- Dalla pagina sui Rock*A*Teens di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Rock*A*Teens (da non confondersi con i Rock'A'Teens degli anni '50) sono un gruppo di Atlanta (Georgia) che ha raccolto i resti di alcune
formazioni locali (Opal Foxx Quartet, Dirt e
Jody Grind) attorno a
Kelly Hogan dei Jody Grind.
L'album di debutto,
Rock'A'Teens (Daemon, 1996), sfoggiava ben tre
chitarristi (Justin Hughes e Chris Lopez dell'Opal Foxx Quartet gli altri due)
e proponeva uno sporco e psicotico blues-rock da garage
(Picks Her Teeth, HingHangHung).
Cry (Daemon, 1997) diede una dimensione più matura al loro sound, con gli attacchi selvaggi di Rockabilly Ghetto, Your Heart Or Your Life e Cry Crybaby, che nei momenti migliori sembrano brani dei Gun Club. Brani come I Am Forgetting, Nightmare e Never Really Had It si spingono oltre gli stereotipi del garage-rock, azzannando il twang di Duan Eddy, il rockabilly, il surf e la prima psichedelia con la delicatezza di un vampiro.
Dopo l'EP Turn On The Waterworks (Merge), il gruppo, che ha nel
frattempo ha perso Hogan, torna con
Baby A Little Rain Must Fall (Merge, 1998)
all'insegna di un sound più tradizionale.
Teen Muscle Teen Hustle è un garage-rock che riparte dalle marcette degli
anni Sessanta, e il lento I Could've Just Died rigurgita di Santo & Johnny e
di tanti altri suoni del decennio spensierato.
Il trio predilige i toni patetici della ballad esistenziale
(Don't Destroy This Night su tutte), ma forse Lopez è un cantante davvero
un po' troppo approssimativo per questo genere.
Lopez aveva comunque impresso una svolta determinante al gruppo.
Lasciandosi alle spalle il loro crudo passato voodoobilly, i Rock*A*Teens adottarono un'orchestrazione maestosa e melodie melodrammatiche per supportare le vignette realistiche di Lopez sulla vita suburbana, con una preferenza per storie di disadattati ambientate a ritmi da valzer.
Golden Time (Merge, 1999) contiene un altro gioiello del revival degli anni '50 (Little Caesar On A Bicycle), ma il centro di massa è la ballata metafisica alla Nick Cave (In The Woods Of Hemlock Park, Black Metal Stars). Lopez è un cantante e chitarrista mediocre, ma probabilmente un bravo cantautore. Sfortunatamente, quando si concentra su ciò che sa fare meglio, non sembra trovare il formato giusto. Quando è serio, la musica è noiosa. Quando la musica è emozionante come nei primi album, non riesce a raccontare una storia decente.
Sweet Bird Of Youth (Merge, 2000) è più o meno la stessa cosa, con If I Wanted To Be Famous a intrattenere con la sua vivace energia rock and roll e I Hope You Never See Me Like This a indulgere nel solito melodramma di Lopez. Le chitarre chiassose, le voci disfunzionali e le tastiere stonate e riverberate sono spesso la grazia salvifica della band (Betwixt Or Between).
Because It Feel Good (Bloodshot, 2001) di Kelly Hogan è principalmente una dimostrazione della sua voce. Il materiale è quasi tutto cover, anche se arrangiate con gusto. Peccato, perché la sua No Bobby Don't oscura tutto il resto.
Dopo essersi sciolti nel 2002 si sono riformari dodici anni dopo, nel 2014, e quattro anni dopo hanno pubblicato Sixth House (2018).
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