- Dalla pagina su Sonora Pine e Tara Jane O'Neil di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

In breve:
Una metà dei Rodan, ovvero Tara Jane O'Neil (ora voce e chitarra) e Kevin Coultas, formarono i Sonora Pine assieme al tastierista e chitarrista Sean Meadows, la violinista Samara Lubelski e la pianista Rachel Grimes.
Il loro album di debutto, Sonora Pine (1996), applicava sostanzialmente l'estetica dei Rodan al formato della lullaby.


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Bio:
Sean Meadows (June Of 44) ha formato i Sonora Pine a Louisville verso la fine del 1994 con due ex membri dei Rodan, Tara Jane “TJO” O'Neil (Chicago, 1972), adesso alla chitarra e al canto, e Kevin Coultas, con il bassista Bob Weston, con la violinista Samara Lubelski (ex Pacer e anche negli Hall Of Fame) e con la pianista Rachel Grimes.
Le canzoni di Sonora Pine (Quarterstick, 1996). sono tutte eseguite all'insegna di una pigrizia sognante, che in Gin Mill rasenta il tono della "lullaby". Le altre ninnananne (Ooltench, The Hook, Compass Lute, Goldmund, One Ring Machine) scorrono fievoli e vergognose, consce della complessità dei propri accompagnamenti e della pochezza delle proprie melodie. I brani strumentali, Owl's Nest e Hoya Carnosa, cercano un impossibile compromesso fra la musica ambientale, il rock da camera dei Rachel's e le partiture cervellotiche degli Slint.

Tara Jane O'Neil figura anche nei Retsin con l'altra cantante Cynthia Lynn Nelson.
Il gruppo esordì con le otto canzoni del mini-aulbum Salt Lick (Simple Machines, 1995), all'insegna di un country-rock "acido" (Country Style Spoonin', Pulp) e talvolta dissonante (Mary B, Unsavory). Egg Fusion (Simple Machines, 1996) è invece un disco di ballate folk all'antica, calde e introverse, benchè arrangiate in maniera spartana. Fly South e Kangaroo echeggiano le Indigo Girls in versione underground. Duck Out e Barefoot & Stones utilizzano rumori surreali, nella tradizione del country eccentrico di John Fahey.

Su Sonora Pine II (Quarterstick, 1997) la formazione di O'Neil è troppo intellettuale, e troppo conscia del proprio pedigree (Rodan e gruppi limitrofi) per riuscire ad emozionare davvero. Le soffici litanie di Eek e Long Ago Boy rircodano anzi più i Palace Brothers nei loro momenti meno coesivi che non i gruppi di Louisville (Slint, Rachel's, June Of 44, etc). Sono lente ballate in sottovoce che hanno ancora un pezzo di codice genetico del country-rock. Ma l'atmosfera è tutto, stante anche la pochezza del canto (davvero un po' troppo "lo-fi") e l'approssimazione dell'arrangiamento. Snow's Cut Snapshot prende come spunto quella che sembra una filastrocca per bambini, ma subito deformata in un sotterraneo mugugno. A far librare la musica dovrebbero essere gli strumenti, che però raramente riesconoa a spingersi oltre il semplice cicaleccio di sottofondo. I contrappunti fra chitarra, violino, organo e basso conferiscono a Cloister un tono funereo e metafisico. Il lungo strumentale che chiude il disco, Linda Jo, ottiene forse i risultati migliori, con una peculiare fusione di musica ambientale e danza rurale, diRy Cooder e di Slint.


