- Dalla pagina sugli Smashing Pumpkins di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
L'unica band hard rock in grado di competere con la popolarità del grunge di Seattle furono gli Smashing Pumpkins. Gish (1991) ha oltrepassato i confini del grunge, del progressive rock e dell'acid rock, unificando la potenza dei riff e la sottigliezza delle dinamiche. Siamese Dream (1993) ha conferito all'idea profondità psicologica ed enfasi drammatica: melodie languide venivano eseguite con un registro nevrotico da Billy Corgan (Chicago, 1967), mentre la sua chitarra strideva un muro di rumore. Erano più "recitazioni" che canzoni, e il merito della band fu quello di trovare un equilibrio tra eleganza e ferocia. Il monumentale Mellon Collie And The Infinite Sadness (1995) suonava come una serie di impulsi incontrollati a sperimentare con ogni sorta di formato (sinfonico, acustico, bubblegum, glam, easy listening, avanguardia). Il denominatore comune di questi attacchi schizofrenici era l'atmosfera, una miscela disorientante di fiaba e confessione freudiana.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Gli Smashing Pumpkins furono uno dei gruppi più celebri degli anni '90 e stabilirono clichè e standard di riferimento per l'hard-rock di tutto il mondo. Il loro successo è dovuto in egual misura a un'abile re-interpretazione in chiave punk dei classici dell'hard-rock (una formula già sperimentata dai loro maestri Replacements) e a una sincera confessione delle turbe psichiche della loro generazione. Il gruppo deve molto alla scena alternativa di Chicago, tanto turbolenta quanto rigogliosa negli anni '80.

Il gruppo venne formato a Chicago da Billy Corgan, appena rientrato da un periodo in Florira, e sfondò con i singoli I Am One e Tristessa del 1990. Lo stile del gruppo era una miscela di T. Rex, Black Sabbath e Stooges aggiornata all'era dei Jane's Addiction. Le poderose sventagliate di James Iha e la ritmica indiavolata di Jimmy Chamberlin e della bionda D'Arcy Wretzky compongono un sound compatto e nervoso, articolato ed eclettico.

L'album Gish (Caroline, 1991) fece scalpore soprattutto per le melodie viscerali e i riff da incubo che sposavano stereotipi dell'heavy-metal e del rock psichedelico senza copiare nessuno dei due. La violenza era comunque tutta interiore, in quanto soltanto Siva (un po' troppo simile a Helter Skelter) e Bury Me esibiscono la ferocia dell'heavy-metal. Sul resto è stesa una patina di indolenza sonnolenta, da cui fanno capolino svogliatamente le delicate tessiture folk-psichedeliche di Crush e Suffer, le lunghe e complesse "power-ballad" di Rhinoceros e Window Paine. L'album deve più all'art-rock degli anni '70 che al grunge degli anni '90.

Il gruppo si emancipò dai propri modelli con Siamese Dream (Virgin, 1993). Il sound più robusto è una versione psicologica dell'heavy-metal,via Jesus And Mary Chain e My Bloody Valentine, che complementa il crooning virtuoso e talvolta psicotico di Corgan. L'accoppiata trionfa soprattutto nella ballad Cherub Rock, in cui la cantilena angosciata di Corgan si sposa a un intenso crepitio di chitarra (forse il suo migliore assolo). Lo stesso schema si ripete di brano in brano con gradazioni diverse, da Quiet, che accentua il contrasto fra melodia e rumore con una ritmica hardcore e una melodia ancor più languida, alla più orecchiabile di tutte, Today, che potrebbe essere una serenata dell'acid-rock (fortissima distorsione in epico levare).
Quello schema di canto e contrappunto si presta per erigere atmosfere di una violenza interiore che può sfociare nella trance. Le distorsioni mostruose delle chitarre vengono sfruttate a fine ipnotico in Rocket; le tenerissime atmosfere di Crush ritornano in Soma, ma vengono dilaniate dallo stesso barrage chitarristico (forse il miglior assolo di Corgan); Geek U.S.A. quasi rinuncia alla melodia per un attacco tutto frontale. Distorsioni e melodia sono quantità indipendenti. Nei suoi otto, intensissimi minuti Silverfuck è un po' un campionario dei loro trucchi drammatici: un repertorio di cariche hardrock, di pause irreali, di atmosfere sognanti, di turbolenze eroinomani, di deliqui ineffabili, di feedback da fine del mondo. Nei momenti migliori Corgan sfodera un senso della recitazione degno del Robert Plant di Whole Lotta Love.
Le composizioni di questo disco si fregiano di un senso della misura "classico", di una capacità di dosare elementi eterogenei senza distruggere l'armonia, ma anzi fortificandola. L'album, in testa a tutti i sondaggi (venderà cinque milioni di copie in cinque anni), consacra gli Smashing Pumpkins fra le star degli anni '90.

