- Dalla pagina sui Tad di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)
I Tad furono verso la fine degli anni '80
una delle attrazioni più volgari del grunge di Seattle.
Cantante, proveniente dall'Idaho, dall'inconfondibile grugnito,
Tad Doyle capitanava le scorribande del suo quartetto, ispirate vagamente a
Killdozer, Stooges, Cramps e X.
Il gruppo debuttò con il singolo Daisy, ma si affermò con
l'album God's Balls (SubPop, 1989).
Brani ambiziosamente blasfemi come Nipple Belt,
Satan's Chainsaw e Behemoth,
appartengono in realtà più all'hardcore e al powerpop che all'hardrock
gotico.
Il singolo Loser e il mini-album Salt Lick (SubPop, 1990)
trovarono la formula giusta, con un
sound spaventosamente rumoroso che inietta dosi massicce di psicosi e nevrosi
nel "voodoo-grunge" di Wood Goblins (forse il suo capolavoro),
nel "grunge and roll" di Hibernation, nell'incontrollato boato
industriale alla Big Black di Potlatch e nell'ululato selvaggio di
Axe To Grind e Glue Machine.
Doyle aveva semplicemente ripreso il crossover fra hardcore e heavymetal là
dove i Black Flag lo avevano lasciato e lo aveva aggiornato alle sonorità
di Seattle e di Chicago.
Uno humour demenziale da zotico violento pervade le liriche.
8-Way Santa (SubPop, 1991), con Jinx e Giant Killer, continuò la saga di questo maniaco del grunge in direzione di un sound meno brutto, caotico e rumoroso. Così l'EP Salem, con Leper, virò verso uno stile più melodico. I testi si erano nel frattempo fatti sempre più prolissi e di dubbio gusto.
Il risultato di questa inversione di rotta è ben visibile su Inhaler (Giant, 1993), in cui l'amore di Doyle per l'hardrock più virulento si sfoga in canzoni formalmente più composte come Grease Box e Ulcer.
Infrared Ridinghood (East West, 1995), che proseguiva nella direzione
indicata da Inhaler, sempre più melodico e lineare, come se Doyle stesse
cercando di forgiare una lega ibrida di Stooges e Beatles (Ictus e
Dementia).
Il suo grugnito era diventato un falsetto pop, il suo riffing da macellaio
si era trasformato in un discreto rumore di sottofondo.
A causa del flop di Infrared Ridinghood Hood vennero scaricati dalla East West Records.
Ridotti a un trio, i Tad hanno continuato a servire i loro riff monumentali e i loro growl viscerali in singoli che si collocano tra i migliori della loro carriera, come Obscene Hand (Amphetamine Reptile, 1998) e Oppenheimer's Pretty Nightmare (Up, 1999).
Pur non essendosi mai sciolti definitivamente, dal 1999 i membri della band hanno cominciato a dedicarsi ad altri progetti.
Tad Doyle forma gli Hog Molly con i quali pubblica Kung-Fu Cocktail Grip (2001) mentre Kurt Danielson diventa un membro dei neo formati Valis.
TAD: Busted Circuits and Ringing Ears (MVD Visual, 2008) è un documentario di 93' sulla band, per la regia di Adam Pease e Ryan Short.
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