(Tradotto da Riccardo Previdi)

Tara Jane O'Neil, che ha suonato il basso nei Rodan e cantato nei Sonora Pine, scrive musica e suona diversi strumenti (compresi anche balalaika, piano e banjo) su Peregrine (Quartersticks, 1999), una raccolta di ballate fatte in casa semplici e intimiste che sono il naturale seguito dell'album dei Retsin del 1996 (la sua partner su quel disco, Cynthia Nelson, suona il flauto e cura le armonie in due tracce). O'Neil ha il fascino della ragazza di campagna e il fraseggio di una cantante soul-jazz sofisticata (tipo Sade). Le languide atmosfere e i ritmi swinganti di A City In A North Bullhorn Noon e 1st Street sono musicalmente ricchi di armonie e psicologicamente profondi. Le composizioni sono accessibili a un più vasto audience a differenza del rock alternativo dei Sonora Pine.
Ma il progetto di O'Neill è più ambizioso. La calma fiabesca di Sunday Song è meditativa e ipnotica, tra Nick Drake e un Monaco Tibetano. I sei minuti di Asters sono un composizione caleidoscopica che alterna un ritornello jazz sonnolento a una ninnananna psichedelica ad un andante flamengo. La surreale Ode To A Passing e resa tale dalle sproporzioni dissonanti degli strumenti, in The Fact Of A Seraph gli accordi fluttuano nelle armonie dilatate in un modo non molto diverso dalle canzonoi sognanti di Tim Buckley. In questi casi l'arte di O'Neill si esprime meglio come meditazione che non come confessionale.
Sotto l'apparenza della musica di O'Neill si nasconde un complicato coinvolgersi di sentimenti, che sono resi al massimo nelle tracce strumentali: nella surreale chitarra fragorosa e colorata di Another Sunday, nella soave, quasi classica sonata per chitarra, piano e violino che chiude l'album, A City In The South. Così... terzo, ma non ultimo, questo è anche un album di un compositore.
O'Neill è riuscita a creare un lavoro strettamente personale e a produrre un complesso lavoro artistico con pochi mezzi. Non sarebbe sorprendente ritrovarla nel gruppo dei maggiori cantautori della prossima decade.


(Tradotto da Maria Dolores Perriello)

Hall Of Fame (Amish, 1997) è opera di Dan Brown (God Is My Co-pilot) e Samara Lubelski (dei Sonora Pine).
La loro musica è più simile a quella dei Sonora Pine che a quella dei God Is My Co-pilot. Canzoni meglio strutturate e sottili passaggi strumentali creano ballate d'atmosfera, non cantate.
First Came Love Then Came The Tree (Amish, 1999) sviluppa ulteriormente questo stile al confine fra acid jam e post-rock, e anche stavolta le composizioni strumentali valgono molto più delle canzoni.

Samara Lubelski ha anche pubblicato l'album solista The Fleeting Skies (Social Registry, 2004).


(Tradotto da Stefano Iardella)

Il duo formato da Cynthia Nelson e Tara Jane O'Neil, alias Retsin, pubblicò la parodia pop-jazz Sweet Luck Of Amaryllis (Carrot Top, 1999) e Cabin In The Woods (Carrot Top, 2001). Quest'ultimo si ritira in una serie di intime ballate folk, all'ombra dei tipici esperimenti di decostruzione di O'Neill e con il violino di Ida Pearle che sostituisce la sezione ritmica (Southwater, Carnival).

Volume One (Muss My Hair, 1999) è un mini-album di nove canzoni accreditato alla Ida Retsin Family, che è una collaborazione tra Retsin e Ida.


(Tradotto da Walter Consonni)

