- Dalla pagina sugli Split Lip Rayfield di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

Gli Split Lip Rayfield sono dei fuorilegge del bluegrass di Wichita (Kansas) che suonano il basso (Jeff Eaton), banjo (Eric Mardis) e chitarra acustica (Kirk Rundstrom) home-made con l'esuberanza ubriaca dei punk dei pub cittadini.
Split Lip Rayfield (Bloodshot, 1998) ÃĻ stato il manifesto del loro thrash-grass. Come i Bad Livers e i cowpunk degli anni '80, sfrecciano attraverso canzoni di cronica perdita ed emarginazione alla velocità della luce, urlando arguzia apocalittica e disperazione sul bombardamento incessante di ritmi epilettici senza batteria (Pinball Machine, Barnbunker, Combine).

In The Mud (Bloodshot, 1999) ÃĻ un album piÃđ maturo, anche se per lo piÃđ si limita a caricare a tutto gas (Thirteen, Glory of The Sun). Ma la band svela alcune direzioni originali, come lo swing sarcastico di Devil o il valzer ubriaco di 3/2 Flu, evocando persino in EZ St gli immortali Holy Modal Rounders.

Registrato con l'aggiunta del mandolinista Wayne Gottstine, Never Make It Home (Bloodshot, 2001) contiene la solita dose di slapstick dal ritmo incalzante (Kiss of Death) e canzoncine vecchio stile (Never Make It Home), ma anche brani meglio costruiti come Moving to Virginia e Dime Store Cowboy.


- Torna alla pagina sugli Split Lip Rayfield di Piero Scaruffi -