Pisces IScariot (Virgini, 1994) raccoglie inediti e B-side britanniche di qualita' alterna. L'interesse maggiore e' per Starla, dieci minuti che alternano passaggi acustici a tornado elettrici, e soprattutto per quei brani (Frail & Bedazzled e soprattutto Hello Kitty Kat) che rivelano un sound violento e psichedelico.

Il colossal Mellon Collie And The Infinite Sadness (Virgin, 1995), lungamente preparato in studio, esaspera pregi e difetti del gruppo: da un lato l'elettrica emotività, dall'altro l'eccessiva verbosità, da un lato l'"infinita tristezza", dall'altro l'ostentato nichilismo, da un lato gli scatti travolgenti. dall'altro l'indisponente monotonia. Ogni brano del disco è curato nei minimi dettagli, secondo un processo che rimanda di nuovo all'art-rock da cui erano partiti (in particolare Genesis e Van Der Graaf Generator) più che all'hard-rock. Gli arrangiamenti lambiscono talvolta toni sinfonici.

Finiscono così per pagare lo scotto i brani "duri": Tales Of A Scorched Earth è il thrash di un complesso hardcore di seconda mano, e XYU il grind di un complesso heavy-metal di terza mano. Jellybelly e Bodies sono plagi di se stessi. Il loro sembra essere più un accurato catalogo dei clichè del rock alternativo, nulla più. Bullet With Butterfly Wings è comunque uno dei brani che fece la storia del grunge, tutto tensione, spasimo e passione, e troneggia sul resto.
Al disco va senza dubbio il merito di rinnovare il kitsch: la ballad bucolica di Thirty-Three, la romanza metafisica di Galapogos, il borioso glam di Thru The Eyes Of Ruby, il pop soffice di Take Me Down (di James Iha), soprattutto l'orecchiabile 1979, e la grandeur orchestrale di Tonight Tonight non fanno che mandare lo stesso messaggio, di un inesorabile regresso verso la parte bassa dello spettro musicale, verso le fogne dell'easy listening (sia pur d'autore). Corgan annaspa fra tremila intuizioni senza riuscire ad afferrarne una (e disperde così quelle davvero illuminanti, come il riff martellante di Zero o il balletto marziale di Love).
In tanto marasma fanno semmai bella figura i brani meno impegnati, le filastrocche fiabesche che sembrano riallacciarsi alla prima psichedelia dei Pink Floyd: We Only Come Out At Night, con pianola e clavicembalo, e Cupid De Locke, con arpa (ma non l'estenuante suite progressive-rock di Porcelina Of The Vast Oceans).
La seconda metà dell'opera è in gran parte un lungo sbadiglio, e lascia l'impressione che molti brani siano semplicemente degli scarti dell'album precedente (un finale davvero imbarazzante, tutto in sordina, a tentare il colpaccio da classifica, passando dall'indolenza tropicale di Beautiful alla serenata in stile John Lennon di Lily, dal soul per cocktail lounge di By Starlight alla ninnananna acustica di Farewell And Goodnight).
Corgan si confessa in una maniera patetica che non si ascoltava dal Bowie di Ziggy Stardust. I suoi demoni privati sono spesso un po' troppo melodrammatici: “And god is empty just like me”, recita su Zero.
Come in tutti i loro dischi, dopo l'entusiasmo iniziale ci si ritrova a contare sulle punta delle dita le canzoni che val la pena di conservare.

