- Dalla pagina sui Slint di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
In breve:
Gli Slint, formati dal chitarrista Brian McMahan dei Squirrel Bait e composti anche dal batterista Britt Walford, dal bassista Ethan Buckler e dal chitarrista David Pajo, rappresentarono un importante cambiamento di rotta musicale: erano più intimidatori che entusiasmanti.
La musica prevalentemente strumentale di Tweez (1989) manteneva la tensione e la nevrosi dell'hardcore, ma perdeva la passione e la logica narrativa. Era musica "inutile". Era un buco nero stilistico che risucchiò la storia del rock, in cui la storia del rock virtualmente finiva. Non era esattamente acid rock, sebbene si abbandonasse a un simile approccio in forma libera, non era progressive rock, sebbene mostrasse la stessa posizione intellettuale, non era heavy metal, sebbene si basasse su un lavoro di chitarra energico, non era free jazz o musica classica d'avanguardia, sebbene condividesse con essi una propensione per strutture innovative.
Spiderland (1991) era persino più astratto. I suoi zigzag armonici attraverso tempi irregolari, melodie frammentate e contrappunti dissonanti erano disorientanti come note scarabocchiate in una lingua sconosciuta. Passaggi insipidi e moribondi venivano inondati da improvvise ondate di suono, o meglio, dato il tono glaciale delle jam session della band, la quiete artica veniva scossa dallo schianto degli iceberg nell'oceano. L'intero album si snodava in modo disorganico, pur conservando uno strano senso di unità. Suonava come il flusso di coscienza di un matematico intento a risolvere un difficile teorema.
Bio:
Gli Slint furono uno dei complessi più influenti della loro epoca.
Con loro nacque l'idea di una musica che conservava la tensione e le nevrosi
dell'hardcore ma che aveva perso del tutto non solo la sua passione ma anche
un qualsiasi cenno di logica narrativa. Quelli dei brani degli Slint erano
suoni fini a se stessi, suoni nè eleganti nè cerebrali nè manieristici:
semplicemente suoni. Il gruppo suonava come un gruppo di musica rock, ma
senza che venisse rispettato uno solo dei dogmi del rock (eccetto la
strumentazione). Non era cantato, non era cadenzato, non era centrato su
una melodia. Era un buco nero in cui cadevano i "segni" del rock, in cui
idealmente finiva la storia della musica rock.
Ennesimo ramo del complicatissimo albero genealogico degli
Squirrel Bait, gli Slint si formarono
per opera del chitarrista Brian McMahon (non quello degli Electric Eels)
e del batterista Britt Walford,
con Ethan Buckler al basso e David Pajo alla seconda chitarra.
Il gruppo registrò alcune sessioni nel 1987 con
Steve Albini, che avrebbero visto la luce soltanto due anni dopo.
Il loro sound era qualcosa di completamente nuovo. Si reggeva su una
chimica strumentale al tempo stesso delicata, febbricitante e fratturata.
Fondeva tecniche dell'acid-rock, del progressive-rock e del punk-rock, se non
anche del free-jazz e della musica da camera d'avanguardia.
Ci avevano provato in pochi: il progressive-rock, la psichedelia più dilatata,
il kraut-rock... Ma la musica degli Slint non assomigliava a nessuno di questi.
Era figlia dell'hardcore, anche se non aveva più nulla in comune con l'hardcore.
L'album Tweez (Jennifer Hartman, 1989) è uno dei lavori più
rivoluzionari della storia del rock.
Ogni brano è dedicato a un genitore del quartetto (più il cane di uno
dei quattro), ma neppure Robert Wyatt era mai riuscito a comporre delle
dediche così astratte.
La musica è concettuale, pesantemente ritmata (spesso controtempo),
nervosamente rumorosa e prevalentemente strumentale, affidata a timbriche
buffe e a trame contorte, completamente fuori dai generi. L'atmosfera, al tempo
stesso eterea e densa, viene continuamente rimessa in discussione.
E' come ascoltare una versione molto più eclettica e fantasiosa dei Big Black.
Le partiture strumentali di brani come Ron accoppiano l'impeto del
punk-rock
all'improvvisazione del vecchio progressive rock.