In The Sun Lines (Quarterstick, 2001) di Tara Jane O'Neil è un altro atto di contrizione intimo e surreale. O'Neil è una narratrice dotata ed un'arrangiatrice creativa (come minimo) e questo album prova certamente come si possano creare composizioni ipnotizzanti con mezzi limitati. Il suo punto debole è la voce, un fragile bisbiglio che raramente comunica qualche emozione. O'Neil la seppelisce elegantemente sotto gli strumenti, ma di questi non ne ha abbastanza per ridurre il peso della voce. The Winds You Came Here On è tipica di come l'artista si avvalga di un paesaggio sonoro accuratamente assemblato per amplificare il messaggio. High Wire affascina per la sua struttura aperta, che talvolta richiama alla mente Tim Buckley, che permette alle note di fluttuare liberamente attorno alla voce. O'Neil ottiene il massimo dalla sua tecnica limitata e dal suoi ancor più limitati strumentisti. L'estatica ninnananna di otto minuti This Morning raggiunge il massimo livello di astrazione della struttura, superando il folk trascendentale di John Fahey con delicati ricami di pianoforte, chitarra e tam tam.
Quantunque intricata e per molti aspetti bizzarra, questa non è contorta teoria avanguardistica. Si guardi come il classico e sognante tema da carillon di Your Rats Are, volga verso un jingle-jangle quasi-raga e come l'armonica spettrale emerga dal caos controllato. È delicata, non cerebrale.
Al suo meglio, O'Neil compone musica da camera che potrebbe facilmente fare a meno delle liriche. Si guardi come, nello strumentale All Jewels Small, una languida melodia di violino venga contrastata da una tagliente dissonanza chitarristica mentre un'armonica risuona sinistramente in sottofondo.
New Harm è composta da tre minuti di accordi ripetitivi che creano un'atmosfera lugubre ma che poi lentamente rivelano una visione radiosa. E il brano che chiude l'album, A Noise In The Head (il nadir della sua paranoia), è una mini-piece assurda assemblata con rumori casuali. Datele un'orchestra e lei sarà in grado di comporre una sinfonia.


(Tradotto da Stefano Iardella)

L'EP di cinque canzoni dei Retsin, Moon Money Moon (Acuarela, 2002), segna la fine della parabola che ha portato il duo dall'eccentrico post-folk delle prime registrazioni al piatto country acustico dell'ultimo album (Pauline e Susie, Duck Out).

Tjo Tko (Mr Lady, 2002) di Tara Jane O'Neill è una magistrale raccolta di musica folk elettronica da camera. Mescolando eccentrici effetti sonori alla Solex e lamentosa chitarra acustica, Choo, I Saw 3 e Juno hanno ritrovato la sua arte pastorale in un contesto più urbano.

Nel frattempo ha anche aiutato il cantautore Daniel Littleton a registrare il suo mediocre album di debutto Music For A Meteor Shower (2002).

Tara Jane O'Neill si convertì sorprendentemente all'hard-rock con l'EP King Cobra (Troubleman Unlimited, 2003), ma Bones (Preservation, 2004) rivelò invece una folksinger più tradizionale, che approfondisce drammi personali e impressionismo idilliaco che bizzarri arrangiamenti elettronici non negano ma migliorano (Enter This House). La maggior parte delle canzoni sembrano tuttavia scarti di album precedenti.

Ha anche pubblicato Who Takes A Feather (Mop Press), una raccolta dei suoi disegni e dipinti.

Ancora un altro album di Tara Jane O'Neill, You Sound Reflect (Touch & Go, 2004), confonde ulteriormente le questioni: Take The Waking è musica folk ambient industriale e Tea Is Better Than Poison è musica folk da camera psichedelica (entrambe incantevoli partiture strumentali); Known Perils (il più convenzionale del set) suona come un tradizionale solenne; Howl suona come se Joan Baez cantasse musica atmosferica e easy-listening; The Poisoned Mine è una ninna nanna country nostalgica e Love Song Long un canto ipnotico; mentre Famous Yellow Belly emette una dolce melodia su un ritmo martellante, e Without Push sussurra sognante su uno shuffle dilatato.
La sensazione generale è che O'Neill si rifaccia (più o meno consapevolmente) alla musica pop ingenua degli anni '60, pur mantenendo le proprie radici country, aggiungendo la sensibilità di un'artista d'avanguardia.

