Geller, il violinista James Wolf e il chitarrista Vincent Van Go-Gogh (dei Rake), e nessuna sezione ritmica: un trio "art-folk" che si concentra sulla dinamica e sull'interazione piuttosto che sul portare una accordare e batterne il tempo.
The Tropic Of Barren (VHF, 2001) è una raccolta di "madrigali industriali", cioè di canzoni tenere, delicate, calme (e molto lunghe) che sfruttano uno sfondo di dissonanze oscuro, infido e criptico. Suite Of Windmill And Sycamore è l'enunciazione più eterea delle loro idee. Tropic Of Barren è allo stesso tempo più duro e più operistico di Brecht (come una versione sussurrata degli Art Bears).
Suite Of Atoms and Media è un esercizio di contrasto: rumori perforanti e chitarra acustica delicatamente strimpellata, voci fiabesche e contorto contrappunto di violino. Sebbene più breve, Fragment of Watching è la jam astratta (tutte le sfumature e i colori) che potrebbe funzionare come manifesto per tutti gli altri.

Caught In Unknowing (2002) e Habitats In The Wound (VHF, 2005) dei From Quagmire erano meno vibranti e più seri, incentrati più ovviamente sulla personalità di Dorothy Geller.


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