Il gruppo reinventa continuamente il proprio stile, spesso mescolando un
accenno di genere tradizionale con tecniche di avanguardia o jazz.
Le figure country & western di Pat sono sfigurate da
divagazioni dissonanti e jazzate della chitarra.
Lo strumentale Rhoda è praticamente composto soltanto dall'attacco
percussivo a timbri atonali della chitarra tipico dei Big Black.
Il blues mutante di Kent è un capolavoro raffinatissimo di
svolgimento drammatico, di intrecci strumentali, di contrappunti e contrappesi.
E Nan Ding vanta uno degli assoli di chitarra più creativi di quegli anni.
Le emozioni provocate da queste congetture astratte sono più simili a quelle
del matematico che dimostra un difficile teorema piuttosto che a quelle
degli adolescenti in cerca di eccitazione.
I riff brucianti, le cadenze meccaniche, i "rumori" di Charlotte e Carol,
i ritmi galoppanti e le distorsioni assordanti di Warren, costituiscono invece
il versante più scuro di questa musica. Allo stesso modo le atmosfere delicate
di Darlene lasciano entrare uno spiraglio di luce in un'opera che è un denso
agglomerato di idee innovative.
Spiderland (Touch & Go, 1991) è un altro dei capolavori della storia
del rock. Facendo leva sugli esperimenti degli anni precedenti, gli Slint
compiono ora una ricerca ancor più sofisticata su ritmi e timbriche,
e finiscono per pervenire a una qualità quasi trascendente.
Invece che essere semplici pannelli astratti, brani come
Breadcrumb Trail sono "narrazioni", per quanto
complesse e convolute, il cui continuo zigzag armonico (peraltro fondato
sul blues) ha un senso drammatico (scrive Lorenzo Casaccia: “Il disco si apre su uno degli incipit più originali del decennio: la battuta di tre armonici, pausa e due terzine di Breadcrumb Trail”).
Il lattice si dilata e si contrae in continuazione.
Don Aman indulge in un
concerto d'avanguardia per accordi di chitarra che, suonati al tempo giusto,
sarebbero melodici, ma suonati con pause più lunghe e irregolari, sono
soltanto una sequenza di accordi; l'effetto è comunque ipnotico come nei
brani acustici della new age, anche se sotteso da una nevrosi molto "rock".
La cantilena bisbigliata, i battiti moribondi, le lente evoluzioni di Washer
discendono tanto dai blues più "notturni" quando dall'acidrock più "dilatato",
e anticipano lo "slowcore" dei Codeine.
For Dinner è ancor più "narcotico", anemico, abulico, assonnato.
Quasi tutti i brani, nel mezzo di queste delizie, hanno improvvisi sussulti
di rock "duro", e Nosferatu Man è forse quello più colpito da queste
scosse. L'ultimo, Good Morning Captain, funge un po' da riassunto di tutte
queste tecniche d'alta classe, dall'alternarsi di toni alle frasi annoiate di
chitarra, dai tempi trasandati della batteria alla recitazione thriller.
E l'effetto è proprio quello di erigere un iceberg di suspense tragica,
che costituisce una delle narrazioni in musica più sconvolgenti della storia
del rock moderno.
Ciò che fa di Spiderland un lavoro monumentale è la sua capacità
di costruire musica rock senza rifarsi agli stereotipi dei
suoi generi, senza ricorrere alle icone sonore, ai codici prefabbricati,
che da sempre costituiscono i principali canali espressivi del rock.
Il gruppo si sciolse quasi subito, vittima della stessa instabilità che era
stata degli Squirrel Bait.
Buckler formò i King Kong,
Walford passò nei Breeders e un numero imprecisato
di loro aiutarono i Palace Brothers.
Dave Pajo diventerà uno dei musicisti più
richiesti e suonerà anche nei Tortoise.
Brian McMahon, dopo una lunga assenza dalle scene, darà vita a un'altra
formazione di grande rilievo, i For Carnation
Nel 1994 è stato pubblicato (Touch & Go) un EP con due brevi inediti (e anonimi) brani strumentali.
Brian McMahan, David Pajo e Britt Walford hanno riformato gli Slint nel 2005, pur senza pubblicare nulla di nuovo.
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