Il primo album solista di Samara Lubelski, The Fleeting Skies (Social Registry, 2005) è un'affascinante escursione post-folk che oscilla tra musica d'altri tempi e dream-pop.
Il suo secondo album solista, Spectacular Of Passages (Social Registry, 2005), è invece una raccolta di brani leggermente orchestrali e leggermente psichedelici. L'orchestrazione raffinata ed eclettica dà vita alle sue ingenue ballate popolari. La voce della Lubelski è in primo piano in Future Slip (Ecstatic Peace, 2009), un altro esercizio delicato e opulento di dream-pop.

In Circles (Quarterstick, 2006) di Tara Jane O'Neil è stato un album nello spirito dei cantanti folk tradizionali nonostante fosse uno dei suoi più personali.
Lo stesso si può dire per Wings Strings Meridians (Square Root Books, 2007), che enfatizzava l'accoppiamento tra arte audio e visiva.

A Ways Away (K, 2009) di Tara Jane O'Neil è riuscito a trasmettere un'atmosfera ultraterrena con la sua orchestrazione più colorata finora. Tara, la cantante, è ancora piuttosto prosaica. Tara, la cantautrice, è solo occasionalmente al di sopra della media. Ma ora Tara, la produttrice, è diventata una vera maestra.
Realizza la dolce e sognante cantilena tintinnante Dig In e la ninna nanna folk in stile Donovan Drowning, e cattura la qualità angelica ed eterea di Simon & Garfunkel in A New Binding. D'altra parte In Tall Grass potrebbe essere la cover di una canzoncina dei Kinks, mentre Howl e Sirena virano (senza successo) verso il territorio del country-pop.
Il canto pesantemente distorto Beast Go Along segnala l'inizio di una fase più sperimentale, così come le affascinanti vignette strumentali Pearl Into Sand e The Drowning Electric.

Where Shine New Lights (Kranky, 2014) di Tara Jane O'Neil, avvolto in toni psichedelici trascendenti, potrebbe denotare l'influenza della generazione di Julia Holter, poichè ha spinto oltre i limiti del suo stile sognante. Il nucleo è costituito da fragili elegie lo-fi slo-core con droni come Wordless in Woods, che a volte sono troppo rarefatte (The Signal Lift confina con la musica ambient per le hall degli aeroporti). D'altra parte, un po' più di melodia e This Morning Glory suona come una ninna nanna dei Beatles al rallentatore. La pulsante e spettrale Over Round In a Room Found e il denso e abrasivo paesaggio drone di Bellow Below as Above aprono nuovi orizzonti. Il maestoso e ripetitivo mantra New Lights for a Sky li chiude.

Ha contribuito con i venti minuti ronzanti di Medusa Smack all'album Circle Four (2015) diviso con Eleh (John Brien).

Ha collaborato con il tastierista Wilder Zoby per creare Music to Clean To (2016), in particolare i due lunghi pezzi Mothership (16:07) e Desert Bouquet (13:39).

Ha anche composto la musica per il pezzo di danza Magical Diagonal del coreografo Jmy Kidd (2016).

Tara Jane O'Neil (Gnomonsong, 2017) consiste in due album in uno. Il primo è stato registrato a Chicago con James Elkington, Gerald Dowd, Nick Macri e Mark Greenberg. L'altro è stato registrato nella sua casa in California con Devin Hoff, Wilder Zoby, Walt McClements e Jim James. Il vivace country-rock di Laugh rappresenta l'eccezione. La maggior parte dell'album è costituita da melodie desertiche nebulose e sonnolente, come Joshua, che raggiungono l'estremo moribondo di Purple e Pink. Blow è un soft pop nella tradizione di Burt Bacharach.

Ha anche composto la colonna sonora del film Yoake di Nanako Hirose (2019).

O'Neil ha poi registrato un "mixtape" di versioni elettroniche di vecchie canzoni di Boy George dei Culture Club, dei Bananarama, di Leonard Cohen, Siouxsie and the Banshees e Inxs: Songs for Peacock (2020).


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