- Dalla pagina sulla Switchblade Symphony di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Tradotto da Stefano Iardella)

La Switchblade Symphony è una band di San Francisco che riprende le intuizioni di Siouxsie (se non la musica) in canzoni che richiamano la letteratura gotica, impiegando melodie esotiche, percussioni tribali, tastiere inquietanti e canto femminile operistico. Invece di guidare una rinascita del dark-punk d'annata, la Switchblade Symphony, inizialmente (1989) un duo formato dalla cantante Tina Root e dalla tastierista Susan Wallace, aggiorna quel genere all'era di Dead Can Dance e Lycia. Gli arrangiamenti lussureggianti della prima e la malinconia inquietante della seconda sono gli elementi chiave degli inni della Switchblade Symphony.

L'album Serpentine Gallery (Cleopatra, 1995), registrato con il chitarrista Robin Jacobs, ricicla i brani che li hanno resi una leggenda, principalmente il singolo Mine Eyes (un canto gregoriano su martellanti tamburi tribali) e selezioni dagli EP Fable ed Elegy. Il successo underground di quei brani ha spinto la band in prima linea nel movimento dark wave. I musicisti sono abbastanza eclettici da dipingere ogni canzone su una tavolozza diversa: Bad Trash mescola arrangiamenti sinfonici, ritmi fragorosi e voci enfatiche. Il carillon e il gioco infantile di Wallflower hanno un potere ipnotico che ricorda il primo album di Sinead O'Connor. Il pathos minaccioso di Clown ruota attorno a chitarra metal, tom tom africani, violini barocchi e droni elettronici. Un approccio più tradizionale alla musica goth è dato dal sinistro overdrive Siouxsie di Dollhouse e dal ritmo solenne, cerimoniale, quasi gamelan di Gutter Gutter.
Dissolve trascende il genere e si concentra sulla creazione di suoni atmosferici con swing mediorientale, vocalizzi psichedelici e archi da camera. Il loro fascino per la musica classica è rivelato dal minuetto marziale e dall'aria operistica di Cocoon. Tutto sommato, la Switchblade Symphony ha padroneggiato gli strumenti del mestiere e ha abbastanza immaginazione per metterli a frutto.

Ahimè, Bread And Jam For Frances (Cleopatra, 1997) è una delusione, e canzoni come Invisible, dal successivo The Three Calamities (Cleopatra, 1999), dimostrano che questo è stato solo un piccolo inconveniente nella storia del dark punk.

Anche il chitarrista George Earth ha un proprio progetto, i Candymachine88, che hanno pubblicato Oatmeal North Of The Eyebrows e The Blind Leading The Naked.

La SS si è sciolta nel novembre del 1999 e la cantante Tina Root ha dato vita al progetto solista denominato Tre Lux.


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