- Dalla pagina sugli Spain di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
Gli Spain nacquero all'Università di Irvine dall'incontro
tra il chitarrista Ken Boudakian e il bassista Josh Haden, figlio di
Charlie Haden,
fratello di mezza line-up dei That Dog, e già punk-rocker nei Treacherous
Jaywalkers.
Un paio di singoli, I Lied (Nathanus, 1994) e Dreaming Of
Love, rivelarono
le loro melodie al rallentatore caratterizzate da una vena non molto
distante dai Galaxie 500.
Sull'album The Blue Moods Of Spain (Restless, 1995) il quartetto ÃĻ
gia
consumato costruttore di pezzi lenti e d'atmosfera. Il gruppo ha raggiunto
un livello di
maturità che sorpassa il formato canzone per snodarsi attraverso lunghi,
scuri, immoti
poemi sinfonici che prendono in prestito l'andamento e l'umore dello
slo-core (Seam, Codeine, Low) assoggettandoli a un'attitudine maggiormente
trascendente ed esistenziale (come nel "noir").
World of Blue (14 minuti) ÃĻ il tour de force, ma la banda si
capacita anche di piÃđ umili canzoncine rustiche quali Spiritual e
Ten Nights.
She Haunts My Dreams (Restless, 1999) abbandona un pÃē di quell'atteggiamento erudito e intellettuale e diventa una faccenda piÃđ folk, volgendo lo sguardo verso le tristi e introverse ballate dei Red House Painters e degli American Music Club.
Spirituals (Ryko, 2003) ÃĻ una retrospettiva della carriera degli Spain.
Su I Believe (Restless, 2001) Josh Haden è maturato e le sue meditabonde, dolorose e maestose ballate non sono più il mero riciclaggio di sofferenze interiori. Le liriche, composte nella tradizione stilistica della musica country e folk, mostrano la sua solenne devozione al sentimento dell'amore (She Haunts My Dreams, Born To Love Her,Mary, You Were Meant For Me). Il brano di chiusura Long Time Ago è il pezzo filosofico dell'album che tenta di dare un significato universale alla sua angoscia sentimentale. Haden riesce ancora a trattenersi dall'abusare del jazz, soltanto Make Your Body Move e Oh That Feeling tradiscono le sue origini.
Devoted (2007) di Josh Haden era un languido esercizio di pop-jazz raffinato.
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