- Dalla pagina sui Third Eye Blind di Piero Scaruffi -
(Testo originale di Piero Scaruffi, editing di Stefano Iardella)


(Testo originale in italiano di Piero Scaruffi)

Stephan Jenkins (canto) e l'irlandese Kevin Cadogan (chitarra) hanno formato i Third Eye Blind (o 3EB) a San Francisco (California) nel 1993.
Il singolo Semi-Charmed Life ha fatto strage fra le folle appassionate di hard-rock intelligente, con le sue movenze sincopate e il suo ritornello orecchiabile, un po' di Spin Doctors mischiato a un po' di Green Day.

Sulla lunghezza dell'album (Elektra, 1997) il gruppo si perde un po'. Losing A Whole Year, Graduate, London si avvalgono sempre di poderose impalcature hard-rock ma ripetono piÃđ o meno la solfa del singolo con meno brillantezza. Le escursioni psicodrammatiche di Narcolepsy e God Of Wine, aggiungono pathos al panorama emotivo del disco, mentre il crescendo di Motorcycle Drive By (da acustico a punk-rock) e la ballad lievemente reggae di I Want You lo incupiscono ai limiti della trenodia di Smog.
Troppe delle altre canzoni si trascinano senza forza e con una verbosità ostinata che debilita ulteriormente il sound.


(Tradotto da Miguel Forti, modificato da Stefano Iardella)

Forse preoccupato di prendere le distanze dallo stereotipo della loro hit di successo Semi Charmed Life, il secondo album Blue (Elektra, 1999) apre con la rumorosa e veloce, quasi hardcore, eiaculazione di Anything. Da qui parte una frenetica confusione di pop stile Green Day (10 Days Late), di grunge di Seattle (1000 Julys), di glam-rock degli Slade (Red Summer Sun). Una mancanza cronica di motivi orecchiabili (si salva solo la piÃđ lenta Never Let You Go) e un'ostinata fede nel potere del dogma chitarra-batteria-basso non sono di buon auspicio per il futuro. La traccia migliore potrebbe essere la leggermente psicotica e pesantemente "risuonata" Camouflage, un arrabbiato canto in stile Elvis Costello che cambia (alla fine) in rumori psichedelici. Altri effetti sonori emergono nella conclusiva Darwin, ma ÃĻ il proverbiale "troppo poco, troppo tardi". La mancanza di focus del primo album si ÃĻ tradotta nell'allarmante focus del secondo album, riguardante il raggiungimento dello status di rock da arena.


(Tradotto da Stefano Iardella)

Out of the Vein (2003) suonava ancora piÃđ banale, e Ursa Major (2009) era gravato da molto materiale ridondante.

Dopo una pausa di sei anni sono arrivati ​​Dopamine (MegaCollider,2015), gli EP We Are Drugs (MegaCollider, 2016) e Thanks for Everything (MegaCollider, 2018), Screamer (MegaCollider,2019) e Our Bande Apart (MegaCollider,2021), tutti ugualmente senza identità.


- Torna alla pagina sui Third Eye Blind di Piero Scaruffi -