- Dalla pagina sugli Skeleton Keys di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Il cantante e bassista Erik Sanko ha dato vita ai Fertile Crescent per suonare una musica meno cerebrale di quella che suonava con i Lounge Lizards.
Fertile Crescent (Knitting Factory, 1992) ÃĻ una raccolta di canzoncine pop oblique, piene di intriganti espedienti sonori.
Sanko ha poi formato gli Skeleton Key con il batterista Stephen Calhoon, il percussionista junk Rick Lee e la chitarra atonale di Chris Maxwell.
Gli EP In My Mind/ Human Pincushion/ Watch The Fat Man Swing (Dedicated, 1995) e Nod Off (Motel, 1996) affinano la visione di Sanko dell'avant-pop: ritornelli orecchiabili, ma impostati su armonie non convenzionali. L'album Skeleton Key (Motet, 1996), ristampato come Fantastic Spikes Through Balloon (Capitol, 1997), ÃĻ un meraviglioso album pop senza senso, ispirato da artisti (non pop) come Captain Beefheart e Tom Waits (il blues Nod Off e il funky All The Things I've Lost), capace sia di canzoncine orecchiabili (World's Most Famous Undertaker) sia di ballate piene di sentimento (Watch The Fat Man Swing).
Il bassista veterano Erik Sanko ha lanciato una carriera solista lungo le stesse coordinate degli Skeleton Key con Past Imperfect Present Tense (Jetset, 2001). Sanko si abbandona a melodie sognanti e surreali alla Robert Wyatt, scrivendo adorabili canzoncine come While You Were Out, That Train, The Perfect Flaw.
Obtainium (Ipecac, 2002) degli Skeleton Key, con il nuovo batterista Colin Brooks, ÃĻ un'altra esuberante raccolta che spazia dai Pere Ubu (Sawdust) a Tom Waits (Roost in Peace, The Barker of the Dupes), dal viscerale rock'n'roll (King Know It All, One Way My Way, Panic Bullets) fino a tenere ninne nanne pop (Say Goodnight).
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