The Aeroplane Flies High raccoglie i cinque (sette in Inghilterra) singoli usciti dopo Mellon Collie e 27 inediti, fra cui lo sterminato Pastichio Medley (25 minuti). La title-track assomiglia alle canzoni dei Guided by Voices, The Bells è una romanza per piano e violoncello.


(Tradotto da Goispunk)

Let It Come Down (Virgin, 1998), è il primo album solista del chitarrista James Iha, simile come suond all'album Mellon Collie, e a quella tipologia di progetto: una raccolta di canzoncine melodicamente dolci, ispirate dall'album Fifth Dimension dei Byrds e Blonde On Blonde di Bob Dylan.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Adore (Virgin, 1998), registrato senza batterista, è principalmente un saggio su come coniugare sensibilità rock e tecnologia digitale. Un martellante ritmo di danza industriale scandisce la serenata demoniaca di Ava ​​Adore, il bolero disperato di Tear si basa su strati di mellotron alla King Crimson, Appels + Oranjes suona come i Pet Shop Boys, le sezioni di Behold The Nightmare potrebbero adattarsi a Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd, e così via.
Il problema è che poco di tutto questo ha qualsivoglia conseguenza.
Adore è un esperimento coraggioso, ma non sostenuto da un'adeguata ispirazione artistica.
L'alta tecnologia ha una sua controparte. Il tenero Once Upon A Time profuma di Blonde On Blonde di Bob Dylan, Dusty Screams è highway music vecchio stile e Blank Page è un canto funebre al pianoforte, e innumerevoli ballate sono litanie che serpeggiano senza avere uno scopo riconoscibile (i maggiori colpevoli sono gli otto minuti diFor Martha).
Ahimè: privato della pretenziosa grandezza di Mellon Collie, Corgan si riduce a essere un cantautore molto emotivo che piagnucola un po' troppo facilmente.
Questo lavoro schizofrenico, per metà intriso di suoni futuristici e per metà perso nella nuda introspezione, segnala per lo più un rifiuto dell'anima della band. L'energia frenetica dei primi lavori si sta dissolvendo in un tremante lamento esistenziale. Soltanto un paio di canzoni vantano il pugno amaro e feroce che dava significato all'atteggiamento di Corgan. Quello che è rimasto è soltanto l'atteggiamento.

Tecnicamente parlando, Machina - The Machines Of God (Virgin, 2000) non è altro che una versione migliorata di Adore. Corgan utilizza gli stessi trucchi, e talvolta anche gli stessi riff e e le medesime melodie, pur avendo a disposizione un apparato molto più sofisticato.
La band non soltanto si è addolcita, ma è anche praticamente svanita (letteralmente, poiché D'Arcy era stato sostituito da Melissa Auf Der Maur). Corgan avrebbe potuto anche realizzare un album solista suonando campioni dei precedenti dischi degli Smashing Pumpkins (il riff di Heavy Metal Machine) e sovraincidendo effetti in studio (la finta avanguardia di Glass And The Ghost Children , che dura dieci minuti). Il pezzo di apertura The Everspiring Gaze è la traccia meno prevedibile di un album per lo più prevedibile.
Il tono lacrimoso introdotto da Mellon Collie si rifiuta di morire.
Al contrario, è diventata una malattia in rapida diffusione, da The Sacret And The Profane a Try Try Try. È finita l'epoca del pop fragoroso che li aveva resi delle star. Ci sono alcune centinaia di cantautori che possono scrivere e cantare ballate più toccanti di queste. La prima frase che Corgan canta in questo album è "Non sono ancora morto". Ma il resto dell’album sembra dimostrare l'esatto contrario.

La band si è sciolta nel 2000.

