- Dalla pagina sui Squirrel Nut Zippers di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi, traduzione completata da Stefano Iardella)

Fra i gruppi alternativi del boom di Chapel Hill (North Carolina), i Metal Flake Mother furono fra i piÃđ timidi ma non di meno fra i piÃđ creativi.
Formati nel 1990 dal cantante Ben Clarke e dal chitarrista Randy Ward, e poi accresciuti del secondo chitarrista e cantante Jimbo Mathus, registrarono soltanto il singolo Deem On e l'album Beyond The Java Sea (Moist, 1991 - Scrimshaw, 1997).
L'album ÃĻ una parata surreale di brani strumentali obliqui e canzoncine power-pop nello stile dei Pixies. L'a cappella di Tongue Long conduce al tema surf di The Inquisition, le melodie classiche di Mr Flavor e Ballroom portano alle aberrazioni rhythm and blues di Mean To Me e Wingtip Lizards.

Sciolti i MFM, Jimbo Mathus si unÃŽ al cantante e polistrumentista Tom Maxwell e formÃē gli Squirrel Nut Zippers, un'orchestrina specializzata nel ricreare le musiche dell'inizio del secolo, in particolare quel blues-jazz a passo di "cakewalk" che era di moda negli anni '20.

Lo stile di Inevitable (Mammoth, 1995) ÃĻ ancora farraginoso, conteso fra il tributo oleografico ai loro miti e la sensibilità rock. Wash Jones e La Grippe riescono comunque a catturare qualche cuore di punk.

Hot (Mammoth, 1996), sulle ali del revival dello swing, e forte di una "sciacquata" nel sound di New Orleans, ha un successo strepitoso, grazie a Hell, un calypso comico e trascinante, ma anche i frizzanti ragtime di Got My Own Thing Now e Bad Business Man, nonchÃĻ lo swing di Memphis Exorcism e le "fughe" strumentali di Flight Of The Passing Fancy e Interlocution hanno un loro posto negli annali del revival.
Katharine Whalen scimmiotta Billie Holliday e le altre grandi cantanti blues dell'epoca nella saltellante Put A Lid On It e in una manciata di lenti fra cui risalta Blue Angel.
Il trombettista Duke Heitger ÃĻ il vero eroe di molti di questi brani.

Perennial Favorites (Mammoth, 1998) sfrutta a fondo l'idea del calypso, in particolare con Trou Macacq, ma raramente (Suits Are Picking Up The Bill, Pallin' With Al, Low Down Man, My Drag, Evening At Lafitte's) riesce a lambire la magia del precedente.
Le liriche rivisitano i miti della musica di quel tempo in maniera ironica se non trasgressiva.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Bedlam Ballroom (Mammoth, 2000) ÃĻ un miscuglio. Senza Tom Maxwell, gli Zippers perdono parte della loro orecchiabilità ma guadagnano in energia e vivacità. Il latin-soul di Bedbugs, la jazzistica Baby Wants A Diamond Ring e la funky Do What sono tra i loro brani piÃđ divertenti di sempre.


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