- Dalla pagina sui Sidewinders di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Sidewinders erano una band dell'Arizona che, con l'album di debutto Cuacha (Sam Jacinto, 1987), esordì proponendo un mix revivalista di garage-blues e folk-rock.
Quel sound iniziò a concretizzarsi in Witchdoctor (Mammoth, 1989). I tratti blues, folk e pop dei loro brani orecchiabili, il tenore macho di David Slutes e la chitarra nevrotica di Richard Hopkins posizionarono la band a metà strada tra i connazionali Green On Red e i Gin Blossoms, e occasionalmente si avvicinarono al pathos domestico di Tom Petty.
Auntie Ramos' Pool Hall (Mammoth, 1990) sviluppa le stesse premesse, sebbene con un approccio più incisivo (Doesn't Anyone Believe).
Costretti per motivi legali a cambiare nome, i Sidewinders divennero i Sand Rubies.
Il primo album con il nuovo pseudonimo, Sand Rubies (Atlas, 1993), non altera di molto il delicato roots-rock dei Sidewinders (Guns In The Churchyard devia verso un country poetico). La band si sciolse dopo l'EP Goodbye (Atlas, 1993).
Rich Hopkins iniziò una prolifica ma poco entusiasmante carriera da solista.
Personality Crisis (Houses In Motion, 1992), con la partecipazione di diversi cantanti, fu seguito da Mumblypeg (Brake Out, 1993), attribuito agli Underbelly.
Dirt Town (Brake Out, 1994) e Dumpster Of Love (San Jacinto, 1995) mostrarono ovunque la sua ossessione per Neil Young.
La versione acustica strumentale di Paraguay (San Jacinto, 1995) era una buona idea, ma non completamente sviluppata.
- Torna alla pagina sui Sidewinders di Piero Scaruffi -