Corgan ha composto la colonna sonora per il film Spun (2002) di Jonas Åkerlund: abbandonando le buffonate e le acrobazie vocali del suo vecchio sé, Corgan offre un ciclo inquietante di canzoni in un tono semplice, abbattuto e blues che ricorda il Mellencamp adulto.

Corgan ha anche lanciato il supergruppo Zwan, assieme al batterista Jimmy Chamberlin degli Smashing Pumpkins, al chitarrista Dave Pajo degli Aerial M, al chitarrista Matt Sweeney dei Chavez e al bassista Paz Lenchantin degli A Perfect Circle, che ha pubblicato il singolo Honestly e l'album Mary, Star of the Sea (Reprise, 2003), con i 14 minuti di Jesus e un mucchio di mediocri canzoncine power-pop.

Il debutto da solista di Melissa Auf Der Maur, Auf Der Maur (Capitol, 2004) è stato sorprendentemente vivace e orecchiabile, il tipo di grunge-pop per il quale Courtney Love sarebbe disposta a morire.

Il batterista Jimmy Chamberlin degli Smashing Pumpkins formò i suoi Complex, che pubblicarono Life Begins Again (Sanctuary, 2005), principalmente una dimostrazione delle sue abilità di batterista.

L'album solista di Corgan The Future Embrace (Warner, 2005) è un assemblaggio insensato di stili vocali riconoscibili di Corgan su una cacofonia shoegazing di sintetizzatori, drum-machine e chitarre distorte. Ha un caratteristico suono retrò che si rifà agli eroi di Corgan degli anni '80 (Cure, Joy Division).
Per alcuni brani (Walking Shade, All Things Change, Mina Loy) il trucco funziona, o almeno non scatena il panico nell'ascoltatore, ma sulla lunga distanza ci si chiede perché non pubblicare semplicemente un singolo tributo invece di tanti "gesti" gratuiti.

Gli Smashing Pumpkins si riformarono e registrarono Zeitgeist (2007), un'esilarante parodia del loro sound.

Avendo perso anche il batterista Jimmy Chamberlin, Corgan (ora l'unico membro originale rimasto) ha continuato a mettersi in imbarazzo con il soprannome di Smashing Pumpkins sull'album synth-heavy Oceania (2012), che apparentemente faceva parte di un lavoro più ampio, intitolato "Teargarden by Kaleidyscope", le cui canzoni iniziali furono rilasciate in forma di file gratuitamente scaricabili on line (yawn).
Ci sono tracce di vecchie canzoni degli Smashing Pumpkins ovunque, ma gli arrangiamenti elettronici le travestono di evocazioni involontarie di musica new age e prog-rock in stile Yes.
Sicuramente migliore dello stupido Zeitgeist, ma pur sempre una dimostrazione dei limiti di Corgan come compositore, visionario, ecc.

Nel frattempo, il chitarrista James Iha degli Smashing Pumpkins, il bassista Adam Schlesinger dei Fountains Of Wayne, il batterista Bun Carlos dei Cheap Trick e il cantante Taylor Hanson dei fratelli Hanson formarono il supergruppo Tinted Windows, che debuttò con il mediocre power-pop di Tinted Windows (S-Curve, 2009).

Corgan, con l'aiuto del batterista Tommy Lee dei Motley Crue, ha registrato il terribile Monuments to an Elegy (2014), nuovamente accreditato agli Smashing Pumpkins.
L'album della reunion con James Iha e Jimmy Chamberlin, Shiny and Oh So Bright, vol. 1 - L'LP No Past No Future No Sun (Napalm, 2018), prodotto da Rick Rubin, contiene un dignitoso Silvery Times e poco altro.
Corgan è passato al synth-pop con il monolite a doppio disco da 20 canzoni Cyr (Sumerian, 2020), ma anche come album revival synth-pop risulta comunque amatoriale. Dulcet in E è appena decente.

Nel 2023 il chitarrista Jeff Schroeder (con la band dal 2007) ha lasciato gli Smashing Pumpkins per dedicarsi ad altri progetti.


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